Top Ten 2014: La fantascienza dell'anno

di Fausto Vernazzani.

Le delusioni sono il pane quotidiano di chi siede anni in attesa di uno specifico film. Diamine, in quanti eravamo da secoli ad aspettare Avatar convinti che sarebbe stato un game changer di quelli seri? Non stupisce dunque che trovandoci a dover stilare una lista dei dieci migliori film di fantascienza del 2014 a mancare siano proprio i grandi nomi per cui si avevano altrettanto grandi aspettative, corrisposte con dei buchi nell’acqua a volte clamorosi (TranscendenceGodzilla) e a volte un po’ meno (InterstellarThe Rover). Ciò non afferma affatto la decadenza del genere, lo sottolineiamo ogni anno, è solo un segnale che da un lato ci indica il continuo interesse di autori apprezzati verso la science-fiction e dall’altro che si tratta di un ambiente che necessita di una gran cura narrativa. Nel western basta seminare polvere e distribuire colt, nel fantasy allungare la barba e ingaggiare Warvick Davis, per la fantascienza è fondamentale pensare, il sci-fi è un esercizio di pensiero.

Non che questo basti a produrre un buon film, ma è un elemento di cui non si può fare a meno. Parlare di nanotecnologie come fossero ciambelle non va bene, mettiamola così. E diciamo un’altra cosa: pensare non equivale a sedersi da una parte e riflettere in stasi completa, bisogna anche giocare con l’idea, divertirsi con quanto si è creato (o adattato in certi casi) e, perché no, di tanto in tanto tentare di stupire lo spettatore con una cura grafica ricercata senza essere travolti forzosamente da una valanga di spiegoni. Questi sono i criteri fondamentali a cui ci si è attenuti per la top ten 2014 dei migliori film di fantascienza, questi e la consueta sana e misurata dose di soggettività, di cui non si può e non si deve mai fare a meno, perché cercare di essere oggettivi al 100% è una missione che solo un’intelligenza artificiale può compiere. Provate a fare un film su questo, una I.A. che compila la lista dei migliori film di sempre. Scommetto che andrebbe in tilt.

Prima di iniziare un ultimo appunto: anno di produzione o anno di distribuzione? Ancora una volta si sceglie l’anno di disponibilità. In Italia arrivano spesso troppo in ritardo e solo i più blasonati, motivo per cui ci si batte per rimanere aggiornati il più possibile. Questo esclude film impossibili da raggiungere e altri acchiappati un anno dopo la loro reale data di produzione. Ecco perché si trovano anche film del 2013.

10. Predestination, di Michael & Peter Spierig. Un torci-cervella di prima categoria derivato da All You Zombies, racconto di Robert A. Heinlein del 1959 con protagonista un agente della polizia temporale (Ethan Hawke) in un’eterna indagine volta a fermare il Fizzle Bomber, un terrorista colpevole di innumerevoli stragi. Tuttavia questo non è altro che un pretesto per dare il via a un plot che ruota interamente attorno a un colpo di scena basato su un paradosso in teoria impossibile, ma molto divertente. Ottima la prova di Sarah Snook.

9. Honeymoon, di Leigh Janek. Sci-fi e horror in anni recenti sono tornati a volersi bene più del solito, talvolta anche con risultati notevoli. Il film di Janek unisce due semi-star televisive, Rose Leslie e Harry Treadaway, con un nodo di cliché : un cottage in riva a un lago, un bosco desolato, scarse comunicazioni con l’esterno. La novità è nella carica emotiva degli ultimi 20 minuti e una regia ricercata, con una scena in particolare da far ribaltare lo stomaco. Inoltre l tema del contatto è affrontato con pacatezza rispetto al solito, al contrario di Extraterrestrial.

8. Under the Skin, di Jonathan Glazer. Il romanzo di Michel Faber tocca il cinema sperimentale in questo adattamento artistico famoso per aver messo a nudo Scarlett Johansson. In realtà fa più di questo, ne avrete sentito parlare, tra una foto e l’altra, e riesce a ritrarre con immagini forti e coinvolgenti una curiosa visita aliena, un’esplorazione vorace e fragile. Il suo unico difetto è la ripetitività, insufficiente però a renderlo un film immeritevole di attenzione: Glazer in Scozia ha comunque girato un’opera interessante per forma e narrazione.

