Dottor Faust consiglia per l'estate

di Fausto Vernazzani.

Benvenuti all’ultima puntata di ‘Consigli per l’estate’ di Cinefatti!Purtroppo non abbiamo nessuna sigla alla Un posto al sole con le nostre facce a scorrere sullo schermo, ma amen, penso che sopravviverete e sarete anche più felici della non esistenza di questa cosa. Come avrete ormai supposto da vaghi indizi sparsi qua e là, sono un po’ fanatico del cinema orientale e per quanto ci abbia provato, alla fine, rimaniamo sempre in terra mandorlata per quello che vi suggerisco per questa nostra pausa vacanziera di rinnovazione, anzi vacanza no, perché noi ci daremo da fare per migliorarci!

Il primo titolo richiama proprio all’estate ed è appunto ambientato nella stagione calda: Summer Wars. Diretto da Mamoru Hosoda, un brav’uomo che già produsse un gran bel film ovvero La ragazza che saltava nel tempo, è la storia di un futuro prossimo in cui un social network chiamato Oz è diventato talmente tanto di uso comune che buona parte delle azioni normalmente svolte dalle persone prendono vita dentro questa piattaforma. Governo, esercito, sanità, tutto è controllato all’interno di questo sito di cui Kenji, giovane e brillante matematico, è uno dei tanti moderatori. Un fine settimana viene invitato da Natsuki alla casa di sua nonna Sakae a Ueda, dove verranno festeggiati i suoi 90 anni insieme all’immensa famiglia. Appena arrivato si trova però a dover fingere di essere il fidanzato di Natsuki e a crackare un codice inviatogli anonimamente da qualcuno, per poi scoprire che si trattava di un blocco di sicurezza di Oz in cui ora il programma Love Machine può cominciare a prendere il controllo di tutto e mandare nel panico il Giappone. A Kenji e alla famiglia di Natsuki spetterà salvare il paese e non solo da questa minaccia informatica. In questo film vi sono temi classici del cinema d’animazione giapponese, più che chiaro è il raffronto tra il mondo virtuale di Oz fatto di avatar bambineschi e scarsa emotività e quello della famiglia di Natsuki, stretta, affettuosa, in armonia col mondo e soprattutto umile. Hosoda però riesce a far riflettere su questo tema di natura e natura informatica accompagnandolo con un contorno di suspense e scene di ‘virtual-fantasy’, come quelle in cui immensi bestioni da tipico cartone giapponese combattono contro conigli iper-addestrati nel Kung Fu, che folgorano lo spettatore con una marea di immagini fantasiose e ambienti affascinanti.

Il numero due è un film un po’ più conosciuto, di un autore che non ama essere definito autore, ma che ormai dopo il suo penultimo sforzo dovrà abituarsi a sentirsi chiamato così. Parlo di Takashi Miike e il film che voglio consigliarvi è Crows Zero. Di Miike abbiamo già parlato qui su Cinefatti, scrivendo del suo film più famoso, Ichi the Killer, e del suo penultimo film 13 assassini, ma la sua filmografia è talmente vasta e il ritmo con cui realizza nuove opere è talmente rapido che sarà inevitabile parlarne ancora.  In Crows Zero ci troviamo nella Sezuran All Boys High School, una scuola per adolescenti dove a comandare è il pugno e le lezioni non sono nulla perché sono i ragazzi i veri boss. Scopo di chi entra alla Sezuran è di comandarla per dimostrare al mondo esterno di cosa possono essere capaci e questo è esattamente quello che vuole fare Genji, figlio del capo Yakuza del clan Takiya. Nuovo all’ambiente, un pugno per volta, e con l’aiuto dello scombinato Yakuza Ken, riesce ad arrivare sempre più lontano e a formare una valida armata di studenti che dovrà scontrarsi contro il temuto Tamao Serizawa, il ragazzo attualmente più vicino al comando della scuola. Tratto da un manga di Hiroshi Takahashi, questo film diventerà rapidamente uno dei vostri preferiti nel genere delle mazzate-da-orbi, mostrate da ogni angolazione e con ogni possibile tecnica di montaggio. Scene di combattimenti riprese senza stacchi, scene con montaggio rapido e incalzante o con illusioni a fumetto che danno l’impressione di star osservando una moviola rudimentale, ma più che efficace. Ciò che però è più interessante in questo film è il modo perfetto in cui i personaggi vengono delineati, caratterizzati a sufficienza per essere ricordati e tenuti sempre in considerazione, senza mai dunque fermarsi a pensare solo ai tre protagonisti Genji, Tamao e Ken. Condito con una bella morale in perfetta contraddizione con quello che viene mostrato per tutta la durata del film, Crows Zero è un film che sicuramente vi renderà la giornata più interessante.

