Mulholland Drive, fra le 10 canzoni filmate

Cinema Live On Stage – 10 canzoni filmate (e mai dimenticate)

10 canzoni da film – di Francesca Fichera.

C’è bisogno di musica, dentro e fuori la finzione – se da quest’ultima si riesce davvero, in qualche modo, a uscire. Il Cinema, almeno lui, non lo dimentica.  E ci sta sempre attento. Come siamo attenti noi qui, che del rapporto musica/film abbiamo già parlato e forse non ci stancheremo mai di farlo.

Insomma, dopo il macro di solito c’è il micro, e perciò dopo le colonne sonore non potevamo non trattare un’altra grande protagonista dell’universo cinematografico: la musica diegetica.
Questa, in forma di canzone diffusa attraverso comuni amplificatori o radio, oppure di concerto live, o ancora di interpretazione diretta da parte di uno degli attori principali, è la musica sentita due volte: da un lato dello schermo e dall’altro. Differisce per questo dalla musica extra-diegetica, che invece può essere udita soltanto dallo spettatore. Fa parte del racconto. Lo qualifica. Ancora, due volte: perché è commento diretto alla storia, letto (e vissuto) con consapevolezza dai suoi personaggi.
Quindi, conclusa la lezioncina, cosa ne dite di dare uno sguardo e, soprattutto, un orecchio alla lista di 10 canzoni commenti sonori diegetici (detto così fa più figo) che segue?

Si comincia subito con:

10. Juno e la sua sdolcinata Anyone Else But You, intonata dai protagonisti Ellen Page Michael Cera a ridosso dei titoli di coda; giusto coronamento di un film tenero sulla tenerezza che, qualche volta, si ritrova proprio nelle più impensabili (e all’apparenza insormontabili) difficoltà della vita:

9. Subito dopo, in pieno stile ammeregano ma comunque emozionante, il momento collettivo degli Angeli d’acciaiole suffragette rilette da Katja von Garnier, dove ad esser cantato è addirittura l’inno cristiano Will the Circle Be Unbroken? di Ada R. Habershon:

8. E siamo ad Ang Lee (di recente molto nominato per il suo prossimo Vita di Pi) e le torbide atmosfere di Lussuriainterrotte per pochi istanti dalla delicatezza di un canto che riesce a commuovere nel profondo persino il crudele Mr. Yee (Tony Leung). Brava l’interprete, quel visino di porcellana di Wei Tang che, fingendo, finisce col dire e sentire davvero:

7. Non poteva non avere un posto qui il canticchiare natalizio di Gizmo, dal film cult  Gremlins di Joe Dante. C’è da sciogliersi, vero? Un settimo posto tutto meritato, subito prima di…..

6. Georg Friedrich Händel: sì, scomodiamo proprio lui, sebbene prima di noi l’abbia fatto il regista Gérard Corbieau con Farinelli – Voce reginasulla vita del castrato Carlo Broschi. Ma, oltre il pessimo livello del film e il gioco di remix fatto per ottenere un timbro vocale letteralmente d’altri tempi, vince la potenza del Rinaldo e della sua Lascia ch’io piangaaria di Almirena:

5. Once è stato uno dei film che ha fatto esplodere in noi la voglia di cinema bello assieme a quella di parlare di cinema bello (infatti è una delle prime recensioni cinefattiane): fra i perché del caso c’è anche la splendida interpretazione live  che i due cantanti/attori/amanti (prima nella storia finta, poi in quella vera) Markéta Irglová Glen Hansard  fanno della canzone più importante della pellicola, Falling Slowly:

4. Avvicinandosi al podio, non può non saltar fuori, per l’ennesima volta, La vie en rose di Olivier Dahan, dove Edith Piaf/Marion Cotillard riscopre se stessa e la storia della sua vita nelle eterne parole di Rien de rien, ascoltandole per poi farle proprie. Questo è L’Ascolto:

3. Merita la terza posizione il cammeo di David Byrne in This Must Be the Place di Paolo Sorrentino, nel quale viene riprodotto sul palco ogni dettaglio dell’allestimento video di Stop Making Sense! (di cui Jonathan Demme curò il film-concerto). Per la serie: dopo esser caduti nel rialzarsi si sentono i violini, e non c’è melodia migliore sulla quale poter poggiare i sensi.

2. Stanley Kubrick è una di quelle personalità gigantesche che non possono mai essere ignorate. Neanche in questo caso. Suo è infatti il toccante momento di poesia in pellicola a seguire, contenuto nel capolavoro Orizzonti di gloria, dove i cuori di soldati e spettatori oltrepassano ogni barriera grazie alla melodia popolare di Der treue Husar, intonata da Suzanne Christian Kubrick. Così la guerra fa silenzio:

1. E il silenzio parla anche in cima, dove albergano le suggestioni oniriche di David Lynch e del Club Silençio di Mulholland Drive. Non è difficile piangere, se di piangere si canta, soprattutto se a dar voce al dolore è Rebekah Del Rio. Prima di stramazzare al suolo, allora, lasciatevi stregare da Llorando:

E ricordatevi che “è tutto registrato”.

 

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