Hamlet 2: Horatio's Legacy – A proposito di Remake, Sequel & Compagnia cantante

Amleto è morto, ma come suo padre prima di lui riesce a tornare sotto forma di spirito ed entra nel corpo del figlio di Orazio, il vecchio amico del Principe ed unico sopravvissuto della strage che vide distrutta la corte Danese. Ritornato in un certo modo tra i vivi, Amleto convince Orazio, attraverso il corpo di suo figlio, a ribellarsi al trono, attualmente presieduto dal tiranno norvegese Fortebraccio, e a riconquistare sua moglie, ceduta al nuovo potere e ora dama di corte della nuova regina. Questa è la trama di Hamlet: Horatio’s Legacy, sequel della celebre opera teatrale del Bardo e tanto voluto da un pubblico che non riesce a staccarsi dai personaggi che ama di più. Se fosse vero ci sarebbe da stupirsi al giorno d’oggi? Non credo proprio. Ormai il mondo delle Idee del cinema degli Stati Uniti non mi lascerebbe per niente sorpreso se decidesse di ripescare grandi classici come questo per rielaborarli in possibili sequel, prequel (com’era Amleto da giovane?), reboot (E se Amleto fosse stato un emo con complessi bulimici? Si sarebbe riusciti a fare un’introspezione psicologica maggiore del personaggio) o un semplice remake (Perché accontentarsi di dieci punti di vista diversi quando se ne può avere un undicesimo?).

E’ stata una combinazione di eventi a portarmi a decidere di scrivere qualcosa a riguardo di più specifico di un semplice accenno. Persone che mi hanno parlato della necessità dei sequel, dei remake, dei prequel, perché la gente ha BISOGNO di vedere assolutamente come andranno avanti quelle storie, anche se non c’è alcun presupposto perché queste esistano. Ricordo riguardo al film Pandorum, debutto americano del regista tedesco Christian Alvart, che la gente scriveva sulla fan-page del regista che desiderava sapere assolutamente cosa sarebbe successo dopo la fine e [SPOILER] mi chiedo io, visto che la storia parla di un virus spaziale, come si può proseguire la storia quando ormai sono giunti nella loro destinazione sul pianeta che li salverà? [/SPOILER]. Un amico dunque mi chiede, perché non fanno i sequel di Star Wars, perché non c’è ancora Ghostbuster 3, perché Sigourney Weaver non si azzarda a decidersi sul quinto film della saga di Alien, tra quando esce Underworld 4? Da amante del cinema mi sento male a sentirmi fare a raffica tutte queste domande, ma ciò che è ancora più doloroso è sapere che non sono cose che non accadranno mai. Ridley Scott dopo Prometheus pare comincerà a lavorare sullo script del remake di Blade Runner, negli Stati Uniti il 16 Settembre è uscito il remake del capolavoro Cane di Paglia di Sam Peckinpah dove il grande Dustin Hoffman, uno dei più grandi attori, è stato sostituito da James Marsden per un ruolo trasformato in quello di un eroe d’azione, basta vedere il trailer per farsi un’idea di cosa è stato fatto a un film fantastico come l’opera di Peckinpah. Sam Raimi con la Ghost House Pictures ha approvato il remake de La Casa; in sala da noi è uscito da poco il thriller The Debt di John Madden, remake di un grande successo del cinema israeliano di Assaf Bernstein di soli 4 anni prima; molto presto avremo con un anno di ritardo Blood Story, traduzione in inglese – ma che senso ha – di Let Me In, remake di Matt Reeves del capolavoro horror Lasciami Entrare dello svedese Tomas Alfredson.

Il fronte del remake nel cinema degli Stati Uniti è in crescendo ed è sempre più potente al punto da portare anche grandi registi come Spike Lee e David Fincher a cimentarvisi come fece Martin Scorsese con The Departed (tratto dall’eccezionale Infernal Affairs di Andrew Lau & Alan Mak), uno dei pochi casi di remake riusciti, a cui aggiungo il Vanilla Sky di Cameron Crowe (dal film spagnolo Abres los ojos di Alejandro Amenabar), ma cosa succederà quando Spike Lee terminerà di girare la sua versione di Old Boy? Cos’aveva che non andava il film di Park Chan-wook? Non si può nemmeno parlare di un flop commerciale visto che il film del regista sud-coreano è stato un successo planetario, perché farlo dimenticare per creare un successo nazionale e successivamente di nuovo globale per cancellare il precedente? Perché è questo che succede rifacendo film, si mette una pietra sopra quello realizzato precedentemente, e spesso si parla di film stranieri di qualità che la gente non ha voglia di recuperare perché ormai ne ha visto la versione nuova, più facile da digerire, più popolare. Spesso mi trovo a dire “l’originale è più interessante” o “è meglio”, ma la risposta, anche da persone che il cinema lo vivono e lo venerano, è spesso di disinteresse. Con questo vorrei tanto poter invitare tutti voi a vedere sempre i film originali, prima o dopo della visione del remake, ma sempre recuperare quei piccoli o grandi film che rischiano così il dimenticatoio, lasciando talvolta merito di grandi capacità creative a pellicole che si sono limitate a prendere le idee da altre persone. Altrimenti davvero presto o tardi Hamlet 2 sarà una realtà.

