Viaggio al Nord (Aaron Katz, Martha Stephens, 2014)

Un improbabile (ma memorabile) viaggio al Nord.

L’avvenire fu un bolide arrogante.
Sollevò un muro d’acqua al suo passaggio,
neppure per scansarci sufficiente
fu il tempo di mostrargli pari pari
il medio in direzione del lunotto.
Non trovammo un motivo convincente.

Marco Bini, La conoscenza del vento, Ladolfi Editore, 2011

Viaggio al Nord è un road-movie sorprendente, caustico e ben bilanciato che porta sul grande schermo la sincerità corrosiva di due ex cognati e le magnifiche lande islandesi, teatro del viaggio di due opposti eppure complici uomini soli con un piede e mezzo nella terza età, e quel mezzo piede che resta eterodiretto invece dalla psicologia di un ventenne e muove il film seguente. Sospeso tra la forma filmica classica e uno stralunato documentario recitato da due stralunati turisti per caso (con tanto di didascalie dei maggiori siti turistici del luogo), il film di Aaron Katz Martha Stephens è soprattutto ciò che sfila tra le righe di quest’avventura, una riflessione ora delicata ora sfacciata sulla vecchiaia, la solitudine, l’amicizia.

In altre parole, la vita stessa di due amici che sanno di aver vissuto la miglior fetta dei propri giorni ma che sanno che non per questo è giunto il momento di fermarsi. Ed anzi, rilanciano con l’azzardo di un viaggio improbabile, ma non ancora impossibile, nella lontana Islanda e come avrebbero fatto cinquanta anni prima: macchina a noleggio, campeggio, tanta birra e quegli imprevisti che diventano la parte più memorabile di una vera avventura.

Viaggio al nord

A lanciare l’idea dell’Islanda è l’arzillo Mitch (Earl Lynn Nelson), medico forzatamente esodato dal reparto, che invita a cena l’ex cognato Colin (Paul Eenhoorn), che ha un atteggiamento assai più arrendevole nei confronti della terza età, comunicandogli di avere due biglietti aerei e tanta voglia di rompere la routine che l’attanaglia. Partono nonostante le rimostranze di Colin, economicamente indisposto e per questo a libro paga di Mitch, che inizialmente gli offre i migliori ristoranti, alberghi e musei di Reykjavik, complice l’incontro a sorpresa con la nipote e una sua amica, che passeranno due giorni con i due registrando un innalzamento verticale dei livelli di testosterone.

È delicata e sapiente qui la scrittura, che non fa mai scadere i giochi di seduzione fuori tempo massimo di Mitch e Colin in caricatura delle ossessioni sessuali che un anziano può corrispondere a una giovane donna piacente.  Ma qui l’involontaria ineleganza di lusinghe ostinate diventa lo specchio su cui riflettere i propri limiti, lo stupore di scoprirsi inoffensivi, rilanciando la partita con la vita nel segno di una nuova libertà conquistata con gli anni.

È proprio qui che un film sino a quel momento curioso ma senza una direzione precisa, diventa un flusso torrenziale di sentimenti messi da parte durante la vita e ora riscoperti con rinnovata ebrezza: jeep 4×4, torrenti da guadare, rimirare cieli mai visti fumando marijuana in un paesaggio astrale e altre piccole grandi avventure che fanno da cornice alla complicità giocosa e irriverente della strana coppia.

Viaggio al Nord è un piccolo film capace di parlare a tutte le età per raccontare il vissuto che si accompagna al raggiungimento della terza età, e lo fa con inedito spessore. L’età avanzata, da limite esistenziale si trasforma in nucleo sentimentale non spento ma quiescente e pronto ad erompere, come un geyser islandese, sorprendentemente e con forza intatta.

Ciò che è cambiato con gli anni per Mitch e Colin è la distanza da ciò che è già stato vissuto e genera rimpianto o pentimento, non la capacità di sorprendersi e lasciarsi sorprendere, che il film sembra dirci essere il vero elisir di una vita all’altezza della magnifica terra che ci ospita, qui rappresentata dall’imperturbabile Islanda, sottratta alle contingenze del tempo e in cui tutto ciò che è intorno ai protagonisti sembra dir loro che più nulla qui è rimasto che sia un qui. E allora tanto vale giocare alla vita, l’unico qui ed ora presente fino alla fine.

Luca Buonaguidi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.