Soundtracks I Love – 5 compositori da amare

di Francesca Fichera.

Capita – non so a voi, a me sì – di farsi giocare dalle suggestioni. Del resto, la colonna sonora – quando c’è – definisce un film al pari della recitazione degli attori o della qualità degli effetti speciali. Ci si potrebbe discutere sopra a iosa, ma il succo è più o meno questo.

E dunque, tornando al ragionamento iniziato poco fa, parliamo di suggestioni musicali al cinema. Su di me esercitano un’influenza strepitosa. Al punto da condizionare, in non pochi casi, il mio pensiero sull’intero prodotto, sul film tutto. Perché poi, diciamocelo, i bravi costruttori di soundtrack – mi venga perdonato il gioco linguistico – sanno cogliere l’anima del racconto per immagini e metterla in comunicazione con quella di coloro che guardano (e ascoltano) l’opera. Un dialogo fra anime. Cosa c’è di più bello, di più vicino a ciò che è alto?

Che poi, se ci si fa caso, le cosiddette “musiche da film” possono sortire, in generale, tre tipi di effetto: 

rendere indimenticabile il film diventandone l’invisibile e non indispensabile sottotrama;

rendere indimenticabile la colonna sonora (e dimenticabile il film); 

unire musica e immagine in un’armonia perfetta e decretare, così, il capolavoro assoluto.

In questa piccola lista da me stilata è possibile ritrovare tutti e tre i casi appena descritti: cinque momenti musico-cinematografici (o cine-musicali, fate voi) da rivivere e ricordare, in rapporto ai film per i quali sono stati scritti e suonati oppure a prescindere da questi. Ma soprattutto, e sia ben chiaro, a risuonare sarà l’eco dell’innamoramento che, attraverso quei momenti, ha sancito il vincolo fra me e quei piccoli grandi poeti viventi a cavallo fra pentagramma e cinematografo.

Ecco a voi, quindi, i 5 compositori che il cinema mi ha fatto amare al punto da non poter più farne a meno:

1. Ennio Morricone – scontato (FORSE) ma per ragioni valide. La lunga storia d’amore con le sue strabilianti note comincia una sera d’inverno, davanti alla tv. Film della serata: Mission. Pesantezza e dolore polverizzati dal tempo e sublimati dal meraviglioso tema musicale di Morricone, fra i più belli in assoluto della sua carriera:

2. Joe Hisaishi – il favorito di Takeshi “Beat” Kitano e di Hayao Miyazaki, eccelse figure del panorama cinematografico nipponico. Conosciuto per la prima volta sullo sfondo del commovente L’estate di Kikujiro (Takeshi Kitano), colpisce e affonda con la solennità regale di Principessa Mononoke (Hayao Miyazaki):

3. Yann Tiersen – come escluderlo? Divenuto celebre grazie alla dolcezza del commento sonoro de Il favoloso mondo di Amélie, annulla il tempo con la magica eternità di Summer ’78, tema principale in Goodbye Lenin!. E per fortuna  non sono i soli esempi:

4. Hans Zimmer – epico in ogni senso, ha scritto per Il Re Leone, Il gladiatore, L’ultimo samurai e molti, moltissimi altri, aggiudicandosi l’Oscar in più di un caso. L’aggettivo “altisonante” gli va a pennello (ah ah), ma il suo è un enfatizzare che funziona, perché guardare l’orizzonte in Pirati dei Caraibi 3 con uno Zimmer in sottofondo fa davvero la differenza:

5.  Thomas Newman – degno membro della cinquina. Sono sue le colonne sonore de Le ali della libertà, American Beauty e Il miglio verde, solo per citare le più note. Il primo amore è sbocciato con White Oleander, il secondo con Wall-E. Poiché le facce della medaglia sono più di due, in questo caso i campioni sono tre:

Thank you for listening.

 

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