Curse Of Chucky

Curse of Chucky (Don Mancini, 2013)

Il ritorno di Chucky dopo l’intervento di chirurgia estetica.

Dopo aver regalato a Chucky una moglie nel quarto episodio (diretto da Ronny Yu) e un/una figlio/a nel quinto episodio, nel sesto, intitolato Curse of Chucky, Don Mancini passa a donargli una bella maledizione.

Una maledizione da tutti i punti di vista, visto che Chucky perde qualsiasi delle caratteristiche che ne hanno fatto una grande icona horror.

In Curse of Chucky la bambola assassina arriva a destinazione via posta a una vecchia conoscenza, Nica (Fiona Dourif) che è costretta sulla sedia a rotelle fin dalla nascita dopo gli eventi de La Bambola Assassina 3.

Nica deve organizzare il funerale di sua madre insieme alla sorella Barb (Danielle Bisutti) e suo cognato Ian (Brennan Elliott).

Comprende subito che la bambola ha qualcosa che non va e inizia a fare delle ricerche. Nel frattempo Chucky (voce dell’inimitabile Brad Dourif) inizia a mietere vittime per compiere la sua vendetta.

La mutazione di Chucky

Nei primi tre episodi Chucky si fece conoscere per il suo aspetto inquietante, le atmosfere cupe e gli ottimi momenti horror.

In Bride of Chucky e Seed of Chucky Don Mancini cambiò decisamente registro regalando al suo personaggio una maggiore vena comica e ultracitazionistica, pur mantenendo numero e qualità di scene splatter.

In Curse of Chucky la bambola perde qualunque cosa, compresa la faccia: in questo episodio Chucky sembra essere andato da un chirurgo plastico per farsi un intervento al viso e diventare un tamarro, un Dante (protagonista di Devil May Cry) con gli occhi a mandorla quando inizia a prendere vita e fare le sue espressioni involontariamente comiche.

Attese deluse

Il volto di Chucky non spaventa più neanche quando gli ritornano le cicatrici – sembra sia andato pure dall’estetista vista l’estrema definizione delle sue sopracciglia.

In Curse of Chucky rimane una certa vena citazionistica, ma manca clamorosamente lo spiccato humour nero che ha reso celebre la saga del pupo.

Anche le scene violente sono ridotte al lumicino, cosa gravissima per una pellicola di questo genere. Sono passati nove anni dall’ultimo episodio, cosa è successo? Non lo so, ma sicuramente sono sicuro che il risultato finale di questa lunga attesa deluderà i fan in maniera netta.

(Non) cambiate musica

La sola cosa da salvare è la colonna sonora, cavallo di battaglia sin dal primo episodio, curata da Joseph LoDuca.

Se l’impatto visivo della pellicola sarà di una devastante noia, quello audio compenserà grazie alla sua inattesa bellezza. A questo punto, amici lettori, il mio consiglio è questo: lasciate perdere il film e cercate di procurarvi in qualsiasi modo le sue musiche.

See You Soon.

Roberto Manuel Palo

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