The Fox Family (Lee Hyung-Gon, 2006)

di Roberto Manuel Palo.

Delirio assoluto. Uno stupendo delirio assoluto. Un misto tra horror, splatter e comicità demenziale davvero esplosiva. Ed è, in più, un musical esilarante.

Le prime due cose da dire sono: Park Si-Hyeon è una bonazza che non vi dico ed è anche una attrice non male. La seconda è che Park Jun Gyu è un attore mostruoso.

Il Gumiho è un essere leggendario coreano conosciuto anche col nome “volpe a nove code”. E’ sempre malvagio e si può trasformare in qualsiasi cosa. Può trasformarsi anche in una donna bellissima e sensuale per sedurre gli uomini e mangiarne il fegato.

Il film parla di una famiglia di Gumiho che vuole diventare umana. Un uomo, abile nell’ingannare la gente, Ki Dong, accidentalmente, entra in contatto con la figlia maggiore del signor Gu e scopre la vera identità di questa strampalata famiglia. Per non essere ucciso Ki Dong riesce a convincere la famiglia Gu di essere in grado di procurargli tre persone  entro 30 giorni. Intanto, però, tra Ki Dong e la figlia maggiore del signor Gu nasce un sentimento inatteso. Per le strade iniziano a verificarsi numerosi omicidi e un detective sospetta della famiglia Gu.

La specialità di questo film sta nel fatto che i momenti di maggior tensione vengono spezzati da scene completamente deficienti.

Il colpo di scena finale è veramente inatteso.

Tutto il film è una esaltazione dell’essere umano e un’esaltazione della presa per il culo. Fin dall’inizio ci fa tenerezza la voglia enorme di questa famiglia di diventare umana, di provare sentimenti umani, di non essere considerati come mostri. Ma i Gu non sanno che l’essere umano sa essere anche meschino e approfittatore oltre che capace di uccidere e di essere ancora più mostruoso di loro. I Gu sono convinti di poter sbranare chiunque senza aver paura, ma lo stesso Ki Dong prende in giro i Gu usando telecamere nascoste nelle statuine per vedere la figlia maggiore che si fa la doccia o si spoglia.

Emblematica la canzoncina del ragazzo Gu che dice:”Per diventare umani possiamo sopportare tutto. In un mondo pieno di umani dove ci sono esseri anche non umani, perchè noi vogliamo essere umani?”. Il perchè lo spiegherà una canzone della figlia maggiore che racconterà che lei ha voglia di avere sentimenti umani, amare una persona e che la persona che amerà dovrà morire per renderla umana.

C’è un bellissimo monologo del signor Gu (Ju Heyon) che cerca di salvare un’umana che tenta il suicidio gettandosi dal ponte perché è brutta e nessuno la vorrà mai. Il signor Gu dice che la ragazza non deve gettarsi nel fiume perché tante persone la invidiano. Perché? Perché è umana e prima di morire deve provare l’emozione di innamorarsi.

Divertentissima la parte in cui questa ragazza dice alla nonna che gli uomini si innamorano solo delle belle ragazze e vorrebbe che tutte le cose belle muoiano e la nonna gli risponde:”Persino i pesci nel fiume scapperebbero alla vista della tua faccia. Muori tu, piuttosto, bruttona!”

Le canzoni sono tutte bellissime. Ma la canzone del reclutamento di persone per il circo e la gara di Hip pop tra polizia e manifestanti le battono tutte.

Il film, ovviamente, non è stato distribuito in Italia e ci sono dei santi che hanno rilasciato i sottotitoli in italiano.

See You Soon!

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