Venezia71: La trattativa (Sabina Guzzanti, 2014)

di Arturo Caciotti.

Il racconto e la cronaca della Trattativa Stato-Mafia, vista da Sabina Guzzanti e da un gruppo di attori, mescolando finzione e ricostruzione storico-giuridica.

Tra il finale solenne e accusatorio e il tripudio di applausi dopo la proiezione de La trattativa, viene da chiedersi: a cosa è servito tutto questo? L’operazione della Guzzanti, per quanto nei concetti possa essere degno d’interesse (anche se non poi così sconvolgente), appare come un grande prodotto autocompiaciuto di una sinistra borghese che si bea della propria superiorità verso politica corrotta e abusi di potere prevalentemente della destra, accontentandosi di eventi come questo film e adagiandosi nella convinzione della legittimità della propria causa.

Non che la critica sia sbagliata e le informazioni distorte, ma quando si parla di un film bisogna cercare di capire il senso e la forma di un progetto che è di fatto cinematografico. Per quanto si sforzi di creare parti di finzione meta-cinematografiche e di inspirazione teatrale (poco originali), La trattativa è un lavoro effimero alla base, tanto che tutto ciò che viene dopo può essere tranquillamente bollato come “informativo” e niente più.

La trattativa

Dopo questo film ci saranno un po’ di chiacchere, la Guzzanti si godrà il momento e poi basta, ci sarà soltanto il piacere di essere “nel giusto”, in una tendenza autoreferenziale tipicamente “da Primo Maggio”. Le parti comiche divertono il giusto, gli atti dei processi e lo svisceramento ordinato della serie dei fatti che hanno portato alla mediazione pacifica Stato-Mafia sono utili e interessanti, ma sono impostati come un’inchiesta che non garantisce mai interesse filmico. Ogni cosa è chuisa in sé stessa.

Ci sentiamo in diritto di chiamare in causa infine Belluscone, una storia siciliana, il film di Maresco nella sezione Orizzonti in questa Mostra: se La trattativa è un film trionfale, vincente, quando una vittoria non c’è stata e non ci sarà, mentre Belluscone è un film perdente, che ha capito e ammesso la sua sconfitta. La trattativa è un film che dimostra, Belluscone è un film che mostra.

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