Cose molto cattive - CineFatti

Cose molto cattive (Peter Berg, 1998)

Prima di Una notte da leoni venne Cose molto cattive.

È piuttosto complicato cimentarsi nella realizzazione di una commedia nera perché la sceneggiatura è una componente fondamentale soprattutto in questo genere. Qualche calo nell’interesse, nel ritmo o nella cattiveria dei dialoghi e la pellicola diventa un flop. Peter Berg decide di esordire proprio con una commedia nera dal titolo Cose molto cattive, dando vita ad un prodotto carino che ha regalato non poche – e anche shockanti – sorprese. Ma andiamo con ordine.

Cose molto cattive inizia col più tradizionale idillio prima di un matrimonio, tra preparativi ed eccitazione. Il matrimonio da festeggiare è fra Kyle (Jon Favreau) e Laura (Cameron Diaz). Kyle viene convinto dagli amici a festeggiare l’addio al celibato a Las Vegas e partono in minivan. La giornata trascorre tranquilla tra fumo e alcool, fin quando la prostituta che viene ingaggiata rimane accidentalmente uccisa a causa di qualche acrobazia di troppo da parte di Michael (Jeremy Piven).

Per trovare una soluzione al problema Charles (Leland Orser) Robert (Christian Slater) Adam (Daniel Stern) e gli stessi Mark e Kyle vengono catapultati in una serie di situazioni grottesche trasformandosi in provetti William Foster, noto protagonista di Un giorno di ordinaria follia.

Se Berg ha avuto sicuramente come fonte di ispirazione il film di Schumacher, è anche vero che Cose molto cattive ha ispirato pellicole come la trilogia di Una notte da leoni. Il film di Berg è molto godibile, la sceneggiatura – dello stesso regista – è fluida e i dialoghi sono divertenti e cattivi al punto giusto, anche se non mancano delle forzature. Ben riuscito è soprattutto il personaggio di Robert che, nella sua enorme cattiveria, sembra il più lucido di tutti nel gestire le complicate situazioni che si concatenano dopo l’evento scatenante della morte della prostituta. Nel degenerare della situazione non mancheranno sia scene Fuck Yeah, decisamente inusuali per una commedia, che momenti totalmente inaspettati, in grado di mantenere il film privo di cali di ritmo.

Ma ora parliamo di Christian Slater: dopo aver visto le sue prestazioni terrificanti in Alone in the Dark nel 2004 e in altre pellicole di dubbia qualità, si rimane colpiti dalla sua bravura nell’interpretare il personaggio di Robert, una vera sorpresa positiva della serie: “La speranza è l’ultima a morire (per chiunque)”. Peccato che poi si sia perso per strada grazie a una serie di scelte completamente sbagliate. Del resto anche Berg, dopo l’esordio con Cose molto cattive, ha continuato con film come il discreto Hancock e poi quell’abominio inverecondo di Battleship.

Cose molto cattive è incentrato su una tragicomicità grottesca dove nulla va per il verso giusto e la coesione interna tra i cinque amici si sgretola man mano che il numero degli omicidi sale. L’elemento splatter non è gratuito ma è funzionale allo svolgimento della storia che non vuole mettere in ridicolo la morte, bensì il perbenismo e l’ipocrisia molto diffusi in un determinato tipo di società.

Berg, tra uno spargimento di sangue e l’altro, ci mostra le classiche villette a schiera pulite, ordinate, “educate”, atmosfera opposta ai litri di sangue che cadono e alle scene alla Breaking Bad che faranno godere i fan della serie.

Una nota (a margine) di perplessità sul personaggio di Cameron Diaz: fantastica nella sua ossessione di attraversare la navata fino all’altare al punto da ignorare i massacri che le si svolgono attorno, poteva essere sfruttata di più, anche perché bravissima nella sua interpretazione paranoica, ansiosa e determinata. Un vero peccato che la sua presenza su video sia limitata, anche se fondamentale, specie nel finale inaspettato, che lascia la sensazione di essere troppo sbrigativo. Ma non nego che, nonostante tutto, a qualcuno potrebbe piacere.

See You Soon.

Roberto Manuel Palo

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