Braveheart (Mel Gibson, 1995)

di Roberto Manuel Palo.
Per il ciclo potevi durare anche sette ore, eri bello lo stesso. Doveva essere bello vivere in Scozia negli anni in cui è vissuto William Wallace detto Braveheart. William Wallace è il classico tipo: “Ma dai, proviamo, la vita è una sola”. Noi comuni mortali del XXI secolo, se ci interessa una persona, chiediamo un appuntamento e, al limite, riceviamo il due di picche. Nel 1300, in Scozia bastava fare quattro cose: 1) puntare la fanciulla; 2) fissarla intensamente in modo che, anche se sei la morte, lei rimane affascinata dal tuo sguardo intenso; 3) farla correre per i boschi; 4) Sveltina e amore folle assicurato. A scelta, nei boschi, ci si può anche sposare. Ovviamente prima o dopo l’aver scopato perché durante, a quei tempi, i preti si sarebbero scandalizzati un po’. Una bella cerimonia intima e privata, così i Lord Inglesi non potevano mettere le corna stesso il giorno del matrimonio al povero maritino.
William Wallace (Mel Gibson) adotta questa tattica con Murron (Catherine McCormack). Gli riesce e Murron gli dice: “Ti amerò finché avrò vita”. Il giorno dopo era già morta. Ma, in tutto ciò, William Wallace, chi è? Allora: immaginate che un giorno Fidel Castro si sveglia e dice: “Oggi voglio invadere l’America“. Ecco, ora rapportate questo esempio al 1300. William Wallace, dopo aver scoperto che la moglie è stata uccisa dagli Inglesi, raduna un gruppo di ribelli disperati. Disperati perché, secondo la legge degli Inglesi, dovevano diventare cornuti lo stesso giorno del loro matrimonio. Infatti i nobili inglesi, secondo la Ius primae noctis, avevano il diritto di trascorrere la notte con la donzella che si è appena sposata. Wallace voleva la libertà della Scozia e, siccome si riteneva un abile stratega perché vinceva sempre a Risiko, sfidò gli Inglesi. All’inizio vinse alcune battaglie importanti e se ne vantava dicendo: “Uau, è quasi più facile che lanciare i dadi. Perdo poche armate, ma con i territori mi rinforzo”. Allora decise di invadere l’Inghilterra: “Mi stanno solo attaccando, ora voglio attaccare un po’ io. Sposto le armate a York. Caricaaaaa!“.
I soldati gridavano il suo nome. E Wallace conquistò anche York. Ma Wallace non aveva fatto i conti con il fatto che al Risiko le alleanze si possono fare e quasi sempre ci si può fidare, ma nella realtà non è così. Lo scopre a Falkirk dove due nobili scozzesi, che avevano dato il loro appoggio per la battaglia, vengono corrotti da Edoardo Plantageneto e abbandonano il campo di battaglia. Wallace si vendicherà con gli interessi. Li ammazza e, intanto, si scopa anche la principessina d’Inghilterra giusto per passare il tempo, pensando: “I nobili inglesi cornificano noi? E  noi cornifichiamo il loro Principe!”. Questo è un signor film. Non annoia mai nonostante duri secoli. Secoli che passano subito. Alcune scene sono davvero emozionanti e ti dispiace molto quando muore qualche personaggio importante. Edoardo I Plantageneto è interpretato da Patrick McGoohan, formidabile interprete di numero 6 nella serie TV Il prigioniero del 1967. Beh, penso che posso fermarmi anche qua, visto che non voglio far durare la lettura di questa recensione quanto il film.
See you soon!

2 pensieri su “Braveheart (Mel Gibson, 1995)

    1. Se è (o era) per l’evidente incongruenza fra il contenuto della recensione e il voto assegnato, ci siamo appena accorti di aver commesso un errore di digitazione all’interno dell’articolo: il film non è da 0/5 ma da 5/5 (quindi non inguardabile, ma imperdibile). ;)

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