Stephen King for CineKing 2

CineKing: il cinema e Stephen King, oggi (#2/Ottobre)

di Francesca Fichera.

Da 19 a 19 il mese è breve. E quindi rieccoci qua, a parlare di Stephen King e di tutte le immagini in movimento che lo riguardano. Attenzione però, perché procederemo da dove ci eravamo lasciati [e cioè dal primo capitolo di questa rubrica, nda], senza soffermarci a ricapitolare dove è superfluo farlo.

D’altra parte le novità, anche se succulente, non sono molte: di quanto annunciato è stato possibile vedere e valutare soltanto A Good Marriage [recensito nel dettaglio quinda], modesto thriller che trae linfa vitale dalla raccolta Notte buia, niente stelle e dalla discreta interpretazione maschile di Anthony LaPaglia (un po’ meno da quella della protagonista Joan Allen). Niente di eccezionale, dunque, per l’ennesima storia forte al femminile, in pieno stile Rose Madder, scritta da King, che forse trasposta da un bravo autore avrebbe finito col dare qualcosina in più rispetto al “tiepido film horror” visto dalla maggior parte degli spettatori.

Speriamo non sia lo stesso per Maxicamionista, in onda per la prima volta su Lifetime il 18 ottobre,  che con il film precedente ha in comune l’antologia – Notte buia – e la centralità del ruolo femminile: la vendetta di Tess (Maria Bello), scrittrice brutalmente aggredita da un maniaco (Will Harris), che restituirà al suo aguzzino tutto il male perpetratole in una pellicola televisiva diretta da Mikael Salomon e interpretata da Olympia Dukakis e dalla cantante Joan Jett. E speriamo anche di poterne scrivere presto, qui su CineFatti, oltre a mostrarne il trailer e a riportare il giudizio ultimo twittato da King, che ha definito Big Driver «authentically terrifying».

Mancavano solamente trailer e data d’uscita ufficiale per Mercy, l’horror tratto dal racconto Gramma (La nonna) contenuto in Scheletri, per la regia del poco noto Peter Cornwell e la sceneggiatura di Matt Greenberg, che di King aveva già adattato 1408. Il film, che può vantare un cast di stelle composto da Joel Courtney (Super8), Chandler Riggs (The Walking Dead), Dylan McDermott (American Horror Story) e Frances O’ Connor, prodotto dalla Blumhouse (Insidious), è stato distribuito in DVD e VOD a partire dallo scorso 7 ottobre, saltando il passaggio della diffusione in sala. Un particolare che di certo non depone a favore, se ci si lascia condizionare anche dal trailer (fate un po’ voi, dato che è proprio qua sotto), e che potrebbe ammosciare le aspettative ancor prima di averle tirate su.

Incubi nel cassetto: Stephen King (si) aggiorna

Di sicuro, una delle notizie che più ha fatto fremere ed esultare i fan kinghiani è stata quella riguardante il famoso, attesissimo progetto di The Stand – L’ombra dello scorpione per la regia di Josh Boone (Colpa delle stelle). Soprattutto perché a darla è stato Stephen King in persona, durante un’intervista rilasciata a Josh Horowitz per MTV. Il Re del Brivido, infatti, al di là delle lodi per il giovane autore cinematografico – soprattutto, a quanto pare, in merito al livello del lavoro di adattamento del testo di partenza – ha tenuto a precisare che non sarà un singolo film, e che l’ambizione di Boone potrebbe conferire al prodotto finale un tono del tutto innovativo. Che si stia pensando di nuovo a unire il cinema con le serie tv, come aveva escogitato Ron Howard per La Torre Nera? Al momento, purtroppo, non si può far altro che ipotizzare e immaginare, augurandosi che il detto “chi troppo vuole nulla stringe” non trovi riscontro nella realtà ancora una volta.

