A Stephen King's Novel

CineKing: il cinema e Stephen King, oggi (#5/Gennaio)

di Francesca Fichera.

Anno nuovo, poche novità: evidentemente il 2015 ha ancora bisogno di tempo per ingranare la giusta marcia. A parte alcune aggiunte a notizie già in circolo da mesi, infatti, almeno per quanto riguarda Stephen King e le trasposizioni dei suoi libri, tutto è uguale all’orizzonte. Ragion per cui, data anche la grossa mole di materiale a disposizione nella nostra rubrica, giunta oggi al suo quinto aggiornamento, abbiamo pensato di rigirarla a riepilogo. Ma non semplicemente elencando i precedenti articoli [che comunque, per qualsiasi necessità, potete trovare cliccando su 1, 2, 3 e 4],sarebbe stato troppo facile – e, diciamocelo, pure un pochino scostumato. Lo scopo di questo CineKing d’inizio anno sta nel risparmiarvi la fatica, offrendovi una veloce panoramica di tutto ciò che c’è da sapere sui progetti in cantiere e quelli in arrivo, sulle serie e sui film, e anche sulle curiosità di contorno (che non fanno mai male). In nome di una solidarietà degna del ka-tet migliore.

Lunghi gior… no basta, cominciamo.

Lo schermo e Stephen King: il riassunto delle puntate precedenti

22/11/63: non il grande schermo ma quello piccolo, per il romanzo fantastorico di King, a seguito del fallimento del progetto cinematografico concepito da Jonathan Demme. J. J. Abrams e la sua Bad Robot, con il supporto di Bridget Carpenter Bryan Burk, tengono le redini di una serie (mini-serie, per l’esattezza) che andrebbe in onda sul network Hulu e la cui distribuzione internazionale avverrebbe per mano della Warner.

Stephen King's 11/22/63

Cell: manca soltanto la data di uscita ufficiale alla versione per il cinema di uno dei maggiori flop letterari del Re del Brivido, per di più con la firma del regista di Paranormal Activity 2 Tod Williams, e che vede il ritorno al multiverso di King del duo John Cusack/Samuel L. Jackson dopo il discreto successo di 1408. Staremo a vedere (non appena ce ne sarà data l’occasione).

Stephen King's Cell

IT: la New Line Cinema si occupa del rifacimento del film televisivo di Tommy Lee Wallace, per la regia del talentuoso Cary Fukunaga (True Detective), che propone un concept costituito da due lungometraggi rispettivamente incentrati sull’infanzia e sull’età adulta dei protagonisti della storia. Scelta criticata? Poco da fare, dato che l’inizio delle riprese è già settato per l’estate del 2015 – per la pre-produzione invece si parla di marzo. Per la prima release invece pare bisognerà attendere il 2017. E il produttore Seth Grahame-Smith dice: “il film restituirà parte della viziosità del libro che non era stato possibile rendere attraverso la mini-serie tv, dichiaratamente  broadcasting. Sarà davvero spaventoso”. Speriamo. Speriamo.

Stephen King's IT with Tim Curry

L’ombra dello scorpione: assieme a pochissimi altri, rientra fra i progetti che, salvo imprevisti dell’ultim’ora, vedranno più a breve la luce. Ormai è quasi un mantra: quattro lungometraggi per la regia di Josh Boone, iniziativa molto apprezzata da King in persona, e stracolma di ambizione vista pure la scritturazione praticamente ufficiale di Matthew McConaughey per il ruolo del villain assoluto Randall Flagg. Vi ricordiamo che i fantacasting sono aperti, e che perfino Jim Parsons, star di The Big Bang Theory, si è dichiarato interessato ad ottenere una qualsiasi parte nel film.

Stephen King's The Stand

L’uomo che amava i fiori: “sarà come se David Lynch stesse dirigendo una soap opera”, ha sentenziato Justin Zimmerman riguardo all’adattamento da lui realizzato di The Man Who Loved Flowers, dall’omonimo racconto di A volte ritornano. Riprese in corso a novembre nel cuore dell’Oregon, a Estecada, e novità previste per i primi mesi di questo nuovo anno. E zio Stevie approva lo script, cosa non meno importante delle altre.

