Tsunami & The Cherry Blossom (Lucy Walker, 2011)

Tsunami & The Cherry Blossom: la recensione di Fausto Vernazzani.

Even more wonderful as they fall, the cherry blossoms.
Does anything last in this grievous world?
– Anonymous, Tales of Ise

Era inevitabile l’arrivo degli sciacalli nella regione del T?hoku, sventrata letteralmente dal terremoto e maremoto. Film, giornalisti, articoli di stampa, di tutto è nato dalla tragedia che ha consumato le vite di oltre 30’000 esseri umani. Nasce dunque naturale la domanda seguente: come mai la regista inglese Lucy Walker si trovava in Giappone dopo solo un mese dalla catastrofe?

Fortuna vuole che a rispondere sia lei stessa nelle sue note di produzione, scaricando le colpe sul caso, a quanto pare reale combinatore di una relazione ben riuscita non solo a livello cinematografico, ma anche umano. S’intitola Tsunami & The Cherry Blossom il corto documentario di 40 minuti girato dalla Walker nel T?hoku, candidato agli Oscar nel 2012 e vincitore di numerosi premi internazionali.

Le vicende le conosciamo tutti: le onde spazzarono via città intere, trascinarono le persone da un lato all’altro della regione mostrando al mondo intero quanto è ingiusto credere nella misericordia e bontà della natura. Lucy Walker non pensa però alla teoria di Werner Herzog, suo collega di genere, bensì decide, nonostante avesse in mano l’occasione di ottenere materiale di prima mano su una tragedia ancor così fresca da poter sentire l’odore della morte, di dedicarsi alla rinascita, associando il terribile Tsunami alla celebrazione dell’Hanami. L’11 Marzo del 2011 precedeva di poco l’arrivo della Primavera, un periodo tanto atteso per lo sbocciare dei fiori di ciliegio, un simbolo del Giappone accorso con la sua solita puntualità a ricordare al popolo dell’intero arcipelago nipponico ch’era tempo di ricominciare.

L’impatto con Tsunami & The Cherry Blossom è tremendo, Walker subito impone allo spettatore le immagini della devastazione attraverso un video girato col cellulare, diversi minuti di filmato fanno da preludio alle memorie della popolazione, intervistata con delicatezza tale da aiutare a far uscire l’irrazionalità del dolore.

Tuttavia non è quest’ultimo ad esser protagonista dell’intera pellicola, bensì è l’Hanami, sono i fiori di ciliegio rinati nonostante fossero stati affogati dall’acqua, raccontati con delizia e nostalgia da tutti gli abitanti perché, del resto, in quegli alberi la tradizione vuole che vivano le anime dei morti.

A distanza di due anni, Lucy Walker rende disponibile gratuitamente il suo documentario per ricordare l’evento, così da impedire la caduta nel dimenticatoio, senza alludere troppo alle possibilità di una seconda catastrofe di natura nucleare, anche se proprio lei realizzò il film Countdown to Zero sui pericoli di queste industrie.

Lo spazio è tutto dedicato alla bellezza, agli insegnamenti di chi ci ricorda che la natura è impossibile da controllare, che l’uomo deve smettere di vivere nel terrore della sua imprevedibilità e di imparare a convivere con essa sapendo che entrambi hanno qualcosa da temere dall’uno e dall’altra  Non resta dunque, se è possibile, che approfittare di queste poche ore rimaste, per godersi le musiche di Moby che accompagnano il video e versare ancora una lacrima per le vittime dello Tsunami.

Per vedere il film cliccate sul link qui sotto:
http://films.lucywalkerfilm.com

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