Essi vivono (John Carpenter, 1988)

Essi vivono, noi viviamo? – di Roberto Manuel Palo.

Nada (Roddy Piper), a causa della crisi, è costretto a lavorare in un cantiere edilizio che gli offre soltanto la paga sindacale. Qui conosce un carpentiere che, in segno d’amicizia, lo invita nella zona in cui vive, chiamata JusticeVille, una baraccopoli nei pressi di Los Angeles.

Qui c’è una chiesetta dove, di notte, entrano misteriosamente alcuni residenti. In fase di investigazione, Nada scopre che questi signori stanno lottando contro entità visibili solo tramite appositi occhiali da sole, che assumono le sembianze di comuni esseri umani. Una volta indossati gli occhiali, anche per Nada inizia la lotta, nella quale proverà – non senza difficoltà e scazzottate – a coinvolgere il suo amico.

Una piccola premessa

Qualche mese fa si compì, da parte del sottoscritto, un autentico sacrilegio qui su CineFatti. Parlai male di un film di uno dei più grandi maestri dell’horror americano, John Carpenter. La cosa non passò inosservata e molti fan del regista, più o meno educatamente, mi fecero notare la blasfemia delle mie parole senza leggere all’inizio che John era il mio regista preferito nel panorama horror.

Trattandosi di Fantasmi da Marte non mi pento assolutamente di quello che ho scritto e non mi rimangio nulla, anzi, l’ho rivisto e, se potessi, scriverei anche cose peggiori. Ma voglio porre rimedio a ciò che ho fatto e far ritornare il vecchio John sul piedistallo che gli compete.

John Carpenter e la critica sociale

Essi vivono è dichiaratamente un film politico, denuncia della presidenza reaganiana basata sul capitalismo, sul benessere, sul nascondere l’altra faccia della medaglia delle baraccopoli e dei disoccupati. Non è un caso se, vedendolo, cogliamo molti elementi comuni anche alla nostra situazione politica, dove la crisi “non esiste” e si tende a mascherare il più possibile i problemi.

“Essi vivono, noi dormiamo”, recita una scritta sui muri di Los Angeles. Come strumento di manipolazione, persuasione e lavaggio del cervello, queste entità usano la Televisione, le riviste, i manifesti, i giornali, ma sotto ognuno di questi mezzi si celano dei messaggi subliminali, visibili solo con gli occhiali citati poco sopra, che rendono succubi gli esseri umani.

Orrore e verità

 Il film è un crescendo di tensione e di orrore e dopo una prima parte d’introduzione, l’apice si raggiunge quando Nada indossa gli occhiali da sole e scopre che il suo mondo era quello che gli avevano voluto far credere, “a colori” senza alcun “bianco e nero”, e inizia ad identificare le entità.

Da qui in poi il ritmo si fa serrato, non c’è un attimo di respiro e lo spettatore resta incollato alla sedia per tutta la durata della pellicola; merito anche della colonna sonora, magistralmente composta nientepopodimenoche da… John Carpenter. Grandi complimenti vanno fatti pure a Roddy Piper, ex-wrestler, che ci regala qui la migliore interpretazione della sua carriera.

A proposito di mostri… e di uomini

Tratto liberamente da un racconto di Ray Nelson e sceneggiato dallo stesso Carpenter, Essi vivono è un film coinvolgente (da indicare nel genere della fantascienza solo perché utilizza queste entità a scopo puramente metaforico).

Ma è soprattutto un film sull’essere umano, sulla sua incapacità di vedere al di là di ciò che gli si propone dinnanzi, incapace di ribellarsi. L’emblema di ciò risiede in una delle più belle scene di lotta di sempre, quando Nada cerca di convincere invano il suo amico carpentiere ad indossare gli occhiali. Scena dalla durata eterna, ma bellissima e significativa, rappresentante la rabbia e la disperazione di chi è stanco di essere sottomesso e vuole fare di tutto per cambiare le cose.

E noi, quando iniziamo a prenderci a pugni? Bella domanda, John!

See You Soon.

2 pensieri su “Essi vivono (John Carpenter, 1988)

  1. Lo stesso Carpenter ha dichiarato che Essi Vivono è il suo film più politico, per quanto mi riguarda poi in questa pellicola il regista raggiunge una eccezionale sintesi tra maturità espressiva e padronanza della macchina da presa.
    Avevi criticato il maestro?
    Ahi ahi ahi. ;)

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    1. Ma “Fantasmi da Marte” non si può non criticare:D. Spero che con “Essi vivono” tutti i fan mi assolvano dai miei peccati:D. Io, da fan, mi assolvo e mi dichiaro redento:D

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