7. I Origins, di Mike Cahill. Lo studio dell’evoluzione degli occhi per provare la non-esistenza di Dio è un’ossessione per il Dr. Gray/Michael Pitt, deviata dall’amore e dal confronto con chi ritiene la meraviglia spirituale degna di essere rispettata. Cahill dopo Another Earth continua a seguire un filone esistenzialista della fantascienza e riesce nell’impresa grazie a personaggi ben caratterizzati in gran parte tramite lo sguardo (I si pronuncia come occhio, eye). Gli ultimi minuti, anche se un pelino troppo retorici, sono davvero molto toccanti. Pitt stupisce.

6. Apes Revolution, di Matt ReevesIl pianeta delle scimmie è un capolavoro a cui seguì tanta mediocrità, finché in anni recenti non è partita la macchina dei reboot. Una volta tanto anziché un danno è stato fatto un servizio agli spettatori: il sequel de L’alba del pianeta delle scimmie è un film che affronta tematiche diverse, come la ricerca del potere e, soprattutto, la paura del’ignoto. Non una novità, né originale, il plauso a Reeves va per la regia e l’eccellente direzione degli attori: non deve essere facile esser circondato da gente in tutina grigia.

5. Edge of Tomorrow, di Doug Liman. Un’invasione aliena mette in ginocchio i terrestri, ma un’ultima battaglia potrebbe cambiare tutto. Peccato che per Tom Cruise quello sbarco si ripeterà all’infinito a causa di un potere acquisito dagli alieni. Si tratta anche dell’ultima chance concessa all’umanità e Liman la mette in scena con tanta ironia, dandoci modo di ridere e di godere delle ottime scene d’azione a cui in passato ci ha abituato col franchise di Jason Bourne. Anche questo è un adattamento, per la precisione All You Need Is Kill di Hiroshi Sakurazaka.

4. The Signal, di William Eubank. Tre studenti del MIT sono a caccia di un hacker formidabile. Al momento dell’incontro però qualcosa non va e si ritrovano a doversi interfacciare con Laurence Fishburne e il suo misterioso gruppo di scienziati e studiosi delle EBE: extra-terrestrial biological entity. E così sono entrati in contatto con gli alieni. Si costruisce per intero sul mistero dietro una notte specifica, ma la conclusione volge verso scenari ben più inquietanti di una nascosta sezione scientifica governativa. Anche in questo caso l’horror è venuto in aiuto.

3. Big Hero 6, di Don HallChris Williams. La (non)Marvel entra in classifica col classico Disney numero 54 ispirato all’omonimo fumetto di Steven T. Seagle e Duncan Rouleau. In un futuro non ben precisato a San Fransokyo un ragazzino cerca di scoprire il mistero della morte di suo fratello con l’aiuto della creazione di quest’ultimo, Baymax, un robot “rassicurante e coccoloso” creato come assistente sanitario. Insieme metteranno su un team di supereroi e con tanta dolcezza parleranno dell’uso positivo che si deve fare della propria conoscenza. Commovente.

2. Coherence, di James Ward Byrkit. Due possibilità esistono allo stesso tempo: il gatto di Schrödinger è vivo e morto. Vale altrettanto per il gruppo di amici riunitosi per un’innocente rimpatriata la notte del passaggio di una cometa vicino la Terra, una notte in cui più realtà potrebbero incontrarsi. Geniale, girato in 4 notti e facendo grande affidamento sull’improvvisazione di un cast spettacolare. Sappiate solo che vederlo una volta non basterà, nei dialoghi ci sono tonnellate di chicche da scoprire un pezzo alla volta. Fantastico, dall’inizio alla fine.

1. Snowpiercer, di Bong Joon-hoLe Transperceneige di Jacques Lob, Benjamin Legrand e Jean-Marc Rochette è diventato oro colato nelle mani del sud-coreano regista di The HostMemories of Murder. In un futuro in cui i cambiamenti climatici e l’intervento dell’uomo hanno immerso la Terra in una nuova era glaciale l’umanità sopravvive a bordo di un treno in moto perpetuo, dove la società esterna è replicata nella suddivisione tra passeggeri della testa e della coda. Storia spietata, scenografie da brivido, regia perfetta oltre ogni misura. Il migliore.

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