Giustizia Privata (F.Gary Gray, 2009)

di Roberto Manuel Palo.

Giustizia Privata è un film per chi vuole allenarsi nel prevedere. Ciò non è legato al fatto che tu, spettatore, devi preoccuparti perché hai dei poteri ma è legato al fatto che questo film è scontato fin dal titolo.

Il film si apre con un uomo a cui viene sterminata la famiglia e il suo avvocato patteggia con l’assassino. Subito dopo esce la scritta “10 anni dopo” e tu hai già capito tutto. Succede così che, a causa della mancanza del colpo di scena e della sonnolenza con cui si susseguono le varie sequenze, il colpo di scena te lo crei tu alla fine della pellicola. Ti alzi dalla sedia e vai ad abbracciare e ringraziare tutti quelli che ti hanno consigliato questo film invece di dargli una criccata sui denti.

Giustizia privata è stato molto apprezzato dal pubblico ed io ancora devo capirne il motivo. Forse sarà per quei messaggi moralizzatori e quelle frasi ad effetto che fanno breccia sullo spettatore e vengono usate come attrattiva per mascherare la pochezza di una pellicola. Oppure sarà per il padre avvocato che non si caca mai i concerti di violoncello della figlia e poi (SPOILER), avendo avuto la paura di vederla morta, segue anche i concerti che fa in bagno quando sta male con lo stomaco alzandosi in piedi e applaudendo dopo lo spettacolo.

I concerti della figlia dell’avvocato di Clyde Shelton (Nick Rice, interpretato da Jamie Foxx) sono un’altra cosa assurda. Suona due note facilissime sul violoncello e partono applausi scroscianti, standing ovation neanche fosse la nuova Giovanni Sollima. Mi ha ricordato le puntate di Holly e Benji. Io l’ho sempre detto che noi abbiamo perso un’occasione. Dovevamo suonare Fra Martino col flauto all’Opera di Parigi o al San Carlo di Napoli. La nostra vita sarebbe cambiata completamente e saremmo tutti degli artisti di fama mondiale. Ma non è andata così. Non puoi opporti al destino, come dice lo sterminatore della famiglia di Gerard Butler (Clyde Shelton).

Clyde, nel suo atto di far crollare l’intero sistema politico americano sterminandone tutti i suoi elementi più importanti, uccide il giudice che ha accettato il patteggiamento con un metodo inatteso, un proiettile nel cellulare. E’ stato bello perché Shelton inoltra la telefonata al giudice dalla cella di isolamento in cui è rinchiuso, lei risponde e si prende una pallottola dritta nel cranio. Una vera e propria scena da urlo!

Eh, sì, perché la banalità della pellicola colpisce anche l’ordine che Shelton sceglie per le sue vittime. Dalla scritta “10 anni dopo” tu hai già capito l’ordine di esecuzione degli omicidi, quindi aspetti sperando che almeno li uccida in maniera originale. Tu spettatore capisci immediatamente il metodo utilizzato e realizzi subito come Shelton uccida nonostante sia chiuso in una cella e, poco dopo, in cella di isolamento. Non posso neanche avere lo sfizio di darvi degli SPOILER perché il film vi ha SPOILERATO tutto sin dal titolo e dai primi cinque minuti.

See you soon!

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