Stephen King's The Man Who Loved Flowers

Mr. Mercedes: già citato come epic win imprenditoriale del decennio – in quanto il libro non ha fatto a tempo a uscire che ne sono stati acquistati subito i diritti – il progetto di una serie tv, prodotto dalla Media Rights Capital e da Temple Hill, avrà la regia di Jack Bender, navigato kinghiano” grazie al suo lavoro in Under The Dome e – notizia di pochi giorni fa – la sceneggiatura, oltre che l’assistenza alla produzione (con Marty Bowen e Wyck Godfrey), di David E. Kelley, un’autorità e “un talento” in campo televisivo anche a detta dello stesso King. Show limitato, molto probabilmente di soli 10 episodi.Stephen King's Mr Mercedes

The 10 ‘O Clock People: a settembre 2014 in pre-produzione, il film diretto da Tom Holland, trasposizione del racconto sul vizio del fumo inserito nella raccolta Incubi e deliri, avrà il contributo alla sceneggiatura di King in persona, oltre che un probabile cammeo di Kathy Bates, più Jay Baruchel Chris Sarandon nel cast.

 

The Gerald’s Game: spetterebbe al regista di Oculus Mike Flanagan l’adattamento – in fase di scrittura lo scorso autunno – del best-seller kinghiano Il gioco di Gerald, storia claustrofobica di una perversione erotica finita male. L’anno d’uscita, da volgere sempre al condizionale, è quello appena cominciato. Non rimane che stare in campana e consultare ossessivamente Imdb.

 

The Overlook Hotel: la Warner Bros. ha scelto Mark Romanek per il temutissimo prequel di Shining. Dell’adattamento del testo, prologo scritto da King a suo tempo per prepararsi alla narrazione vera e propria del romanzo, si occuperà invece Glen Mazzara, showrunner di The Walking Dead. King, dal canto suo, fa spallucce: forse è stanco che Jack Torrance e il suo mondo vengano fraintesi, e teme possa accadere ancora.

 

The Things They Left Behind: in casa CBS non c’è solo Under The Dome ma anche Greg Berlanti, impegnato nell’adattamento di uno dei racconti più struggenti di Al crepuscolo (Le cose che hanno lasciato indietro, appunto), visione spettrale della tragedia dell’11 settembre. Lo sceneggiatore e produttore di Arrow modellerà la narrazione sull’esempio di Haven Cold Case, onde creare una serie crime delle più classiche, con due detective sulle tracce lasciate dalle vittime del crollo. Ultimo update: settembre 2014.

Stephen King's The Things They Left Behind

Under The Dome: lo show televisivo kinghiano per eccellenza, prodotto da Steven Spielberg per la CBS, ha ottenuto un tale successo (di pubblico) da meritarsi una terza stagione, confermata lo scorso ottobre con tanto di comunicato ufficiale. La sua trasmissione è prevista per l’estate di quest’anno, con buona pace della programmazione vacanziera di Rai2.

Stephen King's Under The Dome

 

…to be continued?

(ovvero: i progetti in sospeso)

Lisey’s Story: il futuro regista di The Stand aveva messo le zampe anche sul sentimentale La storia di Lisey, acquisendone i diritti nel settembre del 2013 e progettandone il compimento due anni dopo – cioè, in pratica, nell’arco dei prossimi 12 mesi! Ma è evidente che, con L’ombra dello scorpione in pre-produzione, perfino per il valido Josh Boone spilunghi e quadri viventi vanno a farsi benedire, o perlomeno restano in secondo piano. Fino a data da destinarsi.

Joyland: anche qui l’anno d’uscita ipotizzato era il 2015. Eppure dell’adattamento per il grande schermo del giallo kinghiano, girato, sceneggiato e co-prodotto da Tate Taylor (The Help) con la collaborazione di John Norris della Wyolah Films, non si hanno notizie da molto.

Pet Sematary: Juan Carlos Fresnadillo, director di 28 settimane dopo, si sarebbe incaricato del reboot dell’horror anni ’80 sul cimitero indiano. Il tutto però, sempre stando a quanto indica il database cinematografico mondiale, pare in fase di lungo stallo. A dir poco immobile.

Rose Madder: la Palomar Pictures avrebbe assegnato a Naomi Sheridan l’arduo compito di adattare per lo schermo la straordinaria storia di “Rosie vera” e della sua fuga al di là del reale dal folle marito Norman. Acquisto dei diritti: 2011. Stato del progetto: ‘in progress’.

The Dark TowerRon Howard sta ancora lì a sognarla (e noi con lui), ma gli stop – prima dalla Universal e poi dalla Warner – sono stati duri, e l’idea dei tre film raccordati da altrettante mini-serie televisive rimane assai distante dalla realtà. Almeno per ora. E con un ‘purtroppo’ gigantesco messo accanto.

Anche perché…

lui, invece, potrebbe essere vero.

Stephen King's The Running Man

 

 

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