Festival di Cannes: 10 film da non perdere

di Fausto Vernazzani.

Ad ogni occasione ne abbiamo parlato: un festival per essere influente deve avere un mercato. L’anno scorso abbiamo anche avuto modo di esser parte del Festival di Cannes, camminare all’interno del Palais du Festival dove proiezioni e Marché du Film sono ospitati in quest’unica roccaforte glamour, uno di quei colossi del cinema che mai saranno abbattuti. Un sistema dove l’accesso è garantito solo a pochi, dove la stratificazione sociale dei professionisti del mestiere è garantita da un rigido sistema di regole dove ogni singolo membro del pubblico o partecipante si sente come Jon Snow oltre il muro nella serie Il trono di spade: non sappiamo proprio niente. Questa sua chiusura ne garantisce però la sicurezza, contratti importanti vengono stipulati, incontri d’affari dove nascono collaborazioni fruttuose che permettono al cinema di continuare a vivere.

Cannes è brutale, sanguinosa, dietro ogni smoking si nasconde il sudore e la fatica degli artisti, dei tecnici e dei business-man. Pochi giorni in cui una cittadina sul mare, non più bella di tante altre presenti sulle nostre stupende coste liguri, campane, sicule e pugliesi, diventa la padrona del cinema di tutto il mondo. Gli italiani quest’anno partecipano con film meno sontuosi de La grande bellezza, ma Alice Rohrwacher ha provato la sua forza con Corpo celeste, film dal grande successo critico al di là delle Alpi, ed ora con Le meraviglie è in competizione ufficiale, mentre Asia Argento concorre nella categoria Un Certain Regard con Incompresa. Avrebbe dovuto esserci anche Giovanni Aloi col suo cortometraggio A passo d’uomo, ma sullo stesso sito del festival di Cannes è riportata la ragione per cui non ci sarà: infrazione di una delle loro regole ferree.

Noi a distanza possiamo solo sognare e augurare ai più meritevoli di portarsi a casa la Palma d’Oro ed un pacchetto di contratti di distribuzione in tutto il mondo, per darci modo ancora una volta di osservare lo splendore dei quasi sempre grandiosi vincitori di uno degli eventi cinematografici più belli dell’anno. Di quest’edizione, dal 14 al 25 Maggio, selezioniamo dieci titoli assolutamente da non perdere, come da nostra tradizione. Enjoy!

1. La trasformazione di Robert Pattinson da vampiro patinato ad attore per autori di un certo livello. Doppietta con David Cronenberg ed ora inseme a Guy Pearce in The Rover del nuovo maestro del cinema australiano, David Michôd. In un futuro vicino al nostro, nel deserto australiano, un uomo (Pearce) viene derubato dell’unica cosa che gli era rimasta al mondo e pur di riaverla insegue la gang di criminali colpevole del misfatto, con l’aiuto di Rey (Pattinson), ferito e lasciato indietro dai suoi compagni. Dopo l’esordio con Animal Kingdom sarà un piacere rivederlo in azione. Qui il nuovo trailer rilasciato in occasione dell’annuncio.

2. Girare Clouds of Sils Maria deve essere stata un’esperienza splendida per chiunque coinvolto: basta cercare su Google Immagini le foto delle meravigliose location svizzere per rendersi conto della bellezza da cui Juliette Binoche Kristen Stewart sono state circondate grazie al regista francese Olivier Assayas. Insieme sono una vecchia gloria del cinema e la sua personale e fidata assistente, volate sui monti alpini in seguito ad un trauma: una nuova attrice ha interpretato lo stesso ruolo che rese lei famosa tanti anni prima ed il tempo improvvisamente le è calato sulle spalle adombrandole lo sguardo. Un dramma ed una storia d’amicizia tra generazioni è quanto possiamo dedurre ora del nuovo film di Assayas, in concorso per la Palma d’Oro e tra i papabili candidati per la miglior attrice.

Cloud of Sils Maria

3. Con la Storia Ken Loach si guadagnò una meritatissima Palma d’Oro: Il vento che accarezza l’erba era un meraviglioso racconto della guerra civile irlandese. A quei tempi torna oggi, per pestare il tappeto rosso di Cannes con le vicende di Jimmy Gralton/Barry Ward, attivista politico fuggito negli Stati Uniti e poi tornato sull’Isola di Smeraldo negli anni Trenta per aiutare la propria famiglia, vivere in armonia coi suoi vecchi nemici e riaprire la Hall dove i giovani potevano trovare un tetto per le loro attività ricreative. Un gesto gradito a tanti, ma non tutti e così prosegue la storia di Gralton in Jimmy’s Hall, una garanzia da un regista che non sa ancora cosa significhi deludere lo spettatore. Barry Ward sarà quasi di sicuro in lizza per la Palma d’Oro come miglior attore.

