This Time Tomorrow

This Time Tomorrow (Shane Bissett, 2012)

This Time Tomorrow, l’amore ai tempi della fine del mondo.

Leave the sun behind me 
and watch the clouds as they sadly pass me by
Dall’omonima canzone dei Kinks

È il 20 dicembre 2012 e le luci di New York sono lontane, stavolta è l’umana e imperfetta Philadelphia a raccontarci una storia d’amore dalle medesime qualità – anche se sarebbe meglio chiamarla di disamore – opera prima di Shane Bissett.

Stacey O’Brien non crede troppo alle profezie dei Maya che fanno coincidere la data degli avvenimenti in questione con l’ultimo giorno del mondo, bensì è certo delle plausibili conseguenze private dell’imminente apocalisse decidendo così di vivere quello che potrebbe essere l’ultimo giorno della sua vita all’insegna del “meglio un rimorso, che un rimpianto”, tentando di riallacciare un rapporto con la sua ex ragazza nella sua città nativa. Si presenta dunque sotto casa di Parker tesissimo e impacciato mentre cerca di mostrarsi disinvolto nell’esplorare i lati reconditi di una relazione finita troppo presto per lui e al momento giusto per lei.

È questo l’inizio di un pretestuoso ultimo appuntamento a cui il mondo si salva ma che non salva la storia d’amore. Ed è bene dirlo perché This Time Tomorrow è un film talmente sincero e onesto da filtrare attimo per attimo e con sapienza inusuale per un esordio registico i moventi psicoemozionali della fine di una relazione e non lo si apprezzerebbe così tanto confidando scioccamente in un happy ending durante la visione.

È lo stesso regista a raccontare le modalità filmiche adottate:

Ho pensato per anni a questo film. Sin dal 2009, sentivo il 21 Dicembre 2012 avvicinarsi sempre di più. Consumato dalla paura del rimpianto, sono riuscito a convincere il mio co-produttore nell’aiutarmi a realizzare il progetto prima della presunta apocalisse Maya. Il film è totalmente improvvisato, non esiste una sceneggiatura ma siamo partiti unicamente da uno schema di 15 pagine. Credo che questo metodo, unito a uno stile registico vicino al documentario, abbia contributo a rendere il film molto onesto

Sulla scia del capostipite del genere, il magistrale Breve Incontro di David Lean, migliaia di film hanno provato a raccontare le modalità attraverso cui la complicità amorosa tra due persone si forma (in questo caso si riforma) e poi si spezza, utilizzando i più svariati scenari ed espedienti narrativi. A caratterizzare This Time Tomorrow è l’analisi psicologica, il rifiuto di ogni retorica e una ambientazione così semplice e quotidiana da testimoniarci tutti.

È una onestà di fondo che scalda il cuore a fuoco medio, poiché intenzionalmente raffreddata dall’impasse comportamentale che contagia a turno i due protagonisti, dalle sofisticate inquietudini di Stacey e da una Philadelphia tiepida e contratta e rafforzata dalle ottime prove attoriali di Dave Coleman e Jade Elysan, bravissimi nel far emergere due caratteri diversi, attratti e respinti dalla reciproca estraneità. Appare invece forse fuorviante e non pienamente sviluppato il potenziale del piccolo manipolo di personaggi minori, banalmente integrati nel contesto seppure ben caratterizzati.

Piccoli Fragilissimi Film è il titolo di un bellissimo album di Paolo Benvegnù (ottimo maestro delle medesime tematiche) e il complimento più bello che si possa fare a This Time Tomorrow, il cui un finale non scontato riesce a emozionare per rara sensibilità verso quella limpidissima ordinarietà che muove le nostre città e che non sempre, per usare un eufemismo, sappiamo cogliere e mettere nel taschino: quello all’altezza del cuore.

Luca Buonaguidi

2 pensieri su “This Time Tomorrow (Shane Bissett, 2012)

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