Ultimatum alla Terra (Robert Wise, 1951)

Ultimatum alla Terra: un imperdibile messaggio di pace – di Roberto Manuel Palo.

Un disco volante atterra sulla terra, un alieno dalle sembianze umane esce dalla navicella e si scatena il panico di massa nonostante Klaatu (Michael Rennie) dichiari le sue intenzioni pacifiche. Come offerta al paese ospitante, l’alieno prende dal suo taschino uno strano oggetto per poi essere sparato.

Il robot, suo accompagnatore, disintegra tutte le armi dell’esercito che era andato ad accogliere chiunque fosse sull’astronave. Da qui comincia una caccia all’uomo, o meglio, all’alieno, come una minaccia per il pianeta da stanare, ma Klaatu vuole fare il contrario, tentare di salvarla grazie ad una missione il cui contenuto rivelerà solo alla presenza di tutte le delegazioni mondiali.

Nonostante l’impossibilità della cosa a causa dell’ultimo conflitto mondiale e l’assenza di altre alternative, Klaatu farà il possibile e, grazie all’aiuto del piccolo Bobby (Billy Gray), della bella Helen (Patricia Neal) e del professor Barnhardt (Sam Jaffe) e a una falsa identità umana (Mr. Carpenter), tenterà di nascondersi dall’esercito americano e di organizzare questo meeting.

“Klaatu Barada Nikto”: questa frase di Ultimatum alla Terra, utile ad impedire al robot Gort di distruggere la Terra qualora avessero ucciso Klaatu, dal 1951, è entrata nell’immaginario comune del popolo americano, tanto che Sam Raimi, nella sua Armata delle Tenebre del 1993, fa ripetere ad Ash questa frase per scacciare definitivamente i morti dal mondo dei vivi.

C’è da dire che, a parte questa storica espressione, i dialoghi del film di Robert Wise non sono così profondi, e convergono più a favore dell’azione e della tensione che questa pellicola riesce a creare.

Metafora di un conflitto

Autentico gioiellino dell’epoca, Ultimatum alla Terra è stato girato pochi anni dopo la fine del secondo conflitto mondiale, un’ epoca di sospetti e di paure dove le tensioni per la scoperta della bomba nucleare potevano scatenare una nuova guerra che, si diceva, avrebbe potuto distruggere la Terra.

Tutte possibilità tangibili anche nella pellicola di Wise. Gli Stati Uniti temevano l’avvento del Comunismo, il mondo era diviso tra le due Super Potenze, quella americana e quella sovietica. E, per questo, il Cinema USA sentì l’esigenza di rappresentare la minaccia dell’invasione sovietica attraverso la metafora dell’invasione spaziale o di creature malvagie di qualsiasi tipo.

La fantascienza divenne padrona incontrastata di quel periodo cinematografico statunitense, 13 anni dopo che Orson Welles fece il programma radiofonico che sconvolse gli Stati Uniti, War of the Worlds, basato sul racconto di Wells da cui fu tratto il relativo lungometraggio due anni dopo. Anche gli Zombi arriveranno dalla stratosfera nel 1952, ma questa è un’altra storia.

Tornando al comparto tecnico di Ultimatum alla Terra ci sono varie discrepanze nello script di Edmund H. North, basato sul racconto di Harry Bates, discrepanze tuttavia perdonabili in quanto tipiche della Sci-Fi dell’epoca.

Come perdonabili sono i datati effetti speciali che oggi farebbero ridere chiunque, come il terribile robot di latta Gort e la rappresentazione del disco volante. Nonostante questo, la stupenda colonna sonora di Bernard Herrmann, l’eccezionale recitazione di tutto il cast, specialmente di un severo e inquietante Rennie, e alcune delle scene più belle della storia dello Sci-Fi (L’atterraggio della navicella, l’incontro tra Klaatu e Barnhardt), rendono questa pellicola una pietra miliare del Cinema

Tentare la pace

Klaatu, nonostante Wise ha sempre smentito che il personaggio avesse a che fare con la religione, è come un Messia sceso in terra dallo spazio per portare un messaggio di pace, contrastato dalla diffidenza umana che si scaglia contro di lui con tutte le forze, mediatiche e fisiche.

Klaatu è disposto a morire pur di dare il messaggio e a resuscitare tramite le tecnologie avanzate della sua navicella. E ciò mi ricorda tanto qualcun altro che, però, non aveva la navicella.

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4 pensieri su “Ultimatum alla Terra (Robert Wise, 1951)

  1. Indubbiamente uno dei capolavori della Sf, anzi della cinematografia mondiale.
    La paranoia per il clima da Guerra Fredda che si respirava all’ epoca si sente tutta in questo film e lo rende un piccolo gioiellino.

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    1. COmpletamente d’accordo, il tutto abbellito da scene stupende e dal personaggio più famoso ed influente della storia della SF: niente male, direi!:D

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