Kiki's Delivery Service (Hayao Miyazaki, 1989)

di Roberto Manuel Palo.

Tutti penserete che Hayao Miyazaki sia un grande nome, lo conoscono tutti. Invece molte delle sue pellicole sono sconosciute ai più, il fan più accanito conosce Principessa Mononoke, Il castello errante di Howl, La città incantata e Ponyo sulla scogliera, il più ardito si avvicina anche a Laputa e Nausicaa. Ma se chiediamo a questo fan ardito :”Avrai sicuramente visto Kiki’s Delivery Service!”, lui ti guarderà con quella faccia stupita come se gli avessi chiesto il nome italiano del Narcopiteco Benevolentiae e ti risponderà: “Uhm, sì, ne ho sentito parlare, ma non l’ho ancora visto”.

Kiki’s Delivery Service è una chicca molto rara da trovare in Italia (in DVD): la storia di Kiki, una tredicenne che parte col gatto Jiji e con la radio del padre in groppa ad una scopa in una notte di luna piena alla ricerca di una città dove rendersi indipendente e cominciare il suo tutorato da strega.

“Sono una novizia. Se perdo anche i miei poteri adesso, non ho più valore”. È uno dei pensieri di Kiki che deve inserirsi in una nuova società e nel mondo del lavoro. Kiki è una ragazza semplice, vitale, normale, il tipo di ragazza che da una grande contentezza può facilmente passare a farsi travolgere da un’onda anomala di tristezza; vogliosa di lavorare, ma che quando svolge il suo lavoro cerca meno di quanto le danno e quando fa dei viaggi a vuoto ma la pagano comunque, lei non vorrebbe accettare il denaro. Viene accolta in una panetteria da Osono che le offre vitto e alloggio e un lavoro precario, le consegne a domicilio.

Immaginatevi uno di noi che fa le consegne a domicilio. Se fai una consegna e ti danno 50 euro, di certo non dici: “MA DAI! È TROPPO! NON POSSO ACCETTARE!”, ma prendi e te ne vai con il sorriso a 343534352 denti. E, se fai l’ingenuità di dire che è troppo, il cliente di certo non insiste dicendo: “Ma no, dai, prendili!”, bensì, semplicemente scala a 10 euro con il sorriso a 343534352 denti. Ma il mondo di Kiki è un mondo fantastico, magico.

Il desiderio di Kiki è raggiungere una città che affacci sul mare. E, con un po’ di fortuna, riesce a raggiungerla ma non sulla scopa, bensì in treno. Raggiunge una città dal design occidentale e la camera che le offre Osono ha la vista sul mare. In questa città Kiki è come una extracomunitaria e viene vista con diffidenza dagli abitanti, così comincia a pensare di cambiare aria. A rafforzare quest’idea ci pensa un ragazzo della sua età, Tombo, che vuole diventare suo amico. Kiki è assalita dai pensieri: “Ma c’è bisogno della cittadinanza per vivere qui in pace? Sono una strega. Dovrei scrivere una lettera a casa, sono sei mesi che non mi faccio sentire”. Scopre quindi che non riesce più a volare sulla scopa, e che il gatto miagola invece di parlare. Cosa è successo? Così non potrà più fare le consegne a domicilio. Kiki va in Cassa Integrazione che, nel film, per non allarmare i più piccini e gli adolescenti e per alleviare i dolori dei più grandi, viene chiamato semplicemente “riposo dal servizio”; i soldi non entrano e bisogna mangiare. Kiki viene aiutata da Osono che le prepara da mangiare e le offre un lavoro estemporaneo in panetteria, una vera madre che dà speranza alla piccola Kiki, una tredicenne già in Cassa Integrazione.

Ormai Kiki è in preda alla depressione più assoluta. Ed è qui che le viene in aiuto Ursula, una pittrice che Kiki ha già conosciuto durante un problema di consegne al suo primo incarico. “Ursula, io non riesco più a volare, se non volo, non lavoro e se non lavoro, non prendo i soldi” “E io che devo dire? Che dipingo in una baita lontano dal mondo e i miei dipinti li vedono solo i corvi?” “Non mi sei di grande aiuto” “Vedi che aiuto mi dai tu! Comunque, ascolta! Neanche io a volte riesco a dipingere. E allora non ci provo neanche. Mi faccio una camminata, riposo e… puff! Ecco che mi ritorna l’ispirazione!”.

A risolvere il problema sarà proprio Tombo, non vi posso dire come perché spoilererei il finale.

P.S.: È vero quando si dice che Miyazaki può sicuramente gareggiare come dio dell’animazione insieme a Walt Disney ma non tutti sanno che questo film è stato distribuito negli USA proprio dalla Disney. Insomma, peace and love, guys.

See You Soon

2 pensieri su “Kiki's Delivery Service (Hayao Miyazaki, 1989)

  1. Hahah! Complimenti, una recensione divertentissima, che rispecchia alcuni dei commenti da me fatti parecchio tempo fa durante la visione.
    Facciamo commenti ironici tanto alla fine diciamo “oooh, che bel film!!”. E a ragione, perché Miyazaki è un grande, che riesce a rendere grandiose anche le storie semplici ed infantili.

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    1. Grazie:D. Non sai quanto ho apprezzato questo commento. Sai, il nostro modo di scrivere è tanto apprezzato quanto odiato, quindi il tuo commento per me è importantissimo come lo sono state le critiche:D. Nella tua frase finale hai centrato pienamente quello che è il mio modo di scrivere. E spero lo capiscano tutti, prima o poi:D

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