BFI58: The Falling (Carol Morley, 2014)

di Fausto Vernazzani.

Non si può prender parte al BFI London Film Festival senza fermarsi in una delle tante sale dove gli innumerevoli silenziosi film inglesi sono proiettati. Il primo a esser catturato è The Falling, attesa novità sceneggiata e diretta da Carol Morley, presentato qui in world premiere ricevendo tutti gli onori del caso. Quanto c’è da dire in proposito non sono però parole positive: The Falling è un disastro in grande stile, tremendo dal primo all’ ultimo minuto, costellato di istanti involontariamente ridicoli e recitato al peggio.

Ancora una volta siamo negli anni Sessanta nel Regno Unito della forte discriminazione tra i sessi: in un collegio femminile per giovani teenager si scioglie il rapporto morboso all’insegna dell’ormone galoppante tra Lydia e Abigail, una carismatica, l’altra bella e attraente (Florence Pugh, l’unica accettabile). A esser protagonista è la prima, interpretata da Maisie Williams (la “celebre” Arya Stark di Game of Thrones), divisa tra una madre stranamente assente e silenziosa, un fratello perverso e le costanti limitazioni al comportamento imposte dalle severe insegnanti al comando.

The Falling

The Falling lo si può riassumere in un’immagine: una fiammella in espansione prossima a diventare un falò di cui non si vede mai l’origine. Quali sono le limitazioni? Qual è realmente il rapporto tra Lydia e Abigail? Dov’è la severità e l’orrore del collegio? Tutto è lasciato all’immaginazione dopo aver fatto sfoggio di un pugno di momenti indicativi, l’esplosione e la forte ricerca della propria identità all’interno della scuola sembrano spuntare dal nulla e la serie di eventi che seguirà ha del ridicolo.

La serie di colpi di scena che introdurrà nuovi elementi nel film hanno una potenza nulla, l’uso della colonna sonora in chiave rock è fuori luogo e scia l’attenzione dal dramma sottinteso: l’unico risultato è la risata laddove dovrebbe esserci lo stupore. La Morley sfrutta male e poco le armi a sua disposizione (come la presenza della buona Greta Scacchi), racconta in maniera approssimativa la psicologia dei propri personaggi, rende la narrazione impossibile con un montaggio violento e poco efficace.

The Falling è un film da evitare. A tutti i costi. Sull’argomento si è visto gran lunga di meglio, sia in chiave drammatica con Magdalene che leggera con We Walt Sex. Sfortunatamente la Morley non si aggiungerà alla prestigiosa lista di titoli sulla rivoluzione femminile nel Regno Unito.

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