Chocolate (Prachya Pinkaew, 2008)

di Roberto Manuel Palo.

Prachya Pinkaew (alla regia), Panna Rittikrai (alla coreografia dei combattimenti) e Tony Jaa (il Muai Thai Warrior) sono ufficialmente nell’olimpo delle mie cose preferite. Pinkaew e Rittikrai, dopo essersi occupati di Ong Bak e di Protector con l’eroe nazionale Tony Jaa, si rimettono in gioco in questo Chocolate.

Un membro della Yakuza giapponese in trasferta a Bangkok, Masashi (Hiroshi Abe), ha una relazione clandestina con Zin (Ammara Siripong), la donna di Numero 8 (Pongpat Wachirabunjong), boss di una gang locale di transessuali. Dalla loro relazione nasce Zen (JeeJa Janin). Zen, sin dalla nascita, è autistica e ha bisogno di cure speciali; mangia Smarties, guarda film sulle arti marziali, spia gli allenamenti di Muai Thai ed ha paura delle mosche. Quando Zin scopre di avere il cancro, ha bisogno di medicine costosissime che la famiglia non può permettersi. Grazie all’aiuto di Moom (Taphon Phopwandee), scopre un’agenda con la lista di tutti i creditori della madre. Nonostante la sua “diversità”, Zen ha un’ottima capacità visiva e riesce a memorizzare tutto ciò che vede riuscendo a prevedere tutti i movimenti che oggetti o persone compiono. L’amico Moom, approfittando di questa straordinaria sua capacità , cerca di racimolare qualche soldino offrendola al pubblico in una serie di spettacoli.

Dal 15° minuto entra in scena, per 10 secondi, Tony Jaa, e lì l’essenza del film prende la sua forma definitiva: la piccola Zen sta guardando in tv Ong Bak mentre mangia Smarties con una tecnica invidiabile. Vedere Tony per 10 secondi inizia già a riempire il cuore dei suoi fan, ma sarà fondamentale anche per Zen che, alla prima riscossione dei debiti della madre, verrà messa a terra dagli scagnozzi del boss della fabbrica di ghiaccio: il suo pensiero andrà subito a Tony Jaa, grazie al quale si rialzerà… e saranno mazzate. Le più belle coreografie che abbia mai visto, ad ogni cazzotto o calcio farete “yatà uh-ah-yoooooooooah”. Pinkaew e Rittikrai hanno ridato vita al movimento delle arti marziali prive di effetti digitali, di quelli che ti fai davvero male quando sbagli un minimo movimento, chiaro omaggio a Bruce Lee, al primo Jet Li, al primo geniale Jackie Chan. Arti marziali autentiche che, negli ultimi tempi, erano state sostituite troppo spesso dai wuxiapian, a volte mancanti di genuinità. Cosa che, invce, si trova in Chocolate, e che viene dimostrata dal backstage che Pinkaew propone durante i titoli di coda, dove vengono mostrati tutti gli errori e i conseguenti infortuni degli attori.

JeeJa Janin, a soli 24 anni, oltre ad essere un’ottima combattente, è anche un’ottima interprete. Ritornerà  a lavorare con Pinkaew nel prossimo The Kick.Di Tony Jaa, poi, si potrebbe parlare per ore, ha quella faccetta talmente simpatica che vorresti che ogni suo film durasse per l’eternità. Se facessero un film dove si inquadra per quattro ore la faccia di Tony Jaa, sarebbe un cult.

See You Soon.

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