Stephen King's The Stand

Segue a ruota l’altra news che ha rallegrato il primo autunno dei fan di Stephen King: quella sul destino di 22/11/63. La scorsa volta s’era detto della cancellazione del progetto cinematografico affidato al regista Jonathan Demme, il cui concept risultava incompatibile con quello dell’autore letterario, e s’era fatto cenno a una trasposizione televisiva su cui avrebbero messo le mani J.J. Abrams e la sua Bad Robot. Ebbene, quella serie è stata confermata, produzione inclusa – con, accanto ad Abrams, Bridget Carpenter Bryan Burk – e per il network Hulu, mentre la Warner si occuperà della distribuzione internazionale. L’ipotesi è di una stagione sola, una miniserie, anche se si vocifera di ulteriori sviluppi dell’adattamento, cui contribuirà King stesso. La speranza? È la medesima espressa da Nick Venable di Cinemablend: che Hulu faccia con il romanzo fantastorico sull’assassinio di J. F. Kennedy quello che la CBS NON ha saputo fare con The Dome.

Stephen King's 11/22/63

Lupus in fabula: nonostante quanto appena detto, la serie Under The Dome continua a mietere successi, pompata dai tweet di King (che purtroppo apprezza) e dalle fanpage letteralmente sfegatate, in particolare quelle dedicate alla muscolosa star protagonista Mike Vogel. Ebbene, un triste rullo di tamburi precede il comunicato, emesso dalla CBS stessa sul suo sito ufficiale, che annuncia la produzione della terza stagione della serie, in forza soprattutto degli abbondanti 11 milioni di spettatori che hanno continuato a seguire le vicende di Chester’s Mill a scapito dei numerosi e quasi insopportabili svarioni della sceneggiatura. Il nuovo capitolo, accompagnato dal rinnovo di Extant (altra serie prodotta da Steven Spielberg), vedrà la luce e i salotti d’America entro l’estate del 2015; probabilmente in Italia vigerà l’ ‘idem con patate’. Ma fra tutte le novità giunte alle nostre orecchie e ai nostri occhi nel corso dell’ultimo mese, c’è da dire che questa davvero è la più insignificante. La si annota solo in virtù del celeberrimo e abusato dovere di cronaca, oltre che per amore e rispetto del Re.

Stephen King in Under The Dome 2

Memorie preziose

Ci sono cose da ricordare fra quelle accadute tra la fine di settembre e la prima metà di ottobre 2014. Una di queste è il 20° compleanno del film Le ali della libertà, la cui premiere in sala avveniva nel lontano 14 ottobre 1994, generando un colossale flop al botteghino. La storia si ripeté in occasione delle 7 candidature all’Oscar ’95 (tutte disattese), quando la pellicola venne riproposta al cinema. Evidentemente, per arrivare al cuore del pubblico l’adattamento di Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank (Stagioni diverse) aveva bisogno della distribuzione in home video e via cavo, come giustamente ricordato da Francesco Alò su BadTaste. Ma qui ci si sente di dissentire (anche se è cacofonico) su un successo che sembrava dovuto e in realtà non lo era. Almeno non più di tanto. Sulla capacità di lettura del regista Frank Darabont naturalmente nulla da dire, come anche su quelle interpretative di Tim Robbins Morgan Freeman, ma forse è stato fatto di più nella rielaborazione de Il miglio verde che non in questo modesto lavoro di trasposizione letterale, anche poco oliata dal punto di vista strettamente narrativo, di una storia efficace… in partenza. Perlomeno in questa sede, il merito va dunque più a King che al talento registico di Darabont, sebbene non vada dimenticata la differenza fondamentale fra i rispettivi campi d’azione dei due autori.

Stephen King's Shawshank Redemption

La seconda (e ultima) cosa riguarda invece l’uscita di un libro, Mr Mercedes, da tempo attesa in Italia e finalmente avvenuta il 30 settembre scorso. I kinghiani più aggiornati, però, già pregustano la copia inglese di Revival, annunciato come il grande ritorno di King all’horror cupo, nero e sanguinolento dei fasti, che arriverà nei paesi anglofoni il prossimo 4 novembre. Se soddisferà le aspettative e se vedrà anch’esso un secondo destino sullo schermo, grande o piccolo che sia, ve lo diremo a tempo debito. Intanto tenete a mente che di Mr. Mercedes sono già stati acquistati i diritti per una serie tv di 10 puntate. Ennesimo segno che esistono infiniti mondi non solo nei libri di King, ma soprattutto fuori.

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