FEFF 14: A caduta libera – Parte Terza

di Francesca Fichera.

Sfiorare la morte è il nuovo sport ufficiale del Far East Film Festival 14. Riusciamo a vedere l’alba di questo quarto giorno di FEFF, anche stavolta, per il rotto della cuffia. Le rush line sono ormai diventate assalti ai camion dei viveri dopo mesi di carestia: solo a Udine due persone in fila si tramutano, nel giro di pochi minuti, in squadre di pallavolo con tanto di riserve al seguito. Sulle note di Survivor si svolge quotidianamente la lotta per il posto a sedere migliore. Una battaglia che per la vostra corrispondente ha seriamente rischiato di trasformarsi nell’ultimo atto della sua giovane vita: all’apertura improvvisa delle porte di una delle poche gallerie rimaste, una mandria inferocita si è scagliata in direzione della salvezza, e Fran e Fausto, previdenti, si sono lanciati in una breve corsa prima di scontrarsi con il branco. Ma Frannie non ha calibrato bene i passi e, giunta sulle ripide scale situate fra le file di sedili, ha ballato la danza della morte incespicando su quattro gradini in un sol colpo, a un pelo da una dipartita letteralmente plateale. Di sicuro il suo volo d’angelo avrebbe finito col rovinare la proiezione di Rent-a-cat, una delle pellicole più attese del FEFF 14 e, finora, anche una delle più degne (per la quale vi rimandiamo alla recensione già pubblicata).

Per fortuna tutto si è concluso nel migliore dei modi, nonostante la vera e propria tortura cinese subita durante i 109 minuti di You Are The Apple Of My Eye – su cui vi dirà Doc Faust. A seguire, la calma prima della tempesta: una breve pausa per cibarci ed espletare qualsiasi funzione fisiologica prima di affrontare la sfida finale della giornata, quella per visionare l’ultima opera di Johnnie To, Romancing In Thin Air, occasione per omaggiare ulteriormente il regista di Hong Kong offrendogli, in più, il Gelso d’Oro alla carriera. Ma gli applausi in sala sono poco sinceri e pure un po’ sarcastici: il film divide il pubblico nel vero senso del termine e costringe la vostra Frannie a dover resistere per circa due ore all’impellente desiderio di uscire. Termina così il terzo giorno del Far East, che fa venir voglia di dire “sempre e comunque resistenza”.

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