I sogni segreti di Walter Mitty (Ben Stiller, 2013)

I sogni segreti di Walter Mitty: il cuore blu di Ben Stiller.

Il rapporto tra film e romanzi è molto semplice: possono essere basati sul libro, ne possono essere ispirati o possono semplicemente prendere a piene mani e negare di aver mai letto una sola di quelle pagine. Il più delle volte, anche quando questi compare nei titoli di testa e viene citato costantemente per pubblicità, sembra che l’opzione sia ugualmente la terza.

Non è un matrimonio facile ed è una discussione lunga che esula dal discorso su I sogni segreti di Walter Mitty, ispirato dal racconto di James Thurber da cui Norman Z. McLeod già trasse un film nel 1947. Queste tre cose sono più che distanti l’una dall’altra ma è una premessa necessaria.

Si può quasi dire che I sogni segreti di Walter Mitty debba molto a Scrubs e a quella nuova ondata maniacale dei sogni a occhi aperti che ha reso il personaggio di Zach Braff una sorta di compagno di vita e idolo.

Ma Walter Mitty è diverso, la sua stessa insistente campagna pubblicitaria ha sviato gli spettatori, tra Diry Paws della band Of Monsters and Men che ne è diventata simbolo e una serie di immagini che lasciavano presagire l’arrivo di un’avventura mirabolante un po’ in stile Forrest Gump . Non è stato così. E allora cos’è I sogni segreti di Walter Mitty, verrebbe da chiedersi; una domanda a cui risponde rapidamente il regista Ben Stiller.

Il talento di Mr. Stiller

Zoolander è diventato un cult della commedia, una delle migliori dagli anni Novanta a oggi. Tropic Thunder ha deluso molti, ma le sue esagerazioni avevano qualcosa di più del semplice film girato per far soldi (regalandoci tra l’altro la più grande interpretazione della carriera di Tom Cruise). I sogni segreti di Walter Mitty sono la prova finale di un talento registico che non è solo megalomania, è la prova di un gusto per il cinema e la composizione dell’immagine, citando di tanto in tanto l’utilizzo da parte di Alfred Hitchcock dei matte di Matthew Yuricich in Intrigo internazionale.

La storia è quella di Walter Mitty/Ben Stiller, manager dell’obsoleto archivio negativi di Life Magazine, reduce da una fusione che prevede di trasformarla in un comune sito online. La transizione è brutale, in molti perdono il lavoro e a Mitty sta il compito di stampare il negativo 25 dell’ultimo rullino inviatogli dal fotografo Sean O’Connell/Sean Penn, di cui non si hanno tracce.

La ciliegina sulla torta in una vita alla deriva, dove Mitty non vede più il senso di niente se non nella sua fervida immaginazione che troppo spesso lo porta lontano dalla realtà, impedendogli di avvicinarsi a conquistare la bella di turno, Cheryl/Kristen Wiig e di ritornare sui vecchi insegnamenti di quel padre da tanto tempo perduto.

Caccia ai sogni

Inizia così una caccia al negativo 25 sulle tracce dell’intrepido fotografo O’Connell in Groenlandia, tra i mari dell’Artico e a valle di un vulcano sul punto di eruttare in Islanda, o sulle cime più impervie dell’Himalaya, ai confini di paesi pericolosi.

Stiller non ci porta in un punto a caso della vita di Mitty, ce lo presenta sul vertice del cambiamento, quando il fondo del barile lo risputa nel mondo dei vivi come lava dal centro della Terra, ridandogli la dignità perduta, la voglia di sentirsi ancora un ragazzo incastrata tra le responsabilità accollate in un’età ancora troppo fresca e colorata dai sogni.

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Insomma, né Forrest GumpScrubs, ma la mente vivida di un uomo di mezz’età finalmente capace di metabolizzare la perdita del padre, ritrovato attraverso un paio di pietre laviche con cui curvare in una liberatoria discesa con lo skateboard.

Lontano da ciò che ci si aspettava, I sogni segreti di Walter Mitty è il film migliore di Ben Stiller, pur non avendo il potenziale di sorpassare lo status di cult di Zoolander, ma la rinascita e la nostalgia così vive in questa sua regia sono un buon motivo per credere ancora in lui e battere le mani.

Fausto Vernazzani

Voto: 4/5

2 pensieri su “I sogni segreti di Walter Mitty (Ben Stiller, 2013)

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