di Francesca Fichera.
Se non vi siete ancora chiesti come mai quest’anno di canzoni candidate all’Oscar ce ne siano solo quattro, questo è il momento giusto per farlo e chiarire ogni vostro dubbio. Forse, infatti, non tutti sapranno che la quinta canzone in gara non è più dove avrebbe dovuto essere perché squalificata. La causa? Un tentativo di corruzione della Academy venuto alla luce. E la luce, beh, c’entra più di qualcosa con il tema portante di Alone Not Yet Alone: un certo-non-so-che vi dirà, ascoltandolo, che è stato quasi certamente meglio così. Che alcune cose è meglio rimangano nell’ombra.
Scherzi a parte, passiamo alle nomination rimaste in piedi. In cima all’elenco troviamo la sfiziosissima e irresistibile Happy di Cattivissimo Me 2, interpretata da Pharrell Williams:
Mentre spicca, ma di sicuro non per originalità, l’orecchiabile motivo di Let it go, intonato da Idina Menzel (e ricantato da Demi Lovato) fra i ghiacci multiformi di Frozen:
Brilla di più e davvero, ancora una volta, Her di Spike Jonze e il bel brano degli Yeah Yeah Yeahs (Karen O, la loro frontgirl) incorniciato dalla splendida colonna sonora degli Arcade Fire. Parliamo di The Moon Song:
Last but not least, abbiamo gli U2: Paul Hewson (Bono Vox) e Dave Evans (The Edge) firmano testi e musica di Ordinary Love, dalla colonna sonora di Mandela:
Anche in questo caso sceglieremo per divertirci. E la Academy si prenderà tutta la parte buona.
Ci vediamo la notte del 2 marzo, sempre su questi schermi.
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