Dimmi come fai sesso e ti dirò chi sei

Dimmi come fai sesso e ti dirò chi sei

Il sesso rivelatore al cinema.

Mettiamo che sei seduto sulla tua comoda sedia ergonomica con un piatto di orsetti gommosi urlanti a guardare un film e in quest’ultimo improvvisamente appare un uomo che comincia a fumare. Cosa penseresti? Poffare, ma codest’uomo l’è cattivo! E penserai giusto.

Dire che ci sono segnali che ti fanno capire qual è il ruolo di un personaggio all’interno di un film è dir poco. Se uno fuma è logico che morirà di lì a un istante oppure smetterà entro la fine della storia, chiedetelo a Constantine che stava per andare all’inferno per via di una sigaretta di troppo.

Altri semplici segnali sono cibi poco nutrienti come noccioline, m&m’s, mignoli e altre cose simili, e poi c’è anche il sesso. Il ruolo del sesso all’interno del cinema è probabilmente una delle cose più schematizzate – e maschiliste – che si possono trovare in sala. Analizziamo dunque i tre principali elementi.

Il Sesso Orale

È abbastanza raro trovare dei personaggi che svolgono quest’attività, e già vedere una cosa simile significa che non siamo nel solito melodramma e che di sicuro non si tratta di una simpatica love story, bensì di una commedia o di un film a tinte nere.

Cominciamo innanzitutto col distinguerlo nelle sue due destinazioni: fellatio e cunnilingus. Chi esegue l’atto di genuflessione dinanzi all’organo riproduttivo maschile? Senza dubbio non una simpatica Julia Roberts – anche se le dimensioni della sua bocca potrebbero far pensare il contrario – e nemmeno Dakota Fanning, ma sarà sicuramente una poco di buono dotata di una certa dose di disturbi mentali (ricordate cosa fa Cameron Diaz in Vanilla Sky?) con qualcosa da nascondere come piani malvagi o yo-yo assassini nello sgabuzzino.

Insomma, quando una donna s’inginocchia dinanzi allo space shuttle non è un’adoratrice dell’astronomia, ma qualcuno che sta tramando contro il protagonista, un’idiota o più semplicemente una donna di facili costumi.

Se così fosse anche nel mondo reale ci sarebbe da preoccuparsi, ma per fortuna, a parte casi particolari, questa regola cinematografica non vale. Dopo aver parlato degli aspetti nascosti dietro l’utilizzo di Chupa-Chups organici ecco che viene a noi la genuflessione dinanzi all’organo riproduttivo femminile o anche detto Leccare la patata – per citare Castor Troy aka Nicolas Cage nel capolavoro (ehm) Face/Off.

Leccare la patata è una cosa cattiva. Non si fa. Se un uomo in un film fa una cosa del genere è ambiguo e non ci si deve fidare di lui. Lo dice lo stesso Castor Troy che è un cattivo coi fiocchi e controfiocchi che a lui piace, e, un altro a cui piace è l’ambiguissimo Mark Ruffalo – con dei baffi molto poco affidabili – che dona i piaceri dell’acrobazia linguosa niente poco di meno che a Meg Ryan nel thriller In the Cut; una che non ti aspetteresti mai di vedere spogliata e vogliosa, eppure l’ha fatto.

Per riassumere il tutto, se vedete qualcuno fare del sesso orale al cinema, non è idillio e non è amore, ma prostituzione o il ritratto di una persona cattiva. Pensateci bene, quando vedete una commedia con Ben Stiller, Jim Carrey, eccetera, eccetera, ci sono scene di sesso diverso dal solito missionario, ma chi le fa è il/la protagonista? No, e se un protagonista fa qualcosa del genere dovrà cercare redenzione in un modo o nell’altro, come ad esempio Jason Segel in Non mi scaricare.

Il Missionario

Undicesimo comandamento: non fate sesso in una posizione che non sia il Missionario. Il vero unico protagonista d’animo buono non fa mai sesso diversamente da questa posizione. Lui sopra, lei sotto.

L’uomo deve dominare assolutamente, qualche volta alla donna è concesso di stare sopra, ma è lui che deve controllare il tutto. Il dolce amore può esprimersi solo in questo modo, e noi lo vediamo al 90% solo in questa posizione, quando due personaggi si amano, si abbracciano, lei si butta sul letto, lui le salta sopra e fanno tutto molto molto moooolto delicatamente.

E dopo 2 minuti finisce.

Ovviamente sono tutti soddisfatti perché loro si amano davvero, non si parla di orgasmo, non sia mai – a meno che non sia una commedia e in quel caso comunque ci son solo battutine a riguardo. Pensiamo a Vi presento Joe Black, dove c’è una meravigliosa scena di sesso in cui si spogliano per 3 ore e si danno da fare per 30 secondi con grande soddisfazione per tutti nella posizione del Missionario perché loro sono buoni e giusti, anche se si può dire che lui abbia qualche morte sulla coscienza.