… e se non si tratta di un remake è un sequel. E’ come il McDonald del cinema, questo franchise, talmente forte da poter cominciare a costruire nuovi ristoranti prima ancora di sapere se il primo ad aprire sia piaciuto o meno. E’ il caso di The Amazing Spiderman, reboot della serie di Spiderman di Sam Raimi, impacchettato a distanza di pochi anni dagli ultimi appena finiti, che non si può dire fossero dei flop. Quello che voglio dire è che il protagonista Andrew Garfield è stato già messo sotto contratto e preparato a girare The Amazing Spiderman 2, perché sanno che il primo sarà automaticamente un successo perché alla gente piace e piace anche troppo. Talvolta bisognerebbe cercare di educare noi stessi a cercare il piacere della novità, di una storia ben raccontata, originale, senza essere accompagnati per mano dal nostro Supereroe di quartiere o dall’Assassino di turno che anche se lo uccidi, spari in testa, sbudelli, sventri, smembri, dai in pasto ai maiali, ai furetti, agli elefanti della Birmania nord-occidentale oppure in pasto a un branco di tubi d’acciaio incarniti, tornano sempre a cercare di uccidere te e tutto il condominio tuo perché sanno che lo spettatore si è abituato a quello ed è più felice di vedere e conoscere quello che ha già visto e già sa.

Una lista di tutti i remake, sequel, prequel, spin-off in produzione e/o prossima uscita?Perché no: The Dark Knight Rises (forse l’unico degno di uscire), L’alba del Pianeta delle Scimmie, Final Destination 5, Paranormal Activity 3, Il Gatto con gli Stivali, Sherlock Holmes – Un gioco di ombre, Blade Runner, Ghostbuster 3, Cane di paglia, Arthur 3 – la guerra dei due mondi, The Amazing Spiderman, The Avengers, Star Trek 2, Godzilla, Il segreto dei suoi occhi, Old Boy, The Debt, La Casa, La Cosa, Alvin Superstar 3: si salvi chi può, Don’t be afraid of the dark, Fright Night, The Human Centipede 2, Superman: Man of Steel, Footloose, Happy Feet 2, Piranha 3DD, Uomini che odiano le donne, Underworld Awakening, The Amityville Horror: The Lost Tapes, Ghost Rider: Spirit of Vengance, Wrath of the Titans, Scary Movie 5, Men in Black 3, Madagascar 3, G.I. Joe 2, L’Era Glaciale: la deriva dei continenti, The Bourne Legacy, Toy Story 4, Mission Impossible: Ghost Protocol, Step Up 4, The Expendables 2, Atto di Forza, Diario di una schiappa 2, Dredd, Resident Evil: Retribution, The Texas Chainsaw Massacre 3D, Halloween 3D, 47 Ronin, Spy Kids: All the time in the world… e altri ancora. A me personalmente spaventano, anche perché questi saranno i film che faranno più soldi in assoluto, facendo strage di quelli che meriterebbero di avere almeno 1 spettatore in sala.

Fausto Vernazzani

3 pensieri su “Hamlet 2: Horatio's Legacy – A proposito di Remake, Sequel & Compagnia cantante

  1. Concordo,non è un modo per rielaborare una storia e proporre al pubblico un nuovo spunto,ma
    patetico e ridicolo business sull’ovvio massificato e banalizzato.Sicuramente qualche volta capita
    che un remake sia degno di nota,(la cosa di carpenter è un capolavoro assoluto),ma spesso queste
    operazioni sono gestite da idioti e veri assassini dell’immaginario pubblico.Oltretutto il gusto dello
    spettatore medio si è abbassato ai ritmi e profondità della tv media,quindi il risultato è fare qualcosa che riempia il tempo,ma senza troppo impegno e sforzarsi.
    Nondimeno cè ancora qualcosa di buono in giro

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  2. Esattamente Davide, sono d’accordo con te, si banalizza qualcosa per renderlo più usufruibile a chi è ormai assuefatto alla meccanica televisiva. Se i remake fossero controllati o comunque realizzati da persone che sanno il fatto loro io ci starei pure, purché non diventi la regola come è ormai al giorno d’oggi… il remake è una cosa normale all’interno del cinema e non solo gli USA lo fanno, ma anche altri paesi come Spagna, Italia, Cina e soprattutto India, però c’è un limite a tutto e soprattutto alla decenza.

    Ma che dobbiamo fa’… business, si.

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