Per l’ultimo film ci siamo proposti tutti di suggerirvi una chicca, un film che riteniamo bellissimo e da riscoprire. La mia scelta cade su Love Exposure di Shion Sono. Un’esperienza filmica che finora sono riuscito a paragonare solo a quella della lettura de Il Signore degli Anelli. Questo per due motivi, ed il primo, forse quello che potrebbe scoraggiare i più, è la durata immensa di 4 ore – e in origine avrebbe dovuto essere di 6 – che ti permette di immergerti completamente e senza nessuna possibilità di scampo nella vita dei protagonisti. Il secondo motivo è la pluralità di cose, eventi, sentimenti, emozioni e chi più ne ha più ne metta, che si trovano all’interno di questa pellicola che può essere descritta come Epica. Non si parla di grandi eventi, non ci sono guerre, non ci sono eroi invincibili senza macchia e senza paura, ma l’amore del personaggio principale, Yu, per Yoko, è talmente grande da coinvolgere e sconvolgere ogni singolo attimo della vita di questo ragazzo. Figlio di una famiglia cattolica, Yu è un bravo ragazzo, ligio al dovere, senza peccato e con un solo dovere verso sua madre: incontrare la sua ‘Maria’ e presentargliela. Nonostante sua madre muoia improvvisamente, Yu e suo padre riescono ad andare avanti grazie all’amore di Cristo e per Cristo, ma in seguito a una turbolenta storia d’amore del padre finita male, Yu si troverà costretto a cercare di peccare in maniera sempre più eclatante per attirare l’attenzione di una figura paterna ormai assente, finché troverà l’attività per cui è maggiormente tagliato: fotografare di nascosto le mutandine delle ragazze. Come una sorta di esperto di arti marziali, Yu diventa presto un maestro in questo campo, ritenendosi con orgoglio un fantastico pervertito, ma il suo vero scopo è trovare la sua Maria. Sesso e Religione sono i due temi fondamentali di questo capolavoro, l’uno incarnato dalla perversione di Yu, l’altro dal suo attaccamento alla religione cristiana e alla congrega di Zero, una sorta di setta cattolica che controlla e rende i suoi discepoli dei veri e propri alienati. Una critica alla religione e al suo potere di distruzione mentale, ma anche una lancia spezzata in favore del Credere e del potere della volontà, che può avere tanto aspetti negativi quanto positivi, una vera e propria arma a doppio taglio.  Shion Sono scrive e dirige un’opera secolare che non ha ancora avuto il meritato riconoscimento internazionale, per lo più dovuto alla durata che stranamente non risulta affatto improponibile visto l’attaccamento ai personaggi che arrivati a un certo punto sarà inevitabile e staccarvi dallo schermo sarà sempre più difficile. Tuttavia per rendere giustizia a questo film bisognerebbe scrivere un libro intero, ma per cominciare queste poche righe dovrebbero essere sufficienti quanto meno per incuriosirvi!

That’s all Folks!
Buone vacanze da!

Un pensiero su “Dottor Faust consiglia per l'estate

  1. Mitico!!!!!!!!!!!!!!……………. Penso proprio che la sigla con la girata ad effetto la meritereste voi: al vostro blog spetta di diritto “un posto al sole”!
    Grande Dottor Faust, le tue recensioni mi mettono sempre di buon umore!:)))

    Mi piace

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