Ray Harryhausen - CineFatti

Ray Harryhausen: Special Effects Titan

Un ricordo/omaggio a Ray Harryhausen, icona del mondo degli effetti speciali – di Fausto Vernazzani.

Raymond Frederick Harryhausen, una personalità come la sua non poteva avere un nome meno altisonante. Ray Harryhausen ha cambiato la storia del cinema con i suoi effetti, è stato più influente di tanti registi pur non avendo mai diretto una sola pellicola in tutta la sua vita.

Al giorno d’oggi è ancora difficile pensare a un film d’intrattenimento capace di scalzare dalla vetta il celebre Jason and the Argonauts, un’opera che per ambizione e grandeur riesce ancora ad impressionare nonostante la stop motion di Harryhausen possa apparire come datata.

Ma come fare a non essere impressionati dalla battaglia contro lo scheletro in The 7th Voyage of Sinbad, dalla Medusa serpentina di Clash of the Titans o dagli innumerevoli dinosauri che dominano il muto One Millions Years B.C..

Ray Harryhausen - CineFatti

Sono passati non troppi giorni dalla scomparsa a 92 anni di Ray Harryhausen e ancora non riesco a pensarci: non è dolore, ma commozione, una vita lunga è stata vissuta, ed esattamente come un altro maestro, Carlo Rambaldi, anche lui capì quando era il momento di lasciare che il Cinema prendesse la sua nuova strada.

Una via intrapresa con in mente quelle creature, e mai mostri, perché per lui erano come dei figli, il Cinema di grandi registi come Peter Jackson, Steven Spielberg, James Cameron e Guillermo Del Toro, si è formato sulla fatica di un uomo che da solo ha realizzato effetti tanto complicati che oggi vengono curati da team di decine e decine di persone.

C’è chi oggi si occupa dei movimenti della barba, del viso e della coda, o del naso e della bocca, e un tempo c’era solo lui, Ray a sistemare ogni singolo pezzo e a darsi da fare con la cinepresa per riprendere l’intera scena unendola poi alle riprese dal vero.

Anche i mostri hanno un’anima

Per attori come Todd Armstrong e Kerwin Mathews deve essere stato difficile camminare fianco a fianco con il nulla, brandire spade e battersi in duelli mozzafiato senza sapere chi o cosa lo stava attaccando, ma il risultato finale è spettacolare.

È il cinema perfetto per chi desidera intrattenimento, per chi sogna creature che siano anche dei personaggi, con le loro espressioni ed i loro movimenti dettati da un cervello, al contrario di tante “bestie” a cui siamo oggi abituati, privi totalmente di una propria personalità.

Così si riconoscono i “figli” di Harryhausen, registi come Spielberg e Del Toro che ancora si affidano quando possono ai costumi ed agli effetti dal vero, come testimoniano Jurassic Park e Il Labirinto del Fauno o l’intera saga di Hellboy.

Una vita documentata

Una carriera intera racchiusa in un documentario che venera la figura di Harryhausen, ovvero Ray Harryhausen: Special Effects Titan, girato da Gilles Penso quando il Maestro era ancora vivo e contento di raccontare la storia sua e delle sue creature.

Non è lecito parlare di un’opera cinematografica di grande interesse, ma è un grande reperto corredato da interviste ad autori contemporanei più o meno legati alla sua figura, come ad esempio Peter Jackson, da anni dedito alla raccolta di tutti gli oggetti e gli originali mai scolpiti e costruiti da Harryhausen.

Dagli anni Cinquanta agli anni Ottanta si stende una sfilza di film realizzati da registi che sapevano il fatto loro, dimenticati dietro le abili mani di Harryhausen, capaci anche loro di sfruttare il mezzo cinematografico per tenere lo spettatore incollato fino alla fine davanti allo schermo, non solo grazie alle forme prosperose della bellissima Raquel Welch.

Ray Harryhausen - CineFatti

Gilles Penso esamina la vita di Harryhausen in ordine cronologico, iniziando con i suoi primi esperimenti e test tanto amati dal suo caro amico Ray Bradbury, scomparso nel 2012, che poi lo hanno portato alle prime collaborazioni con Willis O’Brien, colui che iniziò la stop motion al cinema mainstream negli Stati Uniti.

Seguì poi l’esplosione dei Kaiju in Giappone ed in tutto il mondo, Gojira colpì tutti ed era inevitabile il desiderio atavico dei produttori USA di replicare quelle meraviglie, in un modo tutto nuovo e senza pover’uomini chiusi in costumi asfissianti. Da Mighty Joe Young e le favole in stop motion Harryhausen passò alla Dynamation, nome inventato per la loro tecnica, così che si discostasse dall’animazione tradizionale che solo dodici anni prima ebbe il suo grande debutto con Biancaneve e i sette nani.

È così bello parlare di Ray Harryhausen che riesce difficile trovare una cognizione logica con cui farlo, si torna bambini nel momento stesso in cui si pensa a Giasone contro l’Idra ed alla creatura di The Beast from 20’000 Fathoms, e come dei bambini ci si scopre a ricordarlo.

Il film di Penso è il modo giusto e più rapido per raccogliere i pensieri, dando vita anche ai ricordi di quelle decine di registi che dagli anni Ottanta in poi iniziarono a farsi vivi con le loro creature personali, sognando un giorno di poter riuscire a replicare anche solo per un istante quella stessa magia che dava vita ai modellini di Ray Harryhausen, Titano degli SFX.

Annunci

Un pensiero su “Ray Harryhausen: Special Effects Titan

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.