"Fratelli d'Italia:" Ultimo Tango a Zagarol (Nando Cicero, 1973)

di Roberto Manuel Palo.

Manca soltanto una settimana all’inizio del Festival Culture Giovani. All’interno del Festival, il 15 Aprile, si terrà una maratona cinematografica dal titolo Fratelli d’Italia.

Ultimo tango a Zagarol, una delle pellicole della maratona, è una parodia del film di Bertolucci Ultimo tango a Parigi. E questo comporta, per quanto sopravvalutata possa essere, la visione della pellicola bertolucciana, per godere appieno di questa parodia piena di momenti esilaranti e di momenti fuori luogo e rallentamenti bruschi abbastanza pericolosi per l’attenzione dello spettatore.
Franco Franchi gestisce un albergo con la moglie. Nel senso che Franchi fa il receptionist, il cameriere e il facchino e la moglie sta seduta sul divano a dirgli di andare a lavorare. La moglie è anche a dieta e tiene a stecchetto Franco facendolo morire di fame e, nel frattempo, prepara leccornie di qualsiasi tipo per l’amante. Quando la pazienza giunge al limite, Franco se ne va a vivere in un appartamento condiviso con una donna dal fare sadico. E se ne innamora. Riuscirà a vivere con entrambe?
Gli anni ’70 furono il periodo in cui la coppia Franchi-Ingrassia iniziò ad avere il suo periodo difficile. I due cominciarono a recitare singolarmente. Nel ’73 Franchi fece questo film, nel ’75 Ingrassia recitò nel suo L’Esorciccio. Ed entrambi sfoggiano capacità drammatiche che potevano essere sfruttate molto meglio dai registi del tempo invece di impiegarli in pellicole squallide e senza senso. Cicero intravede le enormi potenzialità drammatiche di Franchi e lo contatta per questa pellicola.
Per quanto sia una parodia, Franchi da sì il via a una marea di gag, ma mantiene sempre quel tratto espressivo serioso brandoniano utile per dare quel senso di drammaticità alla situazione vissuta. Non mancano certamente alcune delle sue smorfie e dei suoi versi caratteristici, ma hanno sempre un senso nell’insieme. Si dovrebbe vedere il film per capire.
Il film ebbe un buon successo. Tanto da far dire che questa parodia era migliore dell’originale creando una leggenda secondo il quale Bertolucci non abbia voluto vedere la pellicola per paura che si rendesse conto che era stato superato da Cicero.
Questa è una perla, un altro film da mostrare ai registi di Scary Movie e altre parodie varie per insegnar loro che cos’è veramente una parodia e come si realizza facendo ridere senza essere volgari anche con la presenza di qualche parolaccia qua e là. Se non fosse stato per la scena del tango e alcuni cali vertiginosi del ritmo, Cicero avrebbe realizzato un autentico capolavoro. Non per niente Francis Ford Coppola ne acquistò i diritti per il mercato americano. Mica cotiche.
Ci tengo ad augurare un buon divertimento a chi andrà al Festival dal 13 al 17 Aprile. Io ci sarò.

See You Soon!

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