Doppio gioco - CineFatti

Doppio Gioco (James Marsh, 2012)

Storie di sangue dall’Irlanda nel Doppio gioco di Marsh.

Il rapporto tra il cinema e il sangue sparso sull’isola di smeraldo va lontano nel tempo, come ogni storia tragica anche la perenne battaglia tra Irlanda e Regno Unito colpisce i mestieranti della settima arte. Doppio gioco, il nuovo caso è fedele alla qualità dei suoi predecessori, schizzando via per un istante nella direzione della spy story creando un diversivo inatteso per il dramma familiare diretto dal celebre regista James Marsh, autore di documentari di successo come Man on Wire e Project Nim.

Il suo delicato e importante ritorno al cinema di finzione si affianca al capolavoro di Alfredson, La talpa, nel restituire alle storie di spionaggio la natura calma adatta alle spie, uomini di “parole” più che di fucili e di pistole.

I giorni dell’IRA

La versatilità del cinema inglese, colosso delle spy story grazie a James Bond, trova dunque una pietra miliare in Shadow Dancer (titolo originale). Marsh ci trasporta subito tra le pagine di Tom Bradby, sceneggiatore e autore del romanzo da cui il film è tratto, in un periodo imprecisato a cavallo tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, indietro nel tempo a un giorno in cui la piccola Colette involontariamente manda a morte il suo fratellino Sean.

Anni dopo, nel 1993, Colette si trova a Londra con una borsa da lasciare nelle gallerie della metro, un attentato dell’IRA, di cui fa parte, fallito a causa sua.

 

Le regole del gioco

Il gioco di Marsh inizia con lentezza, dando allo spettatore pane e acqua, le immagini e parole necessarie per riuscire a sopravvivere allo scorrere iniziale di Doppio Gioco, nutrendolo tendendo la corda di violino e provocando suoni forti e stacchi rapidi. Un pubblico in attesa che qualcosa di grosso accada.

Così sarà, in maniera inaspettata e stando alle regole di Marsh, il cui gioco imbocca una strada dritta e non incrocia alcun bivio: è il momento di dare il via e Colette è catturata dai servizi segreti britannici, rappresentati dall’agente Mac, spinta ad assecondare il suo buon cuore per chiudere con l’IRA e a far da spia all’interno della sua stessa famiglia, dove i due fratelli Connor e Gerry complottano vicini alle alte fila dell’organizzazione terroristica nata per difendersi dai crimini dell’esercito e della corona della vicina isola.

Un ensemble esemplare

Il chitarrista Dickon Hinchliffe mescola le sue musiche così bene all’immagine da non farsi notare, Rob Hardy illumina con grazia, persino le fiamme sembrano avere la loro poesia rimanendo impresso in ogni sua singola lingua di fuoco, allo stesso modo le lacrime di Andrea Riseborough, protagonista incredibile, e il suo comprimario Clive Owen che, come tutti gli altri, ha un ruolo secondario di fronte alla tragedia familiare nascosta.

È la conferma per un grande figlio d’arte, Domhnall Gleeson, per un regista abile maneggiatore d’immagini d’ogni genere, e per un paese che ancora sa come fare Cinema. Doppio Gioco è un film consigliato ai cacciatori di veri figli della Settima Arte, stanchi di vedere distribuiti solo kolossal e contro kolossal senza anima; James Marsh produce l’esatto opposto, un lavoro fatto col cuore.

Fausto Vernazzani

Voto: 4/5

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...