The BabySitter - CineFatti

The Babysitter (McG, 2017)

McG prova a tornare ai fasti delle Charlie’s Angels con la horror comedy The Babysitter.

Fa simpatia McG e non solo perchè è il regista di Charlie’s Angels, ma anche perchè se tu leggi una locandina qualunque con su scritto Regia di McG, nasce la curiosità, ti chiedi: “Ma chi cavolo si fa chiamare McG, sembra il nome della festa di fine anno al liceo”. A chiunque verrebbe voglia di andare a guardare un McG, solo per vedere apparire il suo nome su schermo e poi abbandonare la sala.

The Babysitter, uscito il 13 ottobre su Netflix, ha destato molta curiosità nel mondo degli appassionati di cinema horror, grazie ai trailer e alla grande pubblicità che promettevano una horror comedy dai grandi contenuti splatter, nonostante a McG fossero stati dati due spiccioli fatti bastare anche per la festa di fine film il McG… ehm…

Dopo il fallimento di Terminator Salvation e delle successive esperienze cinematografiche, il regista ha regalato agli spettatori di Netflix una commedia divertente e dai risvolti splatter davvero niente male, ritorno a un genere di film che, probabilmente, rientra più nelle sue corde rispetto alla fantascienza post-Terminator.

Dalla Tv al cinema

La trama è semplicissima, si racconta la storia di un ragazzo dodicenne, Cole (Judah Lewis), che rimane da solo in casa nel weekend perché i genitori vanno in vacanza e dovrà combattere contro una setta di cinque persone capitanata dalla sua babysitter Bee (Samara Weaving) per la sua sopravvivenza.

Gli appassionati di Serie Tv avranno di che gioire guardando il cast di giovani attori diretti da McG. Si va dalla Weaving vista in Ash Vs Evil Dead a Bella Thorne (Allison) in Scream – The Series per arrivare a Robbie Amell (Max) che gli appassionati delle serie DC riconosceranno come il Ronnie Raymond di The Flash che tante soddisfazioni ha regalato nella prima (e migliore) stagione.

Violenza per adolescenti

The Babysitter scorre piacevolmente per tutti i suoi novanta minuti, molto divertente anche nelle fasi iniziali di introduzione, dove McG ci presenta Cole con le sue paure, utilizzando anche la classica voice over alla Zombieland.

I momenti morti sono assenti e, quando scoppia l’ondata di violenza, il regista ci offre delle scene molto interessanti, tra le quali un headshot da fare invidia. Scena che, effettivamente, sembra più irrealistica di quanto avrebbe potuto essere nelle conseguenze dello sparo.

I non amanti del genere splatter non abbiano paura, Netflix ha obbligato un pg-14 per il film, quindi target adolescenziale, non c’è nulla di particolarmente disgustoso o disturbante e tutte le scene di violenza sono sempre in funzione del divertimento.

Tutti al McP con McG

Il ritorno di McG alle caratteristiche del film che lo ha lanciato – colori vivaci, stop immagine, didascalie in sovrimpressione, musica incalzante – è anche una resurrezione del regista che Netflix ha rispolverato dopo che, dal 2009, McG viene ricordato solo per la produzione esecutiva di Supernatural.

Evitando di fare spoiler, nel finale c’è una scena molto bella che, nella sua conclusione, mi ha ricordato film come Scott Pilgrim vs The World.

Uno dei pochi difetti della pellicola è la caratterizzazione inesistente dei personaggi che rappresentano il solito clichè degli slasher movie anni ’80 (si suppone voluto, comunque) come il bullo, la pupa, il pupo, quello strano e via dicendo. C’è da dire, però, che è assai simpatica una scena dove Max insegue Cody facendo con la bocca la colonna sonora di Jason a caccia delle sue vittime in Venerdì 13.

Amici abbonati a Netflix, se volete trascorrere 90 minuti divertenti, in una pausa dal binge-watching, guardate The Babysitter e proponetelo al McP del vostro liceo. Immaginate il manifesto:

Venite al McP, vi divertirete e in più proietteremo il film The Babysitter di McG

Basta questo e sarà successo assicurato.

Roberto Manuel Palo

Voto: 3/5

 

 

4 pensieri su “The Babysitter (McG, 2017)

    1. Sì, sono d’accordo. Anche perché Netflix è aperto a ogni genere di progetto. Lo si vede dal catalogo, si passa dai progetti seri e commedie divertenti come questa, ad aberranti ciofeche come i film con Adam Sandler. McG, in questo caso, ha fatto un buon lavoro e, almeno per me, insieme a Stranger Things, Mindhunter e altro, ha contribuito al mensile pagato molto volentieri :)

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    2. Sembra che Netflix abbia dato spazio a quello che potremmo chiamare “sperimentazione”, quella voglia di provare o comunque di usare un occhio diverso che purtroppo il cinema ha perso da tempo, così cristallizzato dall’endemica perdita di spettatori e quindi timore di quei flop che arrivano regolarmente. (Neanche i grandi registi storici riescono a portare a segno il primo weeekend di programmazione, guadagnando al massimo la metà del costo del film.)
      Registi e sceneggiatori con voglia di divertirsi ce ne sono, mancano produttori che diano loro la possibilità di farlo: probabilmente Netflix è uno di questi ;-)

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  1. Ultimamente avevo visto McG alle prese con uno script di Besson…è sempre un mestierante molto particolare. Carino come film, la regia ben si adatta allo stile della sceneggiatura (che era presente nella Black List di quelle non prodotte nel 2014) ma forse con Joe Dante (o Sam Raimi) alla guida avevamo ben altro prodotto.

    Tra tutto il cast spicca Samara Weaving bella e mokto brava nella parte, per niente è la nipote di Hugo!

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