Benvenuti a Zombieland - CineFatti

Benvenuti a Zombieland (Ruben Fleischer, 2009)

Una nevrotica fuga e caccia ai twinkie ci dà il benvenuti a Zombieland.

Quando il tempo passa senza che te ne accorga, capisci che il film che hai appena visto, anche se non è per niente un capolavoro, ti è piaciuto e pure parecchio. Gli 84 minuti di Benvenuti a Zombieland, horror comedy di Ruben Fleischer trascorrono in un battibaleno perché raggiunge con successo i suoi obiettivi: intrattenere e divertire.

Columbus (Jesse Eisenberg) è uno dei sopravvissuti di Zombieland. Ragazzo complessato e sfigato, ha scritto delle regole utili per sopravvivere in questo mondo dove gli zombie sono più degli umani, e le rispetta rigorosamente.

Un giorno incontra un tipo burbero, Tallahassee (Woody Harrelson) e comincia con lui un viaggio alla ricerca delle ultime confezioni di Twinkie. Durante la disperata ricerca incontrano due sorelle, Wichita (Emma Stone) e Little Rock (Abigail Breslin), dirette a un luna park in California. Il nevrotico protagonista si innamorerà di Wichita e cercherà coi suoi limitatissimi mezzi di conquistarla.

Benvenuti a Zombieland non è assolutamente paragonabile all’inimitabile, stupendo, magnifico, aulico, stellare e quant’altro Shaun of the dead (da noi noto come L’alba dei morti dementi), ma diverte parecchio, con personaggi simpatici interpretati in modo egregio e con una sceneggiatura che molte volte strappa più di una risata.

Fatto sta che la critica si divide tra chi ama alla follia Zombieland e chi la etichetta come una semplice scopiazzatura di Shaun of the Dead americana che non fa ridere e, oltretutto, senza zombie. Critica, quest’ultima, che a mio parere è alquanto ridicola e superficiale perché di zombie ce ne sono e parecchi.

Poi se si pretende che a ogni frame ci debba essere un’invasione zombesca allora questo non è un film di zombie perché c’è solo (SPOILER) l’invasione finale al luna park (FINE SPOILER). Ma i non morti, anche se uno o due per frame, sono disseminati per tutta la pellicola. E di splatter ce ne è quanto in un normalissimo film di zombie.

Per quanto riguarda la prima critica, come si fa a non ridere quando i quattro protagonisti distruggono il negozio indiano con musica classica di sottofondo e al rallentatore in stile Alex e i suoi drughi in Arancia meccanica, oppure alle battute taglienti di Woody Harrelson o ancora con lo spettacolare cameo di Bill Murray che interpreta se stesso truccato da zombie perché il suo truccatore, prima di essere mangiato, gli aveva detto che gli zombie non si attaccano l’uno con l’altro? Dai, non è possibile, viene spontaneo. E sono tantissime le scene e i dialoghi da segnalare.

Da questo film si pretende leggerezza e la pellicola offre tutta la leggerezza di questo mondo. Scelta voluta è quella di non approfondire la psicologia dei personaggi proprio perché questo ne avrebbe appesantito la visione e fatalmente aumentato la durata.

I quattro attori protagonisti sono straordinari nella loro interpretazione, facendoci risultare simpatici e non irritanti i loro personaggi e riuscendo nell’obiettivo di non fare sperare allo spettatore una morte violenta e subitanea di tutti e quattro, anzi.

Di questo, oltre agli attori, bisogna ringraziare gli sceneggiatori Rhett Reese e Paul Wernick che rendono intelligenti i quattro protagonisti facendogli dire e fare ciò che CHIUNQUE farebbe in una determinata situazione di pericolo e non, come succede normalmente: cose a stile libero o, più volgarmente, ad minchiam.

Jesse Eisenberg è bravissimo e si confermerà interpretando, un anno dopo, Mark Zuckerberg in The Social Network di David Fincher. Ma il più grande di tutti è Woody Harrelson, un duro dal cuore tenero che non può non essere amato sia dai fan che dai detrattori della pellicola. Sorprendente e bella Emma Stone. Primo lungometraggio di Ruben Fleischer, autore di videoclip, che per me ha fatto una buona opera. Devo ancora recuperare il suo film successivo 30 minutes or less. E lo farò, sicuramente.

Roberto Manuel Palo

Voto: 4/5

3 pensieri su “Benvenuti a Zombieland (Ruben Fleischer, 2009)

  1. In questo caso, e lo dico senza scopi polemici, la penso diversamente da te, certo Zombieland è un film gradevole, un occasione per passar via qualche minuto.
    Ma niente di più.
    Sul cameo di Murray, in effetti c’è da dire che ha diviso la critica: negli Usa e nel mondo anglosassone è stato elogiato alla follia mentre in Europa ha lasciato deluso i più. Io mi ascrivo alla seconda categoria, però la cosa bella del Cinema è che quello che può (ragionelvolmente ) lasciare delusi alcuni può (altrettanto ragionevolmente) soddisfare altri.
    Ciao e alla prossima.

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    1. Il bello del cinema è anche questo, non tutti la pensano allo stesso modo e si possono inscenare dei dibattiti molto costruttivi per tutti i pensieri. In questo caso ti dico che io ho passato via tutti i minuti della durata del film in modo molto gradevole. Del resto va bene così perchè si vede chiaramente che Fleischer non può aspirare a nulla di più che essere un bravo mestierante votato all’intrattenimento e un mio compagno mi ha detto che “30 minutes or less” è sulla stessa falsa riga di questo, ma con una marcia in più semplicemente perchè non si può ascrivere a un genere restrittivo come quello degli zombi. E, oserei dire, come volevasi dimostrare:D.

      Però, ti dirò, quando l’ho visto ieri per farne la recensione, l’ho visto per la seconda volta e, forse stenterai a crederlo, mi è piaciuto ancor più della prima nonostante tutte le schifezze che gli hanno scritto addosso qui in Europa e specialmente in Italia.

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