I mercenari (Sylvester Stallone, 2010)

di Fausto Vernazzani.

Quelle di Sylvester Stallone sono braccia rubate alla televisione. Come attore è ormai entrato nella storia del cinema per i suoi grandi ruoli, ma come autore e regista non in molti lo tengono in conto, ancora meno sono quelli che sanno che lui stesso si è scritto la sua fortuna come attore. Fatto sta che se avesse lavorato per la televisione non sarebbe stato uno qualunque, ma uno che ne avrebbe fatto la storia.

Questo perché le sue opere non hanno affatto l’aspetto di un film, ma di episodi di un serial, basti vedere i sei capitoli di Rocky che, eccetto il sesto un po’ troppo ‘incredibile’, mantengono una struttura semplicemente perfetta nel loro genere. C’è poi Rambo e  successivamente Barney Ross con il suo team di mercenari in The Expendables, che appare in tutto e per tutto come l’episodio pilota di una lunga serie di telefilm da 40 minuti l’uno, appuntamento alle sei del pomeriggio per avere una bella scarica d’adrenalina.

Personalmente darei oro per poter vedere una serie televisiva realizzata da Stallone. Sarebbe probabilmente una tamarrata bestiale, le battute non farebbero ridere nemmeno Jessica Fletcher appena reduce dalla morte di suo zio, ma alla fine dei conti potrebbe essere una creatura su cui vale la pena di sintonizzarsi, specialmente oggi che si dimentica l’azione in favore di thriller pseudo-intelligenti di cui scopri il colpevole nel giro dei primi 10 minuti grazie a esperti d’ogni genere (mancano solo i proctologi investigatori).

E più di tutto Stallone ha cuore. Lo dimostra ancora una volta in questo scontatissimo I mercenari, in cui i buoni sono buoni e i cattivi sono cattivi, ma possono sempre redimersi. Barney Ross (Stallone), Lee Christmas (Jason Statham), Ying Yang (Jet Li), Toll Road (Randy Couture), Gunner Jensen (Dolph Lundgren) e Hale Caesar (Terry Crews) sono un team di mercenari che vengono incaricati da un agente della CIA sotto copertura (Bruce Willis) di eliminare il Generale Garza (David Zayas) che ha sovvertito il potere su un’isola del Golfo. Durante un sopralluogo incontrano Sandra (Giselle Itié), sovversiva che si troverà nei guai. Sta al team di Barney salvarla e riportare ordine.

Così è I mercenari, che per quanto scontato non fa suoi una marea di cliché e schemini del classico film d’azione contemporaneo che sono effettivamente le più grandi sorprese. L’azione è coinvolgente, non esagerata, Stallone nonostante i suoi 64 anni riesce a reggere il ruolo e dalle numerose inquadrature sul suo volto, si direbbe anche senza controfigura, e per questo ci vorrebbero dei complimenti a questo bel nonnetto che con un po’ di trucco sembra un rampante cinquantenne sull’orlo di un collasso.

Esattamente il contrario di Mickey Rourke, ri-nato come wrestler distrutto, e qui nel ruolo di Tool, un ex-mercenario in cerca della vita e della felicità che sente di aver perduto con il suo vecchio mestiere. Lui non sembra decisamente in forma. Il resto del cast non necessita di presentazioni essendo quasi tutti star conclamate del genere, in primis il nuovo arrivato Statham che, al contrario degli altri, non saranno più di 10 anni che è in circolazione. Tra tutti gli action movie usciti negli ultimi tempi questo è una piacevole perdita di tempo, meritando di essere paragonato al Predators di Antal più che agli altri 2 film incentrati sul tema della squadra A-Team e The Losers, anche perché a differenza di questi lascia che siano le azioni a parlare per i personaggi e non una presentazione in power-point di fotogrammi che ti mostrano chi sa fare cosa e poi amen, chi s’è visto s’è visto.

Impagabile quel paio di minuti che vede faccia a faccia 3 dei grandi attori dell’action movie, ognuno che recita nel ruolo che ha sempre interpretato: Stallone il duro omaccione buono, il Governator Arnold Schwarzenegger con la sua solita auto-ironia e Bruce Willis che come sempre prende per il culo tutti quanti. Logico che non si tratta di un capolavoro, la regia a volte lascia a desiderare e Stallone è simpatico come un comico di Colorado Café – per inciso, fa abbastanza pietà – e molte saranno le persone che non ci troveranno niente, ma tra tante scazzottate, quella tra Jet Li e il vecchio Ivan “Te spiezzo in due” Drago, Dolph Lundgren, un’occhiata la vale eccome.

Un pensiero su “I mercenari (Sylvester Stallone, 2010)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...