Se muori ti distribuisco: 10 film da distribuire in caso di morte dell'attore protagonista

di Fausto Vernazzani.

Giovedì 19 Giugno con sei anni di ritardo è uscito in Italia un capolavoro scritto e diretto da Charlie Kaufman: Synecdoche, New York. Perché? Ovvio, perché il suo attore protagonista Philip Seymour Hoffman è morto e sepolto per cause che riguardano la sua vita privata. Addirittura la locandina italiana sembra usare una foto presa a caso e spiaccicata sul poster originale, tutto pur di sfruttare il più possibile l’immagine del defunto Hoffman.

Fa piacere, per carità, vedere finalmente nelle sale un’opera che non ha avuto un successo economico notevole, ma stupisce che non sia arrivata prima. In fin dei conti era l’esordio alla regia di uno sceneggiatore di rilievo con all’attivo opere ben accolte, anche in Italia, come Essere John MalkovichSe mi lasci ti cancello oltre che de Il ladro di orchideeConfessioni di una mente pericolosa. Titoli conosciuti e amati, eppure per vedere quel debutto abbiamo (purtroppo) dovuto aspettare la morte di Hoffman e vien dunque spontanea la domanda: dobbiamo attendere la morte delle star per vederli? Se muori ti distribuisco, in poche parole.
Qui una lista di dieci film che vorremmo vedere al cinema e per cui sembra necessaria la morte dei loro attori protagonisti.

Kate Winslet. Se morisse la co-protagonista di Titanic di sicuro qualche distributore italiano farebbe a gara per ottenere i diritti di Little Children, per anni in cima ai più attesi in Italia, anche per diverse nomination all’Oscar ottenute dal film di Todd Field. Molti di noi lo hanno già visto, un drammatico con gli attributi e con interpretazioni magistrali da parte della Winslet stessa, oltre che di Jackie Earle Haley e il sottovalutato Patrick Wilson. Possiamo stare sicuri che in caso di decesso lo vedremmo immantinente.

Martin Freeman. Se morisse l’ormai arci-noto Bilbo Baggins, nonché John Watson della serie Sherlock, potrebbe arrivarci un film di un regista inglese che in Italia per qualche motivo a noi sconosciuto non arriva mai: Nightwatching, di Peter Greenaway. Consueto biografico di facciata, ma in realtà ritratto del pittore olandese Rembrandt realizzato con lo stile unico di Greenaway, riprendendo in particolare momenti e ispirazioni che portarono alla luce il quadro La Ronde de nuit. Famoso com’è Freeman oggi, potremmo guadagnarci qualcosa.

Ewan McGregor/Eva Green. Se morisse Obi-Wan Kenobi e la bellissima Venere di Milo, ci andremmo molto bene. Un capolavoro (questa volta sì) come Perfect Sense troverebbe il suo spazio in tutti i cinema d’Italia per regalarci un bellissimo trattato sull’umanità e il suo legame con i cinque sensi che l’accompagnano. Poco importa se il regista David Mackenzie è diventato una figura di spicco grazie a Perfect Sense Starred Up, ignorato anche questo da noi (Jack O’Connell ancora non è una stella). L’Italia pare che possa farne a meno.

Michelle Williams. Se morisse la tragica protagonista di Dawson’s Creek oltre ad una maratona della serie più lamentosa di tutti i tempi potrebbe capitar che il bellissimo film di Sarah Polley, Take this Waltz, trovi una sua destinazione anche nello stivale. Le vicende di una casalinga e del suo innamoramento al di fuori del matrimonio sono una bellissima rappresentazione dell’inappagato essere umano. In più c’è una bellissima scena finale con tanto di Leonard Cohen. Meglio però vedere l’ultimo film di Kevin Hart, giusto?

Jack Black. Se morisse il comico rotondo magari vedremmo che non è solo merce da commedia. Richard Linklater lo dimostrò con Bernie, una piccola gemma dove il maestro di School of Rock è investito di un compito complesso: interpretare un assassino realmente esistito, il più gentile e squisito del mondo, ma sempre un assassino. Non sia mai si sporcasse l’immagine di un Jack Black simpatico, goffo e comico con un ruolo un po’ più serio, gli italiani potrebbero rimanerne traumatizzati. Nessuno si prenderebbe mai questa responsabilità. A meno che…

Ralph Fiennes. Se morisse il fascinoso Voldemort potremmo ritrovare al cinema una delle opere scespiriane meno viste nelle sale: Coriolanus, il suo debutto alla regia. Da allora ha già diretto anche un altro film, The Invisible Woman (Charles Dickens il soggetto), inedito come il suo compare nato dalla penna del drammaturgo elisabettiano, la cui trama basata sulla storia romana a cui tanto l’Italia si attacca dovrebbe essere un buon motivo per convincere qualche distributore a donarci una visione moderna del Coriolano.

Michael Caine. Se morisse, e credo non tarderà a succedere vista l’età, potremmo goderci Harry Brown, un classico revenge movie con la differenza che il super-soldato è una persona anziana e soprattutto si chiama Michael Caine. Chiedo scusa a Charles Bronson e Liam Neeson, ma contro Caine nessuno può niente. Capolavoro? Gioiello? No, ma la fattura tecnica è di innegabile qualità e soprattutto si tratta di uno dei pochi ruoli da protagonista ottenuti da Caine in questi ultimi anni.

Ellen Page. Se morisse Juno avremmo modo di osservarla in un ruolo complicato come quello di The Tracey Fragments. Non che lei sia un’attrice di fama internazionale, la sua vita post-Juno ha avuto come picco il suo coming out e poco altro, ma i lavori precedenti al successo di Jason Reitman hanno un valore innegabile. The Tracey Fragments è tra questi e stupisce che non sia uscito in Italia insieme ad Hard Candy. Un’opera difficile, ma da vedere per le sue qualità sperimentali che non mancano di accendere la curiosità.

Adrien Brody/Mark Ruffalo. Se morisse il naso più grande di Hollywood o l’incredibile Hulk faremmo un salto indietro nella filmografia di Rian Johnson, regista ora divenuto di gigantesca importanza avendo ottenuto il ruolo di sceneggiatore per l’ottavo e il nono capitolo di Star Wars. Prima di Looper fu autore di The Brothers Bloom, una simpatica commedia ben scritta su due fratelli truffatori, Ruffalo e Brody, e la loro silenziosa compagna Rinko Kikuchi. Una visione piacevole, ma ai nostri cinema non si è mai avvicinata.

Salma Hayek. Se morisse la sensuale messicana uno scorcio sulla Spagna di Alex de la Iglesia potrebbe aprirsi. L’unico film drammatico di de la Iglesia, La chispa de la vida, ottimo tra l’altro, cadrebbe sulle nostre teste per mostrarci quale grande perdita sarebbe la bella e piccola Salma, non solo curve, ma anche talento. Noi lo sappiamo già e per questo speravamo di vederne ancora una volta la prova al cinema (ci siamo dovuti accontentare del minuscolo ruolo ne Le belve), ma la distribuzione ha come sempre deciso per noi. 

2 pensieri su “Se muori ti distribuisco: 10 film da distribuire in caso di morte dell'attore protagonista

  1. Mi piacerebbe vedere quest films senza aspettare la morte dei protagonisti :-D .Lunga vita agli attori e tantissimi complimenti a te per la tua bravura <3

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