Pop-corn al cianuro #7 – Magic Mike XXL

di Ambra Porcedda.

I miei libri parlano, quasi sempre, di sesso.

Quindi non che io sia proprio una novizia piena di virtù e pudicizia. Ho guardato Magic Mike XXL senza guardare il primo episodio per cui, detrattori delle mie recensioni completamente prive di fondamento accademico, fatevi avanti.

Magic Mike XXL Welcome

Ditemi che così non ho capito realmente la poesia dell’uomo in perizoma, che non ho colto la bellezza dell’olio johnson tra le chiappe, la meraviglia del durello appena accennato.

La mia prima domanda, dopo appena venti minuti di film è stata: ma perché parlano tutti con una patata in bocca? Mimano forse così il maschio possesso di gonadi ipersviluppate? Talmente ipertrofiche da trasferirsi, viaggiando sexy, oltre l’esofago fino alla perfetta dentatura scintillante dei maschioni? Tutto trabocca di testosterone, anche quando si balla tra le scintille metalliche come Jennifer Beals. Questi sono uomini coperti di autoabbronzante, cerettati sull’inguine e con la gelatina effetto bagnato che riescono a far sciogliere in un brodo di secrezioni umorali ogni donna anche solo col ricordo dei balletti anni ’80 di Flashdance.

Grande in loro la potenza è, cavalieri jedi dalla spada affilata seppur non laser ma capace di spasmi danzerecci in micro-speedo di lycra. Insieme, in un viaggio che manco Britney Spears in stato di grazia in Cross Road, scopriranno tanto su loro: per esempio il fatto che non importa che non sappiano reciprocamente i propri nomi ma che possono tra loro chiamarsi ‘’amico’’, riconoscendosi come simili e appartenenti al branco dei maschi alfa. Tutti alfa, che chi cazzo lo sa l’alfabeto greco dopo la prima lettera?

Le donne. Le donne sono personaggi a cui dedicare circa tre minuti di dialogo che, nella realtà, fremono per essere fintamente sodomizzate sopra i pantaloni, mimare fellatio nell’invidia del gineceo che fissa la scena e che tra loro scambiano battute tipo: “Il pavimento è bagnatissimo e non perché abbia lavato a terra“. Le donne infatti così sono finalmente emancipate e possono –con tutta la loro ritrovata dignità – lasciarsi andare a grida inconsulte e lancio di biglietti da dieci dollari sui pettorali lucidi della maschia divinità, per metà fallo e per metà anguilla.

Magic Mike XXL Women

C’è una trama? Credo di sì. L’ultima parte è ambientata alla convention degli spogliarellisti: evento di dimensioni planetarie dove muscolosissimi bronzi di Riace si interrogano su quale grado della scala Kinsey debbano prender casa, ottenendo molte volte 6 come risultato che, però, tra i veri maschi viene considerato la sufficienza e quindi va bene.

Rimangono alcune questioni che il regista non risolve:
1. Perché molti di loro hanno il collo più largo della testa e pulsante di giugulari in sovrannumero?
2. Perché uno dei personaggi ha il mullet?
3. Perché non raccolgono i soldi che le femministe tirano loro? Cosa succede dopo? Perché non indagare il racket conseguente che coinvolge le signore delle pulizie?
4. Quanto è stato pagato lo sceneggiatore? C’è davvero uno sceneggiatore che ha scritto su Celtx, per migliaia di volte “ Folla di donne fa UHHHHHHHHHHH”
5. Perché sto facendo questo? Perché sto guardando questo film? Perché sono una femminista anche io e quindi mi piace essere sottomessa a ritmo di rnb da cripto gay a cui tirare parte dei miei guadagni proporzionalmente inferiori a ciò che mi spetta solo per il fatto di essere portatrice sana di vagina?

 

2 pensieri su “Pop-corn al cianuro #7 – Magic Mike XXL

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