Hide and Seek - CineFatti

Hide and Seek (Huh Jung, 2013)

Il terrore degli angoli bui si fa reale con Hide and Seek – di Fausto Vernazzani.

Se le serrature non fossero sufficienti a proteggere il nostro nido privato, se la nostra privacy fosse in realtà costantemente violata e non fossimo mai soli? L’angoscia che l’ombra colta con la coda dell’occhio in una notte solitaria possa essere “qualcosa” può sbranarci dall’interno. Hide and Seek racconta proprio questo.

Sung-soo ha una vita normale, l’unico tassello fuori posto è un fratello con cui non è più in contatto. Arriva però il giorno in cui svanisce e tocca a lui il compito di rintracciarlo, a cominciare da una ricerca a tappeto nell’enorme condominio di periferia, dove ogni porta è contrassegnata da piccoli simboli incisi sulle pareti.

A decifrarli non ci vuole molto, ma l’inquietudine cresce quando li scopre anche fuori della sua porta di casa, dove da mesi piccoli eventi inspiegabili lo mandano su tutte le furie. Hide and Seek è un mystery, ma nella sua conclusione è un horror senza pietà, tale da rendere vivo ogni anfratto dimenticato della vostra casa.

Un esordio da urlo

Prima regia di Huh Jung, regista ignoto come la sua star protagonista (almeno all’epoca, nel 2013), Son Hyun-joo, primo capolavoro del cinema di genere, Hide and Seek è terrore puro costruito con la cura dei dettagli e la distrazione: le incisioni altro non sembrano che una sottotrama rispetto al fratello scomparso.

Non è così, sviando lo spettatore Huh Jung crea aspettative piano piano intaccate con una forza disumana dall’orrore, reso ancor più pungente dalla personalità di Sung-soo: germofobico, a tratti asociale e distante, improvvisamente messo a confronto con un inaspettato pericolo che dà voce ai suoi timori più profondi.

Farsi scoraggiare dalla provenienza asiatica, dal pregiudizio o dall’accostamento ai J-Horror è un errore madornale. Hide and Seek è angoscia allo stato puro, grezza e tangibile, è un film da guardare al buio, se da soli ancora meglio. L’importante è non spegnere la luce o farsi una birra in compagnia subito dopo.

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