La lunga alba dell’investigatore e soldato Benedict Cumberbatch

Il beniamino di Sherlock Benedict Cumberbatch verso le stelle

Parlare di Benedict Cumberbatch in termini di shooting star o definirlo the next big thing è come giocare al tiro al piattello con dischi di 40 metri di diametro: è troppo facile.

Ci si aspetta di vederlo conquistare il grande schermo da molto tempo, il suo spazio è lì che attende di accoglierlo nel gotha di Hollywood, dove merita di sedere.

Con le aspettative del pubblico in crescita di anno in anno la domanda fatidica è: qual è il film che lo lancerà definitivamente? È il punto interrogativo steso su innumerevoli pagine di giornale e articoli a non finire pubblicati online, ma il mio preferito non ha sprecato grandi paroloni né innumerevoli confronti con stelle di ieri o di oggi, si è limitato a dire tre semplicissime e giuste parole: What an actor!

Che attore!

Lo scrissero sul The Guardian in una recensione relativa al suo ultimo successo televisivo della BBC firmato Tom Stoppard, Parade’s End, trasposizione dell’omonima tetralogia di romanzi scritti da Ford Madox Ford.

Una miniserie britannica non è al momento sotto i riflettori del pubblico italiano, assefuatto alla rapidità con cui i contenuti statunitensi piovono sui nostri canali, ma certamente nel nostr paese nessuno ha ignorato le prime due stagioni della serie grazie a cui siamo qui oggi a discutere di Cumberbatch, Sherlock.

Visione contemporanea delle avventure investigative del detective più famoso della storia – reale e non – sceneggiata da Mark Gattis e Steven Moffat

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Elementare

Una visione contemporanea delle avventure dell’investigatore più famoso della storia della letteratura, scritta da Mark Gattis e Steven Moffat (già dietro il grande successo del revival del Doctor Who) col tocco brillante di cui è privo il fratello cinematografico targato USA, una simpatia manifesta nell’’intelligenza dei dialoghi e non nella faciloneria della situation comedy di cui è protagonista Robert Downey Jr.

Benedict Cumberbatch in Sherlock è uno di quegli attori che vedi in televisione e pensi che al Cinema non potrebbe far altro che sfondare, quel viso particolare e familiare, un tipo che resta impresso e lo senti come un amico, al punto che il desiderio gli venga riconosciuto lo stesso apprezzamento personale diventa fisiologico.

Il balzo in avanti

Ci capitò con Terry O’’Quinn e purtroppo andò male quando con la fine di Lost sparì nel nulla insieme al suo poetico John Locke, è successo con Bryan Cranston, uscito alla grande dal primo colosso della AMC Breaking Bad, e con tanti altri ancora, eppure con Cumberbatch c’’è la sensazione che si stia caricando la molla per far scattare la macchinina più in là di quanto sarebbe lecito aspettarsi da un inizio faticoso.

In sala si è fatto notare con un ruolo chiave, ma secondario, nell’’eccellente La Talpa come Peter Guillam, assistente del protagonista George Smiley di Gary Oldman. Subito dopo è apparso nell’epico War Horse di Steven Spielberg, al fianco dell’’altro astro nascente Tom Hiddleston, recitando con la potenza della sua voce profonda.

Da Smaug all’Enterprise

Sarà proprio quella voce a rappresentare il salto verso la fama? È una previsione nata dalla mente di un fan, infatti grazie a Peter Jackson sarà uno dei maggiori protagonisti ad apparire in motion capture nella serie de Lo Hobbit.

Smaug è il nome del drago che protegge il tesoro della Montagna Solitaria, un mostro e anche un personaggio importante che assumerà parzialmente le movenze di Cumberbatch, ma soprattutto quella voce che nessun’’altro potrebbe dargli.

Una carriera che inizia grazie al mondo dei nerd, i tolkeniani incallitie un altro gruppo di fanatici pronti a doverlo accogliere a bordo della USS Enterprise di Star Trek: Into Darkness, in cui sarà il villain – lo scoop sfuggito per sbaglio dalla bocca del collega sul set Karl Urban, anche lui di tolkeniana memoria – per la regia di J. J. Abrams.

Ancora cinema ad alto tasso di VFX così come Hiddleston, dal lato MCU del cinema nerd, ma Cumberbatch punta su un cinema difficile da dimenticare, stracolmo di fan variegati differenti dallo spettatore comune. Un fan non dimentica. Mai.

A Gennaio, intanto, cominceranno le riprese per la terza stagione di Sherlock, dove Smaug e Bilbo Baggins (Martin Freeman) torneranno a essere Holmes e Watson, di nuovo amici e non più antagonisti. Mi auguro sarete pronti anche voi al nuovo binge watching e ad accogliere questa nuova stella in arrivo con l’affetto che merita.

Incrociamo le dita.

Fausto Vernazzani

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