Kora

FEFF14: Kora (Du Jiayi, 2011)

Kora: la pace interiore dista 1800 km – di Fausto Vernazzani.

“Dicono che se il primo panorama che vedrai in Deqin saranno i Tredici Picchi di Meili, godrai di buona fortuna per un anno intero”: sono le parole pronunciate con tristezza da Li Xiaochuan, ciclista che da tre anni percorre la strada da Lijiang, della provinciale Cinese dello Yunnan, a Lhasa, la capitale sacra del Tibet.

La strada è lunga e tortuosa, sono 1800km da percorrere sul sellino di una bicicletta scalando i sentieri di 8 diverse montagne, raggiungendo quote fino ai 5020m. Xiaochuan vive questo viaggio come un pellegrinaggio, un cammino verso il raggiungimento della purezza dello spirito rappresentata dalla sincerità di cui tanto parla in un confronto meraviglioso di fronte alle tredici cremose e innevate vette del Meili. Kora è il nome di questo pellegrinaggio, legato ovviamente alla tradizione Buddhista Tibetana, ed è anche la traduzione del titolo originale del film One Mile Above, ovvero Zhuan Shuan.

Film del produttore Du Jiayi, al suo esordio alla regia, Kora è tratto dalla novella Zhang Shuan dello scrittore Xie Wanglin, taiwanese come il suo protagonista Zhang Shuhao. L’incontro con il nostro compagno di viaggio è brusco: Jiayi ci porta al funerale di Shuwei, suo fratello maggiore, il cui sogno di percorrere in bicicletta il tragitto da Lijiang a Lhasa non diverrà mai realtà, se non nella sepoltura con il diario di viaggio da lui preparato.

Shuhao non ci pensa due volte a prender possesso del manoscritto prima che fosse chiuso nella bara con il fratello, convinto che per superare il proprio dolore e dare concretezza ai sogni di Shuwei debba salire in sella e cominciare a pedalare sulle montagne. Inesperto, poco allenato, come dovrebbe essere qualcuno che intraprende uno dei percorsi più pericolosi a detta anche dei professionisti, si lancia nell’impresa che lo porterà a ritrovare la pace, suo fratello e l’amicizia del maturo e tormentato Li Xiaochuan, ma anche a capire che per raggiungere una vetta si deve saper perdere occasioni di vita.

A primo impatto il film potrebbe apparire come una breve scusa per mostrare le bellezze dello Yunnan e del Tibet, due località che possono vantare una sequela di paesaggi mozzafiato, in cui la durezza delle rocce appuntite, e in certi casi fatali, si mescola con gentilezza alla soffice crema della neve che si poggia sulle montagne con apparente delicatezza.

È una metafora culinaria amata dal personaggio di Li Xiao-Chuan – attori e personaggi sono quasi omonimi – che vede ricette di biscotti e cupcakes nelle cime che da anni sogna di vedere per sperare in un anno fortunato. Jiayi vuole raccontarci del dolore e dell’amarezza che si deve vivere e inspirare, con difficoltà per le quote che si raggiungono, prima di sentire dentro la propria anima di aver superato i limiti fisici e spirituali, la cui finale combinazione si erge in piedi in un tutt’uno spettacolare.

La profondità della trama, la forza della recitazione dei due attori protagonisti, il già citato Li Xiao-Chuan e Chang Shu-Hao nei panni del ragazzo, sono fattori che fanno del debutto del regista uno dei migliori film asiatici dell’anno 2011. Più di tutto è però la regia di Du Jiayi, la quale abbina momenti alla National Geographic a tagli introspettivi che sanno sfruttare la forza fisica dell’uomo dandogli il giusto spazio all’interno dei campi totali che decorano splendidamente Kora.

Ad aiutare è certamente il direttore della fotografia Du Jie, creatore di luci spettacolari che danno al bianco una forza espressiva superiore al normale, su cui si riflette come un raggio la delicata musica composta da Oshima Michiru.

Sono questi enormi dettagli che fanno di Kora, titolo di gran lunga preferibile alla traduzione internazionale One Mile Above, uno dei migliori film proiettati al 14th Far East Film Festival, meritevole del secondo premio assegnato dagli Audience Award, anche se di sicuro avrebbe dovuto essere posto in maggiore attenzione, e si spera che la distribuzione internazionale si accorga prima o poi di questo prezioso film.

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