Il segreto del suo volto - CineFatti

BFI58: Il segreto del suo volto (Christian Petzold, 2014)

Il segreto del suo volto è un percorso dissestato verso il perdono.

Si tratta sempre di fare una scelta nel recente cinema di Christian Petzold, tra professione e preservazione ne La scelta di Barbara, tra accettazione e rifiuto nel suo nuovo capolavoro Phoenix (Il segreto del suo volto in Italia).

È di nuovo un film storico, questa volta qualche decennio indietro rispetto agli anni della Stasi: siamo in quei mesi successivi alla resa della Germania, la Seconda Guerra Mondiale si è conclusa.

Un nuovo volto

Nelly, sopravvissuta a un campo di concentramento per miracolo, fa il suo ritorno grazia all’’amica Lene, un angelo custode che le consegna la cospicua eredità rimastale dopo la morte della sua famiglia durante lo sterminio e la sostiene nella pesante convalescenza in seguito alla necessaria ricostruzione facciale.

Oggi lei è irriconoscibile, aleggia sui tratti del suo volto il ricordo della persona che fu davanti a uno specchio prima della cattura da parte delle SS. Ha uno spirito frantumato e l’unico suo desiderio è riabbracciare il marito, lo stesso uomo che stando alle prove raccolte da Lena l’’avrebbe tradita e consegnata ai nazisti.

Via la maschera

Avviene l’’incontro tra i due, al Phoenix, un locale notturno per soldati americani, ma Johannes non la riconosce quando la vede entrare ed è convinto si tratti di un’’altra persona con una straordinaria somiglianza con la moglie che lui crede morta.

Così le fa una proposta, di fingersi Nelly e riscuotere l’’eredità a lui rifiutata per mancanza di prove sul suo decesso.

Gli interpreti sono ancora Nina Hoss, ricoperta di lividi, capelli che hanno visto la morte, e Ronald Zehrfeld, stavolta tutt’’altro che timido, rude e machiavellico. Anche Petzold resta lo stesso: la regia è pulita, le scene seguono gli sguardi di Zehrfeld e Hoss, fanno da specchio e riflettono senza parlare le immagini importanti.

Le reazioni dei tre dei principali attori (Lene/Nina Kunzendorf ha meno spazio, ma non per questo non è altrettanto brava) sono il tappeto in cui è intessuta la narrazione de Il segreto del suo volto.

Fa la sua parte anche la finezza dei dialoghi, scritti da Petzold e il co-sceneggiatore Harun Farocki (il film è un adattamento del romanzo Le retour des cendres di Hubert Montelheit), decisivi in numerosi casi. Cliffhanger alla conclusione di ogni domanda e risposta, lasciano la costante sensazione di essere sull’orlo della rivelazione.

Ma con Petzold abbiamo imparato come le cose non siano semplici, che le parole da sole non possono chiudere un film. Ci vuole una scena forte, pianificata in realtà nella storia da Johannes, resa da Petzold con una cura estrema dei particolari: si chiude alla perfezione così come era iniziato.

Il segreto del suo volto è senza dubbio uno dei capolavori dell’’anno, superiore persino a Mr. Turner nell’’ordine del BFI London Film Festival.

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