4. Tempi duri quando decidi di avere più di un figlio in Cina, ma la legge è la legge e il regista Zhang Yimou sembra averla infranta molte volte. Eppure non scomparirà dalle scene e nonostante abbia fatto sue le pagine dei giornali per motivi poco artistici, sarà presente fuori concorso al festival di Cannes con Homecoming (Gui Lai), nuovo film con Gong Li basato sul romanzo storico di Yan Geling, da cui già trasse un film con I fiori della guerra. Peccato che il risultato non fu affatto dei migliori, se non una buona operazione commerciale, ma da Yimou c’è sempre da aspettarsi qualcosa, anche se i tempi d’oro son da lungo tempo svaniti. La speranza, invece, no.

Homecoming

5. Il west non è stato mai così arido come ne Le tre sepolture di Tommy Lee Jones, quello che potremmo definire (al momento) l’ultimo capolavoro del genere. Via la contemporaneità e spazio al passato, Jones ci riporta indietro e veste i panni di un “claim jumper”, uomini che violavano le proprietà altrui, salvato da una donna che gli chiederà di scortare tre pazze della sua contrada dal Nebraska all’Iowa. Sappiamo ormai come non si tratti solo di un attore sopraffino, ma anche di un talentuoso regista dal gran gusto artistico e saperlo in competizione per la Palma d’Oro con The Homesman è forse la più grande gioia dataci dai selezionatori di Cannes.

6. Anni fa con Xavier Dolan ci fu una piccola polemica: dopo due film premiati ed apprezzati dalla critica ci si aspettava che il festival che da sempre lo aveva accudito lo avrebbe portato ai piani alti, in concorso con i grandi nomi. Così non fu con Laurence Anyways e Tom à la ferme passò a Venezia, ma ora la Croisette si riprende il suo pupillo e offre un posto a sedere tra i grandi del cinema al giovane prodigio canadese. Mommy porta in scena la storia di una madre, Anne Dorval, alle prese con un figlio adolescente problematico, aiutata da una misteriosa vicina.

Mommy

7. Se Jean-Luc Godard dice che il linguaggio cinematografico è morto, allora dobbiamo starlo a sentire. In realtà dovremmo stare a sentire Godard anche se decidesse di discutere della vita degli stercorari, perché lui È il linguaggio. Una dichiarazione azzardata, ma le cose sono molto cambiate da quando la Nouvelle Vague prese piede e le regole del linguaggio cinematografico hanno subito una costante evoluzione, non sempre in meglio, ma neanche in peggio; come ogni forma culturale ha saputo adattarsi ed il cinema oggi non è neanche come cinque anni fa. Ma Godard ha deciso di dirigere il suo Adieu au langage e noi siamo più che contenti di sapere che uno dei più importanti registi di sempre abbia ancora qualcosa da dire e da dare alla settima arte cinematografica che lui ha contribuito a scolpire con decenni di capolavori.

8. Il suo nome d’arte è Chang e così è da registrare su ogni sito – conosciuto per un horror non eccezionale come Death Bell – a cui è stato affidato il remake del thriller francese Point Blank di Fred Cavayé. Una dimostrazione di forza del cinema Sud Coreano che sa dove andare a pescare per poter realizzare l’ennesimo film d’azione ad alta tensione, dove un ex-killer mercenario viene incastrato e braccato con l’accusa di aver ucciso il leader di una potente corporazione. Nella sua fuga sarà accompagnato da un medico il cui unico desiderio è salvare sua moglie dagli uomini che l’hanno rapita. Nel panorama della croisette di quest’anno The Target non spicca per qualità artistiche, ma tra tanti drammi è giusto inserire un po’ di movimento, perché è sicuro che non arriverà molto facilmente dagli altri prodotti.

9. Se avete mai fatto un viaggio a Londra ricorderete sicuramente il Tate Britain, il museo della fondazione Tate dove sono ospitate le opere di artisti britannici, tra cui Joseph Mallord William Turner, a cui sono dedicate diverse sale per una mostra perenne. Pittore dell’Ottocento divenuto famoso per i suoi splendidi paesaggi, in particolare del mare, viaggiatore e personaggio intrigante la cui vita sarà ripresa in scena da Timothy Spall per l’autore inglese Mike Leigh nell’attesissimo Mr. Turner. Non era assolutamente tra i titoli presi in considerazione per riempire la selezione ufficiale del festival di Cannes, eppure è comparso d’improvviso infilandoci una pulce nell’orecchio: dopo tanti anni di onorata carriera, sia come feticcio di Leigh che come grande caratterista, è finalmente l’ora di consegnare a Spall l’onorificenza che tanto merita?

Mr. Turner

10. L’aspetto del primo trailer di Maps to the Stars sembra voler sottolineare ancor di più la nuova mutazione della superficie dei film di David Cronenberg iniziata col precedente Cosmopolis. Una nuova era nel cinema del regista mutante canadese alle prese con la famiglia Weiss: un padre psico-terapeuta divenuto famoso come life coach ed una madre che gestisce il lavoro del loro figlio divenuto una star ed un tossicodipendente stando sotto i riflettori, la cui sorella piromane striscia nella vita della star Havana Segrand. Un intreccio che ci riporta alle corde del personaggio di Ralph Fiennes in Spider. Una palma d’oro per Cronenberg non sarebbe certo male.

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