Un Barton Fink a Venezia, Parte III

Ieri sera, mentre ero in fila per vedere quell’eccezionale film che si è rivelato Toutes nos envies, del regista di Welcome Philippe Lioret, mi intrattenevo per qualche minuto a parlare con Paolo Mereghetti. Gentilissimo, l’illustre esegeta mi ha confessato le sue preferenze per il Leone d’Oro (naturalmente up to now: mancano ancora tre giorni e tanti autori). Ha citato due titoli: A Dangerous Method di Cronenberg e A Simple Life di Ann Hui. In merito al primo, devo dire che le parole di Mereghetti hanno confermato un sentore che avverto da un paio di giorni: il film di Cronenberg è solido, ottimamente girato e costruito ma non ha violentemente incatenato alla poltrona come hanno fatto, ad esempio, i due precedenti con Viggo Mortensen, eppure le sue quotazioni mi sembrano aumentate, anche semplicemente tenendo in mente la presenza in giuria di Mario Martone, il quale, amante dei film parlati e in costume, potrebbe far valere la sua preferenza. Qualora accadesse, non ci sarebbe certamente ragione di gridare allo scandalo, ma ritengo che si sia visto di meglio finora alla Mostra. Quanto ad Ann Hui, si tratta evidentemente di una sorpresa. Senza riuscire a struggermi fino in fondo, il film si è rivelato delizioso, idealmente diviso in due parti al centro delle quali ci sono prima il giovane protagonista Roger, produttore cinematografico di cui si prende cura la domestica storica della sua famiglia, Ah Tao, e la seconda a ruoli rovesciati, con Ah Tao trasferita in una casa per anziani che riceve la attenzioni del ragazzo, tuttavia senza mai smarrire la serenità e l’amore per la vita e per la cucina. Regia e luminosità inconsuete per un film cinese (ispirato peraltro a una storia vera), e Deanie Yip favorita per il momento alla vittoria della Coppa Volpi. Divertentissimo cammeo di Tsui Hark.

In concorso anche Tinker, Tailor, Soldier, Spy, di Tomas Alfredson (Lasciami entrare), tratto dal romanzo La talpa di John LeCarré (che figura anche come sceneggiatore e produttore esecutivo). Quanto ad atmosfere, non si era mai vista una trasposizione da romanziere inglese tanto conforme alle sue pagine. Fluviale narrazione per immagini in toni desaturati, sceneggiatura calibrata al millimetro eppure diluita in un montaggio elegantissimo. Anche qui, poi, c’è un candidato alla Coppa Volpi: Gary Oldman strepitoso, che eclissa Colin Firth, che ha una delle voci più belle del cinema contemporaneo.

Su Himizu di Sion Sono non sono in grado di parlare bene. Ma, in realtà, non sono in grado proprio di parlare. È la storia di Sumida, problematico ragazzo che vive un tormentato rapporto col padre ubriacone. Questa relazione finirà col disturbare psicologicamente Sumida trascinandolo in un gorgo di violenza da cui prova a redimerlo l’amica Keiko, di lui innamorata. Dramma che prova a raccontare il dolore del post 11 marzo giapponese. Pareri per lo più contrari, ma è spiccato anche qualche strenuo difensore.

Bene Wuthering Heights di Andrea Arnold, già autrice di Fish Tank. Ci si domanda se valga ancora la pena, nel 2011, trasporre il romanzo di Emily Bronte. La Arnold è riuscita a creare un prodotto originale, facendo un film in costume non convenzionale (l’uso pressoché totale, anche nei campi lunghi, della camera a mano) in cui l’arredo d’epoca è offuscato e macchiato dalle nebbie e dal fango, con paesaggi straordinari a scandire la narrazione (le piogge anticipano le partenze, il pallido sole commenta i ritorni). C’è un solo problema: non tanto nello script, ma nella mise en scene c’è qualcosa che affatica parecchio il racconto per immagini: 128 minuti sono forse un po’ troppi, la Arnold indugia su orpelli visivi alla lunga superflui. Con una ventina di minuti di tagliuzzamenti sarebbe diventato violentemente competitivo.
Ci sentiamo più tardi. Vi parlo di Ermanno Olmi e del film di Lioret. Ora vado a vedere Pietro Marcello.

Elio Di Pace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.