The Human Centipede 2: Full sequence (Tom Six, 2011)

The Human Centipede 2 è un film quasi inguardabile – di Roberto Manuel Palo.

The Human Centipede 2: Full sequence di Tom Six è stato rovinato dallo sconsiderato tagliare delle scene da parte della censura perché si presenta alla visione con alcune di queste talmente sconclusionate, chiuse mentre l’azione è pienamente in corso che, a caldo, lo spettatore se la prende con l’addetto al montaggio accusandolo di scarsa professionalità.

Il povero montatore! Sempre lui ci finisce di mezzo, non si pensa mai alla censura – in circolazione non esiste ancora una versione uncut, sappiatelo.

Di cosa parliamo?

Il film è il sequel di The Human Centipede, diretto dallo stesso Six, che spaccò il pubblico: una parte riteneva Six un genio e l’altra lo riteneva un pazzo depravato, psicotico e malato mentale adoratore della rappresentazione delle più efferate schifezze.

Avendo visto il primo film, posso assicurare che, tranne un paio di scene, di schifoso non c’è proprio nulla e tutto precipita verso la noia più assoluta. Ma c’è stato chi, come Martin (Laurence R. Harvey), custode notturno in un garage, ritardato mentale e con una madre che lo odia, ha venerato la pellicola di Tom Six a tal punto da tenere un quaderno per gli appunti con tutte le regole illustrate dal crudele dottor Keitel.

E, come quando esce la sorpresa dall’ovetto Kinder con le istruzioni per montarla, Martin non può fare a meno di cimentarsi nell’impresa. Dunque si procura undici “volontari” e, infine, si concede la guest star, l’attrice Ashlynn Yennie, convinta grazie ad un fantomatico colloquio per un film di Quentin Tarantino. Dodici”volontari” per ingigantire l’opera del suo mentore che ne contava solo 3.

Da troppo poco a troppo… e basta

Tom Six ha parodiato, in questo sequel, tutte le critiche che ha ricevuto il suo predecessore, accusato di plagiare le menti deboli e portarle ad emulare il lavoro del Dottor Keitel. Six, divertendosi, pone come protagonista proprio una di queste possibili menti: Martin è un essere orrendo alla vista e Six punta la camera per 3/4 di film solo su di lui, mostrandolo spesso semi-nudo. Non parla, si esprime a gesti, con gemiti, lamenti e i suoi occhi a palla.

Alcuni fan criticarono la pellicola di Six in quanto si incentrava troppo sul non visto. In The Human Centipede 2, amici lettori, si vede sin troppo, con Martin che sputa a terra una volta al secondo mentre cosparge di lassativi i membri del suo millepiedi convinti a colpi di sprangate sul cranio.

Il problema del film è proprio questo. Mentre nel primo non succedeva mai nulla, ma restava una trama ben precisa, qui Six ci mostra tutte le perversioni e la violenza di Martin in maniera completamente gratuita, senza un briciolo di logica.

Le componenti fondamentali di un film splatter sono sangue e frattaglie, ma in mancanza di una trama e, quindi, di una finalità nel mostrare la violenza sullo schermo, l’operazione si rivela fallimentare.

Eppure qualcosa si salva

Se dal punto di vista narrativo il film è deludente, da quello tecnico e stilistico sorprende e non poco. Six opta per questo secondo capitolo per un bianco e nero sporco, reso spettacolare dal direttore della fotografia David Meadows il quale, specie nel capannone che Martin utilizza come laboratorio, con una luce che si accende e si spegne ad intermittenza, lo rende cattivo e fastidioso. Assicurato l’effetto visivo d’impatto.

In definitiva, The Human Centipede 2 è chiaramente un film non per tutti gli stomaci ma che, anche per gli affezionati del genere, risulta non completamente riuscito, anche se (lo ricordiamo) ha molte lacune ingigantite in maniera mostruosa dagli scandalosi tagli della censura.

In attesa del terzo ed ultimo capitolo della serie, in uscita nel 2013, chi ha fegato, può provare a vedere le gesta di Martin che, alla fine, FORSE, potrebbe arrivare anche a diventarvi simpatico.

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2 pensieri su “The Human Centipede 2: Full sequence (Tom Six, 2011)

    1. Ho letto l’articolo, molto interessante, come al solito. Concordo sulla delusione che ti ha provocato il primo episodio, anche se considero il Dottore una delle figure mitiche:D. E’ l’unica cosa riuscita del film.
      Per quanto riguarda Zombieland, come ho scritto nella recensione che feci qui, io più lo vedo e più mi piace e non riesco a capire perchè continuano a dire che non ci sono i morti viventi. I morti viventi ci sono praticamente quasi ad ogni scena. Magari ce n’è uno, due, ma ci sono sempre. E alla fine arriva l’orda. Per me è un film zombesco a tutti gli effetti, peraltro divertente (in alcune scene mi ha fatto proprio ridere di gusto) e splatter al punto giusto. Veramente non riesco a capire le critiche che gli fanno (ho scritto tutto nell’articolo). Ma, del resto, son gusti, il bello del cinema è proprio il confronto costruttivo:D.

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