Bloodline: L'intrigo eroso dal mare

Sia lodata Bloodline!

A due giorni dalla conclusione di Empire, l’orrenda serie Fox di Danny Strong e Lee Daniels, arriva Netflix a portare l’acqua agli assetati: chiunque fosse rimasto deluso dalla black dynasty con Terrence Howard è stato ora accontentato con un vero dramma familiare, senza toni da soap opera o ingarbugliate relazioni al limite dell’assurdo.

E dunque sempre sia lodato il servizio di streaming statunitense per averci regalato quella che possiamo considerare la seconda sua migliore serie in assoluto dopo House of Cards: Bloodline.

Niente giochi di potere all’ombra della Casa Bianca, nessun carcere femminile né la via della seta di Marco Polo, Netflix gioca con la famiglia Rayburn sulle coste della Florida, tra le Everglades infestate dagli alligatori e le calde spiagge dove è situato il loro complesso residenziale.

Sono un’istituzione locale, Robert e Sally, coppia anziana cresciuta insieme alla contea, genitori di tre figli perfettamente integrati e un quarto, il primo, la pecora nera e vergogna della famiglia intera. Loro quattro sono i nostri protagonisti.

Sotto le solide spalle degli anziani Sam Shepard e Sissy Spacek si racconta il passato con le vicende attuali, senza mancare di dare uno sguardo al futuro: in una notte piovosa Danny Rayburn potrebbe essere morto.

Non è uno spoiler, come per la serie ABC How To Get Away With Murder si comincia con la fine di uno dei personaggi principali, ponendo lo spettatore in una posizione di vantaggio hitchcockiana e in attesa di scoprire come si arriverà al momento fatidico. Il punto di partenza è la festa di Robert.

Nessuno sa se Danny (Ben Mendelsohn) si presenterà, il maggiore dei quattro, colpevole di aver sconvolto la vita dei genitori in passato, quel che è certo è che John (Kyle Chandler), detective all’ufficio dello sceriffo, Meg (Linda Cardellini), avvocato, e Kevin (Norbert Leo Butz), il più piccolo, temono possa combinarne un’altra delle sue.

Vero che tutti, fatta eccezione del trasparente John, hanno un loro grave difetto: Kevin è una testa calda come suo padre, Meg è in una relazione stabile con tanto di amante segreto. Danny non è l’unico, forse è persino la vittima di una famiglia disfunzionale che da sempre tenta di rigettarlo.

L’esatto opposto di Empire. La colonna sonora accompagna alla perfezione, Edward Rogers e Tony Morales descrivono gli accadimenti con la stessa presenza fisica dei mutamenti metereologici, pioggia. Vento, sole e nuvole sono percepibili con l’udito mentre la fotografia di Darren Law e Jaime Reynoso concepisce un taglio cinematografico di pregevole fattura.

Per quanto Bloodline nasca in seno a un servizio web, sembra essere stato creato per essere visto sul grande schermo. Non stupisce dunque che la premiere si sia tenuta alla scorsa Berlinale, creando un hype quasi innaturale per una serie elegante e priva di dragoni e drakkar.

Ed è bello vedere finalmente Mendelsohn in un ruolo alla sua altezza, l’attore australiano, salito a fama internazionale col capolavoro Animal Kingdom, sono anni che salta di film in film cavalcando l’onda del suo successo critico, ma solo ora sembra riuscire a metter su lo spettacolo di cui è capace.

Non è da meno Chandler, l’affidabile voce narrante, e lo stesso dicasi del trio di creatori, Daniel Zelman e Glenn e Todd A. Kessler, a cui c’è solo da stringere la mano per aver creato una nuova serie degna di essere ricordata negli annali dopo la buona Damages. Possiamo esser certi di rivederla agli Emmy 2015 la prossima estate.

Fausto Vernazzani

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