The Losers (Sylvain White, 2010)

di Fausto Vernazzani.

Ogni tanto gira una moda, quest’anno tocca ai film d’azione con un team di protagonisti altamente specializzati. Sarà perché così possiamo andare su Facebook ad auto-proporci quiz come “Quale personaggio di Rocco invade l’Asia sei?“. Abbiamo visto la magnifica A-Team con riesumati dalla preistoria televisiva un gruppo di soldati rinnegati e ricercati, vedremo un gruppo di vecchietti appena usciti dall’ospizio in The Expendables, capeggiati da uno Stallone che non capisce che a 64 anni comincia a perdere un po’ di credibilità. Ora è il turno di una massa di sfigati che si fa chiamare The Losers.

Il titolo è già un programma. La storia ha per protagonisti Clay (Jeffrey Dean Morgan), Rogue (Idris Elba), Jensen (Chris Evans) Cougar e Pooch, una squadra di soldati di chissà quali forze speciali, incaricati di fornire le coordinate di un villaggio in Bolivia dove si produce droga, così che un caccia statunitense possa bombardarlo e raderlo al suolo. Tralasciando che per risolvere un problema di questa natura di solito si opta per un blitz e non la polverizzazione, quale bisogno c’è di armarsi di tutto punto per dare solo delle coordinate? Non lo può fare anche una scimmia ammaestrata? Se anche cominciasse a urlare come una scimmia, quale sarebbe il problema? È una giungla. Fatto sta che loro devono andare armati fino ai denti.

Ma è presto detto perché (il senno di poi di quei personaggi già a conoscenza degli sviluppi): ci sono 25 bambini schiavizzati che devono essere salvati ad ogni costo, ma i cattivi dell’alto comando non vogliono fermare il bombardamento, così in pochi minuti corrono e li portano al sicuro a bordo di uno scuolabus trovato in un villaggio di cocainomani. Ma, colpo di scena, il crudele boss Max (Jason Patrick) fa saltare l’elicottero su cui han messo in salvo i piccoli, convinto di aver ucciso la mandria di perdenti ai suoi ordini. Tristezza assoluta, soldati dimenticati, eccetera, eccetera...

Eppure manca un ingrediente fondamentale per il genere ‘tamarro’: le belle gambe di un’attrice qualsiasi, ed ecco scendere in campo Zoe Saldana che senza motivo pestare Clay in una camera d’albergo, invece di parlargli come desiderava. Cosa ci fa questa bellezza in mezzo ai rinnegati? Vuole uccidere Max e aiutare i The Losers a tornare negli USA riabilitati. Interessante scoprire come mai lei sa della loro sopravvivenza: ha contato i denti dei cadaveri dell’elicottero.
Ora, un elicottero esplode in aria con 25 bambini e almeno 3 adulti, se ognuno ha almeno 32 denti, allora la povera Zoe ha contato quasi 1000 denti caduti giù in mezzo ad una giungla, non il massimo della praticità. In tutto ciò Clay non si stupisce di sapere che la scaltra ragazza abbia perso tutto questo tempo in una giungla della Bolivia, si vede che anche lui in passato si divertiva così. Perché mai usare quei superati puzzle da 1000 pezzi quando puoi contare denti di cadaveri?

Dall’altra parte c’è il cattivo Max, in giro con un guanto da topolino e la classica guardia del corpo semi-deficiente, sport preferito ammazzare la gente senza motivo giusto per il gusto di sottolineare il suo ruolo di villain all’interno del film. E basta. Lui è un pericoloso criminale, vuole scatenare la terza guerra mondiale utilizzando un congegno che assorbe e devasta intere zone di terra facendole sparire sott’acqua. Senza un perché. E i nostri perdenti non possono stare a guardare, ovviamente.

Mettetevi a fare un uovo sodo ed avrete più emozioni oppure costringete il vostro vicino a ballare vestito da Erode, ma se volete proprio vederlo, direi che avrete l’onore di osservare il protagonista più patetico del pianeta: Clay. Morgan è eccezionale nel rendere pietoso questo ex-colonnello, entra perfettamente nel ruolo del titolo, quello del perdente, glielo leggi in faccia. Cammina per tutto il tempo con l’espressione di un uomo condannato a non poter usare più di un rotolo di carta igienica nella vita. Se ci metti pure White (Sylvain White, il regista) che ogni tanto mette un fermo-immagine, per fare il finto effetto fumetto, sulla faccia di Clay allora… Uno può anche comprendere l’intensità della recitazione, l’introspezione psicologica, un uomo frustrato che ha perso tutto, ma con The Losers si è raggiunto il limite dell’inutilità.

Un gruppo di attori che dimostra di avere la stessa alchimia che c’è tra l’olio e l’acqua, non li vedresti in squadra nemmeno per un minuto se non fosse per Evans, il cui ruolo, per quanto idiota, in un modo o nell’altro fa da collante. Potrei dire che per spegnere il cervello questo film non è male, ma non lo voglio fare, non si va al cinema solo e costantemente per spegnere il cervello, c’è altro che meriterebbe il nostro tempo e denaro, specialmente in una settimana di buone uscite (miracolo estivo).

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