Pop-corn al cianuro #2 – Sei mai stata sulla luna?

Hai mai visto Sei mai stata sulla luna?

Ho chiesto alla mia amica: l’hai visto Sei mai stata sulla luna? Mi ha risposto di no, che non l’aveva mai sentito nominare. Ci sarà un motivo, le ho risposto. È un film demmerda.

Sei mai stata sulla luna è un film di Paolo Genovese, prodotto da Unipol, che annovera nel cast molti degli attori che gli elettori stanchi del PD amano definire geniali. Come se non ci fosse abbastanza Satana in tutto questo, il protagonista è interpretato da Raul Bova, un attore che tutti ricordiamo solo per essere il più imitato dagli amici imbolsiti che escono dall’acqua scuotendosi le gocce come in Piccolo Grande Amore.

Sei mai stata sulla luna

La mia amica, che ha appena superato il trauma di Gone Girl, ha voluto vedere almeno il trailer. Al settimo secondo mi ha detto che The Lady di Lory Del Santo l’aveva già visto. L’ho fatta arrivare fino alla fine e mi ha detto: ma c’è tutto il film! Ho sorriso. Fosse stato così sarebbe andata bene, figurati. Invece il trailer dura 90 minuti, nella versione cinematografica.

La storia è questa: Guia è una giornalista (probabilmente) frigida che lavora per Marie Claire. La sua mansione è: camminare sui tacchi. Per questo suo lavoro, ha lo stipendio di Marchionne e gira con la Lamborghini in Piazza Duomo, che almeno trova parcheggio. Eredita una masseria in Puglia e, ad attenderla, trova un sacco di buffi e terronissimi personaggi: c’è Neri Marcorè che fa l’handicappato esattamente come quando in terza elementare si faceva la sfida per vincere il Mongolino d’Oro; c’è Sergio Rubini che ci fa notare – metti che fosse sfuggito a qualcuno dei sette miliardi di abitanti della Terra – di essere pugliese; il naso di Sabrina Impacciatore e Nino Frassica. Nino Frassica che è un genio totale qualsiasi cosa faccia, non si capisce come mai sia finito in questo calderone di cliché tutti italianissimi.

Perché, in fondo, la roba peggiore di questa fiera delle banalità è proprio che si nota la necessità di far arrivare il messaggio “Ma quanto siamo italiani?” Ma quanto? Ma quanto quanto quanto?.

Anche la Puglia, per esempio, è dipinta come in un depliant dal titolo Lu mare, lu sole, lui ientu: taralli nei trulli. Un luogo soleggiato fatto di persone semianalfabete che pensano che una macchina di grossa cilindrata sia un terribile dragone da allontanare a colpi di ramazza, che chattano su mIRC e che non hanno ben capito dove sta questa Lamerica di cui si parla tanto.

I miei amici pugliesi sono medici e scienziati, insegnanti e artisti e nessuno di loro sarebbe stupito nel vedere una stronza bionda milanese che sculetta sul selciato. A meno che non fingano quando ogni estate arriva la calata delle barbare in Salento, vogliose di reggae e di una bella dose di frisella. E a quel punto potrei pure capirli.

Sei mai stata sulla luna? è un film scontato e noioso. È l’equivalente di una Cura Ludovico in cui vengono mostrate tutte le mediocrità dell’attuale commedia italiana: un continuo spottone con i marchi in bella vista, la musichetta imparata grazie alle attese al servizio clienti di qualche compagnia telefonica e una comicità che fa sganasciare il pubblico di Colorado, grazie anche alla recitazione della mucca Celestina che troneggia nella locandina mentre indossa delle scarpe col tacco (che risate, ragazzi, che risatone davvero).

Sono già in debito con la mia amica, quindi non l’ho obbligata a vederlo. Le ho detto che alla fine si sposano e vivono felici e contenti e vanno a vivere su una chiatta sotto la Tour Eiffel, che almeno trovano parcheggio.

Ops, scusate, vi ho rovinato il finale a sorpresa.

Ambra Porcedda

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