Pieces of a Woman - CineFatti

Pieces of a Woman in lutto

Le morti neonatali protagonisti di una conversazione necessaria in Pieces of a Woman

Leggendo la raccolta Poesie pubblicata da Guanda, un verso di Dylan Thomas mi ha fatto ripiombare in Pieces of a Woman: Principio tornato franando nel buio. È impossibile adesso per me scindere quel verso dal film scritto da Kata Wéber e diretto dal marito Kornél Mundruczó, adattamento di una piéce teatrale a sua volta trasposto dall’atroce esperienza dell’aborto spontaneo vissuto dalla celebrata coppia ungherese di cineasti. Anni dopo il lutto, appunti sparsi di un dolore diventarono materiale per uno spettacolo teatrale polacco che adesso, ambientato in quel di Boston, offre agli spettatori una delle migliori visioni dell’immediato processo di elaborazione di un lutto.

Con Vanessa Kirby conosciamo Martha e il marito Sean interpretato da Shia LaBeouf, innamorati ansiosi di accogliere la loro primogenita in un mondo dove opposti come loro due si attraggono. Finché l’innaturale li spezza: qualcosa va storto nel lungo parto in casa ripreso in un’unica sequenza lunga 22 minuti, l’ostetrica non può nulla e la bambina appena nata diventa cianotica nel giro di pochissimi secondi, morendo proprio mentre i paramedici sono alla porta. Quei ventidue minuti terminano in una dissolvenza in nero: Principio tornato franando nel buio.

Visualizza immagine di origine

La ragione trasparente

Quanto segue modifica l’inebetimento dello spettatore reso impotente per mezz’ora in un osservatore pregiudizioso. Mundruczó segue Martha lasciandola in un silenzio spettrale mentre Wéber riempie di parole e rabbia Sean, dà un’eloquenza prima assente alla madre di lei (Ellen Burstyn è Elizabeth) presupponendo dunque che il parlare di futuro e vendetta degli affetti che circondano Martha sia la giusta reazione al lutto. Essendoci passato, non l’ho pensato nemmeno per due minuti, eppure è chiaro che gli autori vogliano portare il pubblico a domandarsi se la silenziosa Martha abbia accettato o meno la tragedia e deciso di abbracciare l’odioso fare qualcosa.

Credo di averlo già scritto su cinefatti in passato: un lutto è una bomba che nella deflagrazione ferisce le persone in modo diverso. A volte il pensiero di persone legatissime è agli antipodi l’uno dall’altra e il caso di Pieces of a Woman è eclatante nel suo mostrare quei due opposti prima uniti, diventare due creature a sé: lui brama la vita, riscopre vizio su vizio ed esplode all’esterno convinto di star mettendo un piede davanti all’altro vivendo, mentre Martha in realtà non ha mai smesso di proseguire verso il futuro e con la macchina da presa di Mundruczó come fedele compagna, vive i giorni successivi per ciò che è diventata: madre di una bambina morta.

https://movieplayer.net-cdn.it/t/images/2021/01/08/pieces-of-a-woman-molly-parker-vanessa-kirby_jpg_750x400_crop_q85.jpg

La morte è nella vita

L’istinto materno non l’abbandona così come il corpo tende a ricordarle quello che avrebbe dovuto essere oggi. Impegnata ad allattare, magari a sorridere coi familiari e non a dover schivare le chiacchiere sul caso montato contro l’ostetrica (Molly Parker), afflitta dalla morte della bambina quanto i familiari e ora anche martoriata dalla gogna mediatica dentro cui è precipitata. Questo è impensabile per Sean ed Elizabeth il cui interesse è imporre la propria visione del dolore, incastrare il mondo attorno nel modo personale di processare gli eventi, senza che nessuno si sia mai seduto a porre a Martha una semplicissima domanda: come stai?

È una difficoltà niente affatto distante dalla realtà quotidiana. La donna in frantumi di Mundruczó e Webér nasce per rompere uno dei volti del tabù avvinghiato attorno alla morte: parlarne è uno strumento fondamentaler per dare valore alla vita. Nessuno comprende le scelte assurdamente felici di Martha, nessuno la segue con lo sguardo a sufficienza da capire che ogni suo gesto è in realtà aggrappato con le unghie, coi denti e con le lacrime a quella miseria che conosce di sua figlia. Un singolo dettaglio che stavolta manderà in frantumi lo spettatore una volta giunti a quel finale che penso abbia convinto la giuria di Venezia ad assegnare la coppa Volpi a Vanessa Kirby.

Visualizza immagine di origine

L’unico amico è il regista che le fa compagnia con una lente d’annata – uno zoom Panasonic degli anni Novanta – dando un look cinematografico eccellente se lo uniamo alla scelta di girare l’intero Pieces of a Woman su un fluttuante gimbal. Niente camera a mano da film indipendente che col “traballio” restituisca la sensazione di uno sguardo umano, la sensazione spettrale data dal gimbal dà occhi al vuoto in cui Martha lascia crescere dei semi.
È sorprendente come il 2020 abbia riflettuto su malattia e morte pur non sapendo quanto entrambe sarebbero state centrali per il mondo intero. Ed è donna la voce che le racconta: è Amy Seimetz con She Dies Tomorrow, Natalie Erika James con l’australiano Relic e ora Pieces of a Woman scritto da Kata Wéber.

2 pensieri su “Pieces of a Woman in lutto

    1. Non mi stupirebbe e francamente sarebbe anche ora. È ben noto che sia un piccolo stronzo, ora che esce fuori pure che è stato violento con FKA Twigs, mi sa che sparirà da Hollywood per un po’. Anche se il piccoletto è pieno di risorse, saprebbe come continuare a farsi notare e far parlare di sé.

      "Mi piace"

Rispondi a Fausto Vernazzani Cancella risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.