Memento (Christopher Nolan, 2000)

di Roberto Manuel Palo.

Ogni mattina Leonard Shelby (Guy Pearce) si sveglia e sa che non ricorderà un’ emerita mazza di ciò che ha fatto il giorno prima. Per essere precisi, dimentica di ricordarsi entro due minuti dalla ricezione dell’informazione.

In Memento di Christopher Nolan l’inizio è la fine e la fine è l’inizio. Dalla fine, in due ore, si ricostruisce l’incipit che ha portato a quella fine. Praticamente geniale.

Povero Leonard. Può aver trombato tutte le donne della terra, ma crederà sempre di essere stato fedele. La sera torna a casa e fa la preghierina: “Oh, cara mogliettina, io non riesco ad andare avanti senza di te, non ho il coraggio di trovarmi un’altra donna” con tutta la faccia cosparsa di rossetto e tre ragazze nel suo letto: “Cara, ci sono tre strane tipe che stanno nel mio letto, ma che vogliono? Dove ero rimasto? Ah, sì. Cara, te l’ho già detto che non riesco ad andare avanti senza di te e non ho il coraggio di trovarmi un’altra donna?”. Una notte, la moglie gli apparve in sogno e disse:”Ciao, caro” “Oh, cara, lo sai che non riesco ad andar…” “Aggia capit. Tu lo sai che ti sei fatto tutte le donne della terra?” “No, non dire così” “E così, invece” “Ciao, cara, lo sai che non riesco ad andar…” “Questo lo hai già detto!” “Oh, davver…Cara, lo sai che non riesco più a star…” “Ma vafangul’ tu e non riesco a stare senza di te. Ammocct e uaglione, và”. Un pover’uomo, davvero.

Anche perché  per ricordare, fa foto, scrive su bigliettini, si scrive sul corpo. Quindi non è che può segnarsi tutto, un corpo non basterebbe e i murales son troppo ingombranti. Immaginatelo all’università. Non avrebbe avuto vita molto facile. “Tu, che hai scritto su quel polso?” “Niente, solo Facts 5: drugs dealer” “Non è vero, è il teorema di Weierstrass, si vede chiaro” “Oh, cara, lo sai che non riesco a stare senza di te” “Ma cosa sta dicendo? E cos’ha scritto sotto al collo” “Hanno rapito e violentato mia moglie” “Non è vero, mi sembra chiarissimo che qui ci sono suggerimenti per rispondere alla domanda su Saussure” “Ma chi è stu Saussure? Oh, cara, ma lo sai che non riesco a stare senza di te” “Aridaglie. Basta. Consegni e se ne vada” “Le ho mai parlato del mio disturbo?” “No” “Oh, cara, lo sai che non riesco a stare senza di te?” “Credo di capire il suo disturbo. Chiamo il manicomio” “Le ho mai parlato del mio disturbo? Lei chi è?” “SE NE VADA”.

La vita è difficile per un uomo del genere. Puoi essere preso in giro da chiunque e chiunque potrebbe farsi credere il tuo migliore amico. “Ciao, chi sei?” “Sono Natalie” “Ci siamo mai incontrati?” “Io dico di sì. E tu?” “Boh” “Ma lo sai che sei una testa di minchia?” “Uè, ma come ti permetti?” “Si nu curnute, femmeniello, n’zivuso, guallaruso, ricuttaro, merdaiuolo, sicchio e lota, scausacane, soreta sa fa cu Kink Kong, si comme nu telegiornale senza notizie: NU SIERV!” “Ciao, chi sei?” “Sono Natalie” “Ci siamo mai visti?” “L’ultima volta che ci siamo incontrati non è stato proprio bellissimo” “Ah, capisco. Cosa vuoi?” “Voglio aiutarti. Io ho bisogno di te e tu hai bisogno di me” “Scopiamo” “E glià, tant aropp t scuord” “Vuttamm a past”. Cioè vi rendete conto, poverino, che vita. Fanno un omicidio. “Chi è stato?” Natalie:”E’ stato lui”, rivolto a Leonard. Leonard:”Ciao, chi sei? Le ho mai parlato del mio disturbo? Oh, cara, lo sai che non riesco ad andare avanti senza di te”.

See You Soon!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...