Se lei in qualche film fosse invece sopra per troppo tempo fate attenzione: una donna che cerca di dominare non è una brava donna. E qui sta tutto il maschilismo del cinema: sottomissione assoluta se vuoi essere la dolce protagonista. Ne La Nona PortaRoman Polanski dà una bella soggettiva dal basso di un Johnny Depp cavalcato da Emmanuelle Seigner in versione demoniaca, il che è tutto dire.

Il 90° Minuto

All’interno del 90° minuto rientrano tutte quelle attività che richiedono l’imitazione della pecora, riferito sia a maschi che femmine. Ai maschi è però concessa questa posizione, anche se non piace alla televisione far vedere certe cose, al cinema si può fare perché è effettivamente l’unica cosa che possono rappresentare, al di là del semplice petting, sul grande schermo (ricordate la regola del NO alla fellatio se siete buoni), ma alle femmine no. Una femmina che muggisce non è una brava femmina.

Onora il padre e la madre ci presenta Marisa Tomei insieme a Philip Seymour Hoffman in quella posizione e, tu guarda un po’, nessuno dei due si rivela essere proprio il numero 1 della bontà. Per quanto sia una posizione di sottomissione come piace ai maschietti che producono i film, non è vista bene per la facilità con cui ci si può sbagliare riguardo al tunnel preso in quella posizione.

La Chiesa ce lo ricorda che certi atti sono innaturali e quindi il cinema non si azzarda a sottolineare certe possibilità che possano sembrare blasfeme ad un pubblico bigotto e, quando lo fa, punta il dito senza pietà. Un film esemplare – ma anche per le altre categorie – può essere Brivido caldo, dove la bellissima Kathleen Turner si dà in tutte le posizioni possibili e immaginabili: la sexy bionda non è una di cui fidarsi, proprio no.

In conclusione, se in un film vedete qualche personaggio fare sesso in un modo diverso dal Missionario, in un posto che non sia un divano o un letto, non fidatevi. Quel personaggio nasconde qualcosa o comunque entro l’ultimo secondo del film farà di tutto per dimostrare di essere cambiato e che certe cose non le farà mai più, e godrà solo degli istanti d’amore insieme alla sua bella! Andate in pace.

Doveroso post-scriptum

Se state pensando che mi stia dimenticando la masturbazione, non è così, non lo specifico perché penso che nessuno possa mai anche solo pensare a Tom Cruise chiuso nel bagno ad amoreggiare con Federica, lui è un protagonista e così tutti gli altri. Loro non si fanno seghe.

Fausto Vernazzani

3 pensieri su “Dimmi come fai sesso e ti dirò chi sei

  1. vado un po’ ot..A parte che il tuo post è davvero arguto e spiritoso,bravo.
    Per me il sesso nel cinema è assolutamente pleonastico e ridicolo,per un paio di minuti vediamo due persone che simulano una cosa abbastanza pacchiana se non fatta davvero
    Quindi bravissimo Von Trier con la sua orgia reale in Idioti,quindi o si elimina o se dovesse essere girato che sia una scopata reale.
    No?

    E poi è vero:che palle la posizione del missionario,sopratutto per noi occhialuti che abbiamo moltissima fantasia,lo sapevate?Sappiatelo su rairieducational channel!

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    1. A pensarci sono inutili tutti i gesti “umani”, come mangiare, bere, andare in bagno, fare sesso, ma se queste cose vengono adattate nel modo giusto possono essere perfette, ma logicamente il sesso passa meno inosservato ed è più facile farsi un giudizio, mentre ci si dimentica magari di orribili scene mangerecce! Film come Ultimo tango a Parigi senza scene di sesso non funzionerebbero mai, ma siamo appunto su un ambito più europeo… sono gli Americani che rappresentano il sesso in maniera così schematica rendendolo pacchiano come dici tu, ma quello realizzato in altri paesi è invece molto più funzionale e quasi mai inutile (eccetto il caso di “Lussuria: Seduzione e Tradimento”, in cui è INUTILE con tutte le lettere maiuscole, ma Ang Lee è ormai iper-occidentalizzato). Sul sesso reale al cinema poi non so, a volte ha senso, altre invece è messo là solo per far mostra di sè e del suo essere reale, escludendo Von Trier però… vidi “9 Songs” di Winterbottom e francamente… INUTILE. Così anche altri film… boh, credo semplicemente che dovrebbero vedere la cosa come un elemento più naturale e con i suoi aspetti significativi al di là di una prospettiva maschilista e vittoriana come fanno gli statunitensi! Ed avere più fantasia come NOI occhialuti, si xD!
      Faust

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      1. Si,in effetti è quello che sostengo.L’occidentale americanizzato offre scene spesso ridicole:vai con il sax in sottofondo,i lunghissimi sguardi da pesce lesso,oppure strappamose li vestiti manco fossimo lottatori de wrestling
        Sono girate in modo pacchiano,demerito a mio avviso anche del montaggio.Girati per il prurito del piccolo borghese dell’arkansans e poi distribuito alle colonie in europa e resto del pianeta.

        ps:chiaramente noi occhialuti siamo troppo i migliori anche in questo campo

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