L'Esorciccio (Ciccio Ingrassia, 1975)

di Roberto Manuel Palo.

L’Esorciccio è un cult diretto da Ciccio Ingrassia.

Il film è una parodia dell’ horror di William Friedkin L’Esorcista, uscito nei cinema due anni prima. Una perla che brilla nell’olimpo del thrash movie italiano che stava diffondendosi in quegli anni e che sarebbe arrivato al culmine nel decennio successivo per poi lasciare spazio a rutti, scorregge e doppi sensi.

In Iran l’Esorciccio scopre un amuleto verde capace di demonizzare chiunque ne entri in possesso. A Santa Lucia di Mentana, provincia di Roma, durante una partita di calcetto, il figlio del Sindaco della città, Luigino, entra in possesso dell’amuleto e violenta alcune contadine. Il padre non crede alle accuse e, essendo in pieno periodo elettorale, crede che sia una mossa dell’avversario politico Turi Randazzo per screditarlo. Fin quando scopre un sacco di mutandine femminili nella camera del figlio. Il medico di famiglia gli consiglia di rivolgersi all’Esorciccio, mago guaritore ed esorcista. Mentre l’Esorciccio rischia di essere strangolato da Luigino, l’amuleto abbandona il proprietario che guarisce all’istante. La figlia del Sindaco, Barbara, entra in possesso dell’amuleto, trasformandosi in una ninfomane dando spettacolo con uno strip-tease mozzafiato alla sua festa di fidanzamento. Pasqualino, il Sindaco, chiede aiuto all’Esorciccio.

Insomma quest’amuleto verde è un’autentica prostituta che non prende soldi. Passa di mano in mano facendo i propri porci comodi, incurante se la vittima è uomo o donna, maggiorenne o minorenne.

Lino Banfi è in gran forma ed interpreta il Sindaco Pasqualino Abate, autentico mattatore dell’intera pellicola. Il film è girato con un budget minore di una pensione da Ciccio Ingrassia, interprete de l’Esorciccio. In assenza di effetti speciali, il film è sostenuto dall’alta mole di gag che ancora oggi strappano un sorriso.

Geniale la trovata di usare l’aglio, l’olio e il peperoncino per l’esorcismo a Barbara Abete, prodotti notoriamente utilizzati, nella tradizione popolare, per scacciare il male. La scena, nell’originale, in cui il Maligno vuole aumentare i sensi di colpa di padre Karras assumendo le sembianze della mamma lasciata morire sola in una casa di cura per anziani, ne L’Esorciccio è parodiata in maniera geniale.La mamma assume le sembianze mostruose e baffute di Salvatore Baccaro cammeo che passerà alla storia.

Le parodie americane tipo Scary Movie, Epic Movie eccetera hanno moltissimo da imparare dall’ Esorciccio.

Questa fu la seconda e ultima regia di Ingrassia che cercava di distaccarsi dal suo inseparabile collega Franco Franchi. Nella seconda metà degli anni ’70 il rapporto tra i due era ormai equiparabile a quello tra Fini e Berlusconi. Ma il film al cinema fu un flop clamoroso e ciò fece desistere Ingrassia dal continuare la sua carriera da regista confermando che, a volte, ad andare avanti non è sempre il migliore.

See You Soon!

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