Buio Omega (Joe D'Amato, 1979)

L’imperdibile Joe D’Amato di Buio Omega – di Roberto Manuel Palo.

Aristide Massaccesi, in arte Joe D’Amato, è conosciuto soprattutto per le sue pellicole hard, ma non va dimenticato il suo enorme contributo alla cinematografia italiana, in particolare al genere horror. Uno dei suoi film più importanti è senza dubbio Buio Omega, un horror pieno di trovate, disturbante, pregno di tensione e di ottima fattura registica.

Un piccolo gioiellino che si può aggiungere ai capolavori di Argento, Fulci, Bava e gli altri grandi maestri del brivido attivi in quel periodo.

La trama

Francesco (Kieran Canter) è un giovane imbalsamatore innamorato di Anna (Cinzia Monreale), affetta da una malattia mortale. Quando la morte sopraggiunge, Francesco perde completamente la testa e decide di profanare la tomba dell’amata e, imbalsamandone il corpo, portarla a casa sua trattandola come se fosse viva.

Il ragazzo porta altre donne in casa per soddisfare il suo desiderio sessuale ma, una volta che scoprono il corpo di Anna, le uccide senza pietà. Iris (Franca Stoppi), la governante, è complice del ragazzo e fa sparire tutte le prove, ma il suo obiettivo è quello di farsi ben vedere da Francesco in modo che possa garantirle parte del patrimonio familiare.

Uscito nel 1979, Buio Omega è stata una delle prime pellicole, se non la prima, a trattare il tema della necrofilia. L’attaccamento morboso di Francesco al cadavere di Anna porta il ragazzo ad avere rapporti sessuali sempre in sua presenza. “Neanche la morte ci potrà separare” è una frase più che ricorrente all’interno del film.

Anna è morta, ma è la regina della villa, viene vestita, messa a letto come se fosse viva e ciò provoca la gelosia di Iris, decisa a sbarazzarsi del corpo per avere Francesco e il patrimonio tutto per sé. Ma dovrà vedersela con l’uomo, le cui parole sono: “Ti sposerò, farò tutto quello che vuoi, ma lei no, non puoi togliermela“.

Eros e più Thanatos

La morte è la vera protagonista della pellicola. Sin dall’inizio Francesco è accerchiato dalla nera signora che lo stringe sempre di più fino ad arrivare agli efferati omicidi perpetrati ai danni delle povere donzelle desiderose solo di una notte di sesso.

Lo splatter pervade l’intera durata della pellicola grazie alle copiose amputazioni e alle autopsie integrali. Per gli stomaci forti non ci saranno problemi di visione, anzi, paradossalmente, la scena più disturbante è proprio quella meno splatter, quando [SPOILER] Francesco strappa le unghie dell’autostoppista americana con una pinza [FINE SPOILER].

Ottima, come sempre (o quasi), la colonna sonora dei Goblin con il loro sound caratteristico che si capta fin dalla prima nota, mai banale e sempre efficace nel suo rapporto con l’immagine.

Buio Omega, in alcune scene forse un po’ eccessivo, allungato da ripetizioni che potevano essere evitate, di sicuro è uno dei film più malati di Massaccesi, soffermatosi molto sui dettagli anatomici nelle scene più cruente.

Gli effetti speciali faranno la gioia dei nostalgici dei vecchi trucchi artigianali fatti con la fatica e la creatività della mente umana. Di ottima fattura, sono disseminati per tutto l’arco del film e resi ancor più efficaci dalla sapiente mano registica di D’Amato.

Come è facilmente intuibile, i dialoghi hanno un’importanza secondaria perché D’Amato ha voluto concentrarsi completamente sul lato visivo della storia, shockando lo spettatore con immagini al limite del sopportabile. Buio Omega è un grande film che va visto, possibilmente a stomaco vuoto.

See You Soon.

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2 pensieri su “Buio Omega (Joe D'Amato, 1979)

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