Zombi (George A. Romero, 1979)

Dopo il grande successo de La Notte dei Morti Viventi, George Romero si dedicò ad altri film – che non ricevettero i favori della sua pellicola d’esordio – e a vari lavori per la televisione fino a quando, nel 1977, non decise che era giunto il momento di ridestare i suoi morti viventi dalla tomba con Zombi. Il progetto del seguito del film del 1968 era già nella mente di Romero in fase di stesura della sceneggiatura della Notte in quanto il regista aveva già in cantiere una trilogia. Grazie al produttore Richard P. Rubinstein e alla sua opera di reperimento fondi, la produzione di Zombi poté finalmente partire.

Le riprese di Zombi iniziarono tra il 1977 e il 1978 con un budget che si aggirava intorno al milione e mezzo di dollari. Alla produzione prese parte anche Dario Argento che scrisse anche alcune pagine della sceneggiatura e si occupò della distribuzione e del montaggio in Europa e in Giappone. Diede un apporto fondamentale anche per il concept della colonna sonora, firmata dai Goblin, considerata una delle migliori della storia del Cinema.

Quindi dieci anni trascorsero tra le due pellicole e il tempo trascorso si nota in maniera netta durante la visione di Zombi: non c’è più il bianco e nero, via anche le musiche classiche e tradizionali come motivo di sottofondo all’azione e via anche quella ricerca dell’accumulo fino ad arrivare al climax a favore di un gran ritmo, del colore, della guerra e di una colonna sonora maggiormente “partecipativa” oltre allo splatter ai massimi livelli dovuta proprio alla collaborazione con Argento, a quei tempi nel pieno del proprio estro creativo.

Il titolo originale di Zombi fu Dawn of the Dead a causa delle famose – e pluricitate in questi focus – beghe burocratiche che portarono Romero a perdere per sempre il diritto di usare la terminologia completa Living Dead.

Il regista americano fu particolarmente colpito dalla visita in un centro commerciale di Monroeville in Pennsylvania, tanto che decise di ambientare Zombi  proprio all’interno di questo Mall, girando le scene negli orari di chiusura. Oggi la location è diventata un luogo d’attrazione, meta di pellegrinaggio di milioni di fan della pellicola e del cinema in generale, vogliosi di vedere con i propri occhi le zone in cui i quattro protagonisti hanno combattuto per la sopravvivenza.

Zombi

La storia di Zombi vede gli Stati Uniti, cinque settimane dopo gli eventi del film del 1968, ormai in piena emergenza morti viventi e comincia all’interno di una stazione televisiva dove regna il caos perché un regista impreca contro un collaboratore in quanto il dibattito televisivo di un dottore esperto contro il pubblico si sta rivelando una farsa. All’improvviso anche i tecnici iniziano a sbraitare contro questo esperto che propone soluzioni contro i morti viventi violentemente in contrasto con l’ignoranza del pubblico. Questo inizio mette subito in mostra uno degli argomenti di denuncia preferiti da Romero ovvero l’individualismo che, nella sua accezione più egoistica, rappresenta una condanna pronta a trascinare l’umanità verso l’Apocalisse.

Francine (Gaylen Ross), che assiste esterrefatta a ciò che sta accadendo nello studio, tenta la fuga da Philadelphia insieme al suo fidanzato Steven (David Emge) a bordo di un elicottero diretto nel Canada dove l’emergenza sembra minore. Nel frattempo, in città, gli zombi brulicano per le strade mentre una squadra di forze speciali di polizia fa irruzione in un palazzo abitato da terroristi portoricani che, a causa della loro forte fede, non vogliono consegnare i propri morti, costringendo i poliziotti ad imbracciare le armi.

Il primo zombi di Dawn of the Dead è sdraiato per terra, senza il piede destro, con un buco in testa e la voglia famelica di addentare la gamba di un poliziotto, è terrificante e molto verosimile per merito di Tom Savini che lavora su modellini meccanici, con il lattice e i migliori trucchi per conciare le comparse.

Tra gli agenti ci sono Peter (Ken Foree) e Roger (Scott H. Reiniger) che, dopo l’irruzione, scappano dall’edificio e raggiungono l’eliporto per unirsi a Steven e Francine, amici di Roger. I quattro, però, a causa della scarsa quantità di carburante, non riescono a raggiungere la destinazione canadese e sono costretti ad atterrare sul tetto di un grosso centro commerciale. Gli zombi sono ovunque, ma i nostri riescono comunque a farsi strada, barricandosi poi all’interno dell’edificio; come in un Black Friday i non morti si ammassano sempre più numerosi davanti all’ingresso del centro commerciale, ma non per acquistare l’ultimo iPhone a prezzo stracciato bensì perché sentono l’odore di carne fresca. Quando la vita dei sopravvissuti sembra procedere tranquilla grazie a provvigioni illimitate e ad un’ottima fortificazione anti-zombie, arriva una banda di motociclisti capeggiata da Blade (Tom Savini) che riesce a spostare i camion che sbarrano le entrate ed entra nel centro commerciale per fare razzia e massacrare i poveri zombi che guardano le vetrine in santa pace, dando inizio ad un finale molto concitato.

In Zombi Romero sviluppa, ancora una volta, l’analisi della società contemporanea fatta di esseri umani schiavi del consumismo e dell’individualismo, impossibilitati a fare fronte comune davanti ad una minaccia irrazionale che, in fin dei conti, non è così misteriosa. Il regista ama riprendere gli zombi in campo lungo, o in totale dall’alto, così che siano azzerati i segni distintivi dei mostri. Infatti sembrano semplici acquirenti che nel sabato pomeriggio si avvicinano in massa agli ipermercati. Quella del mall di Zombi è, a tutti gli effetti, una metafora del declino dell’impero occidentale e consumistico.

Esistono ben tre cut ufficiali di Zombi: il Director’s Cut della durata di 137 minuti, l’adattamento per i cinema europei (esclusa la Gran Bretagna) e giapponesi di Dario Argento della durata di 117 minuti e la versione presentata per il cinema da Romero della durata di 128 minuti.

See You Soon,

Roberto Manuel Palo

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