Stephen King, cinema e tv

Terrore al cinema: parla Stephen King

Cinema, orrore e vita: la testimonianza del Re – di Francesca Fichera.

In occasione del ritorno del celebre e fondamentale saggio Danse Macabre nelle librerie italiane*, riproponiamo un brano tratto dalla scorsa e ormai introvabile edizione del volume. Qui è dove Stephen King, attraverso la vivida narrazione di un ricordo infantile, ripercorre l’eterno intreccio fra media e società. E lo immortala, restituendoci tutta la forza di un istante di puro (e condiviso) terrore.

Per me il terrore – il vero terrore – […] cominciò un pomeriggio di ottobre del 1957. Avevo appena compiuto dieci anni. E, come era giusto che fosse, mi trovavo al cinema: lo Stratford Theatre, nel centro di Stratford, Connecticut.

Il film che davano quel giorno era ed è uno dei miei preferiti di ogni tempo, e anche il fatto che proprio quel film – invece che un western con Randolph Scott o un film di guerra con John Wayne – fosse in programmazione era certamente appropriato.

La matinée del sabato in cui cominciò il vero terrore era La Terra contro i dischi volanti con Hugh Marlowe, in quei giorni forse più conosciuto per il suo ruolo di fidanzato piantato e rabbiosamente xenofobo di Patricia Neal in Ultimatum alla Terra, un film di fantascienza leggermente più vecchio e decisamente più razionale.

In Ultimatum alla Terra, un alieno chiamato Klaatu (Michael Rennie, vestito con una tuta sportiva intergalattica bianca brillante) atterra sul Mall a Washington in un disco volante. […] Klaatu scende la scaletta e si ferma sull’ultimo gradino, al centro di ogni sguardo inorridito e sotto la mira di diverse centinaia di fucili dell’esercito.

Amore e morte

È un momento di memorabile tensione, di grande dolcezza, a ripensarci, il tipo di momento che rende le persone come me degli appassionati di cinema per tutta la vita. Klaatu comincia ad armeggiare con uno strano oggetto, e un giovane soldato dal grilletto facile gli spara immediatamente a un braccio. Poi si viene a sapere che l’oggetto era un regalo per il presidente. Nessun raggio della morte; solo una semplice, interstellare cura per il cancro.

Questo nel 1951. Quel pomeriggio di sabato nel Connecticut, sei anni dopo, quelli sul disco volante si comportano molto meno amichevolmente. […] Invece di portare una cura per il cancro al presidente, […] gli spaziali di La Terra contro i dischi volanti portano raggi della morte, distruzione e, alla fine, guerra totale. […]

Ultimatum alla Terra è uno dei film di una razza selezionata: i veri film di fantascienza. I vecchi spaziali di La Terra contro i dischi volanti sono emissari di una razza di film molto più comune: i film dell’orrore.

Il mondo in sala

Credo che il terrore alberghi nello spazio tra queste due filosofie. Se esiste una linea di forza tra idee così chiaramente opposte, allora certamente è lì che nasce il terrore. Perché, proprio mentre gli spaziali stavano allestendo il loro attacco sulla Nostra Capitale nell’ultimo rullo del film, tutto si fermò. Lo schermo diventò nero. Il cinema era pieno di bambini, ma ci furono proteste.

La pellicola non si era rotta; il proiettore era stato spento. E poi cominciarono ad accendersi le luci, una cosa assolutamente inaudita. Sedevamo guardandoci intorno, sbattendo gli occhi alla luce come tante talpe. Il direttore andò al centro del palco e alzò le mani per ottenere calma. Sei anni dopo, nel 1963, mi ritornò in mente quel momento quando, un pomeriggio di venerdì, il ragazzo che ci portava a casa dalla scuola ci disse che avevano sparato al presidente a Dallas.


(grazie a Frassinelli e con la curatela di Giovanni Arduino)*

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