The Danish Girl - CineFatti

The Danish Girl (Tom Hooper, 2015)

Un biopic che non corre rischi, The Danish Girl – di Francesca Paciulli.

Lili porta il suo sguardo timido e i suoi gesti delicati ovunque attorno a sé. Vuole vivere la sua vita. Amarsi e amare. Il mondo però ancora non è pronto ad un uomo che si sente donna. A un uomo che vuole liberarsi del suo involucro e da donna vuole vivere e amare. Eddie Redmayne torna in un nuovo ruolo da trasformista ed è impossibile togliere gli occhi di dosso dal suo sguardo mutevole e dai suoi sorrisi luminosi. La sua è l’ennesima prova difficile da dimenticare, come spesso capita nella sua filmografia, anche in film che capolavori non sono, incluso The Danish Girl.

Nel film tratto dal romanzo La danese di David Ebershoff, il sorprendente Stephen Hawking di La teoria del tutto interpreta il paesaggista danese Einar Wegener, primo uomo a sottoporsi negli anni Trenta all’operazione di cambio di sesso. Un uomo che decide di sfidare le regole e soprattutto se stesso, provando a diventare fino in fondo quello che già sente di essere: una donna.

Purtroppo questo delicato momento di intima consapevolezza viene liquidato un po’ frettolosamente da Lucinda Coxon (da undici anni al lavoro sull’adattamento del romanzo di Ebershoff): sembra quasi che Einar comprenda la sua reale identità solo dopo essersi vestito da donna per sostituire la modella del ritratto a cui sta lavorando sua moglie Gerda (Alicia Vikander, vero motore della storia). Il fruscio della stoffa e quei pochi centimetri di pelle che emergono dal tessuto impalpabile sembrano convincerlo in pochi minuti che è tempo di scoprire il suo vero Io e di riportare in superficie l’alter ego femminile (Lili Elbe) che per anni ha tenuto nascosto. Al gioco iniziale (con sua moglie che lo accompagna in società in abiti femminili, presentandolo come sua cognata) poco per volta subentra la quotidianità. E sempre con la complicità di Gerda, Einar/Lili sfiderà i rigidi canoni morali della borghesia intellettuale della Copenaghen degli anni Venti.  Fino all’incontro con il medico illuminato che gli proporrà la chirurgia per cambiare sesso.

In The Danish Girl emozioni non mancano, soprattutto grazie ai due sontuosi protagonisti (a cominciare dalla svedese Alicia Vikander che senza mai strafare riesce a comunicare passione, dolore, disperazione), ma non colpiscono al cuore, forse per via della confezione trattenuta e fin troppo lineare di Tom Hooper (come già ne Il discorso del re). È come se per rendere il tema del film più “digeribile” al grande pubblico, il regista intenzionalmente avesse deciso di “ripulirlo” da ogni ambiguità e tensione erotica.

In questo senso, The Danish Girl non si discosta troppo dal libro da cui è tratto, dove la storia che accompagna Einar e Gerda verso nuovi orizzonti, è raccontata con uno stile che non ha nulla di voyeuristico. A Hooper come a Ebershoff interessa più che altro raccontare la grandissima storia d’amore di Einar/Lili e Gerda. E difatti la parte più a fuoco del film è proprio quella che racconta la coppia: un triangolo in piena regola sorretto da Gerda, con il suo amore incondizionato capace di accettare ogni scelta del marito, scortandolo contro tutto e tutti in un doloroso percorso di riscoperta di se stesso che li porterà in giro per l’Europa, da Copenaghen a Parigi, fino a Berlino per l’intervento – allora mai tentato – di cambio di sesso.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.